Samson – La Recensione

Samson è la dimostrazione che non bastano le buone intenzioni per realizzare una grande opera.

Non c’è dubbio: viviamo in un’epoca quantomeno bizzarra per i videogiochi. Un’epoca nella quale anche le realtà più piccole hanno la possibilità di scalare le classifiche e di diventare delle vere e proprie icone di questo mercato. Un’epoca nella quale non basta più avere i soldi per realizzare prodotti di qualità, come ci dimostrano alcune scelte folli prese da coloro che nel settore videoludico ci sguazzano da decenni. In mezzo a tutto questo caos, spiccano sempre più le cosiddette produzioni AA, decise a conquistare il grande pubblico con opere “ingombranti”, ma realizzate con un budget nettamente più contenuto dei grandi Blockbuster.

Proprio a questa ultima categoria sembra appartenere Samson, titolo sviluppato da Liquid Swords e in uscita proprio oggi su PC alla modica cifra di 25 euro. Dietro questo team svedese troviamo nientemeno che Christofer Sundberg, creatore di Just Cause e cofondatore di Avalanche Studios. Un autore con un importante bagaglio di conoscenze sulle spalle, che negli ultimi anni ha deciso di mettersi in proprio per lasciarsi alle spalle tutte quelle complessità tipiche delle software house di un certo peso.

Negli ultimi giorni abbiamo messo le mani su Samson, curiosi di scoprire se la nuova visione di Sundberg possa davvero attecchire sul grande pubblico. Le cose non sono andate proprio come ci aspettavamo, ma siamo finalmente pronti per raccontarvi le nostre impressioni su questa nuova avventura a metà tra Driver e Sleeping Dogs.

Samson

WELCOME TO TYNDALSTON

Ambientato negli anni Novanta, Samson segue la storia di Sam e del suo tentativo di salvare la propria vita e quella di sua sorella. Dopo essere stato per diverso tempo in prigione, Sam fa ritorno nella cittadina di Tyndalston e si trova suo malgrado obbligato a rituffarsi nella malavita. I soldi ottenuti giorno dopo giorno, infatti, serviranno per ripagare il proprio debito nei confronti di una pericolosa banda criminale, che sembra non farsi problemi all’idea di mettere in pericolo non solo Samson, ma anche la sua famiglia. Questo è solo l’inizio di un racconto che narra in parallelo le vicende di Sam e quelle di una città ormai allo sbando. Una città stanca e inferocita, che rischia di trascinare a fondo chiunque provi a ripulirla.

Nonostante le buone premesse e l’atmosfera costruita sulla scia di film come Four Brothers – Quattro fratelli, la trama di Samson non brilla mai davvero. Questo a causa della natura stessa del gioco, che divide l’intera avventura in “giornate”, suddivise a loro volta in “pomeriggio”, “sera” e “notte”. Ogni missione permette non solo di ottenere dei soldi, ma consuma anche del tempo, spingendo in avanti le lancette dell’orologio. Se i vari incarichi secondari permettono quindi di ottenere un maggior flusso di denaro, le quest principali portano avanti la storia, ma non forniscono particolari ricompense economiche. Questo porta il giocatore a diluire il racconto in favore del pagamento del debito alla base della trama. Una scelta di design che serve sì ad aumentare la longevità dell’avventura, ma che inevitabilmente danneggia il ritmo di gioco.

La scrittura di Samson, inoltre, non brilla particolarmente. Certo, l’avventura offre qualche buon momento, ma la sceneggiatura non sorprende mai e i dialoghi risultano spesso sottotono e incapaci di veicolare adeguatamente le emozioni verso il giocatore. Insomma: il comparto narrativo dell’opera di Liquid Swords è più un collante per le varie missioni, che il vero motivo per cui qualcuno dovrebbe avvicinarsi a Samson.

Samson

VORREI, MA NON POSSO

Samson è chiaramente una produzioni votata al gameplay. L’intento degli sviluppatori è evidentemente quello di dare sempre qualcosa da fare al giocatore. Azioni che lo incastrino in un turbinio di missioni in grado di portare lentamente avanti la trama. Peccato, però, che la maggior parte di queste missioni vantino contesti differenti, ma una resa finale spesso simile. Se i pretesti narrativi delle varie quest sono sempre diversi, infatti, la maggior parte di esse si risolvono in qualche scazzottata, nella raccolta di diversi oggetti e/o in inseguimenti in auto. Questo perché Samson vive proprio di queste meccaniche, attorno alle quali è costruita l’intera avventura.

Partiamo, quindi, dai combattimenti corpo a corpo. Combattimenti in terza persona che presentano una mappatura dei tasti simile a quella della più recente iterazione di God of War. Se RB e RT vengono associati agli attacchi leggeri e pesanti, LB è invece dedicato alla parata. Colpire gli avversari consumerà inoltre una loro barra della stamina, al termine della quale sarà possibile effettuare una mossa corpo a corpo in grado di mandarli direttamente al tappeto. A differenza di quelli di Kratos, però, i colpi di Sam risultano spesso “scivolosi” e la telecamera non riesce a gestire gli scontri con più di due avversari. Il risultato finale è spesso caotico e poco appagante, nonostante la base di partenza sia senza dubbio ottima. Base che non viene minimamente perfezionata dall’albero delle abilità, che ci è parso scialbo e poco interessante.

Discorso molto simile anche per le sezioni in auto, che riprendono il feeling di Driver per tentare poi di implementare elementi d’azione come quelli visti in Burnout o nel recente Screamer. Ancora una volta, però, il risultato è goffo e raffazzonato. Nulla di davvero disastroso, sia chiaro, ma è evidente una costante sensazione di “vorrei, ma non posso” che non fa mai davvero decollare l’esperienza finale. Questo a causa di “piccoli dettagli” che minano l’intera produzione. Dettagli come alcune collisioni inspiegabilmente esagerate e una marea di bug che, pur strappando un sorriso, spezzano l’immersività generale.

Samson non ha l’ambizione di competere con GTA o con altre produzioni AAA. Samson vuole intrattenere e divertire a fronte di una spesa d’ingresso contenuta. Il bello è che potrebbe persino riuscire nella propria impresa, se solo non fosse costellato di problematiche in grado di sporcare l’intera esperienza. Problematiche per lo più correggibili con qualche patch post lancio, ma che al momento sono ancora presenti e che non permettono all’avventura di Sam di uscirne a testa alta.

Samson

IL DRAMMA DELL’ITALIANO

Da un punto di vista tecnico, Samson lascia senza parole. Nel bene e nel male. Il colpo d’occhio visivo è davvero incredibile per una produzione a basso budget. I modelli dei personaggi convincono e, nonostante qualche animazione sottotono, ci sentiamo di elogiare il risultato finale. È però l’atmosfera ad averci fatto innamorare di Tyndalston. Ogni angolo della città offre scorci affascinanti. Scorci che spingono il giocatore a muoversi a piedi per poter visitare tutti i quartieri e imbattersi in qualcosa di nuovo. Il merito va non solo all’Unreal Engine, ma anche alla capacità degli sviluppatori di ricreare una fittizia cittadina americana dettagliata a tal punto da renderla reale.

Se il doppiaggio in inglese ci è parso buono e nulla più, lo stesso non si può dire della traduzione in italiano. Siamo di fronte probabilmente alla peggior localizzazione da diversi anni a questa parte. Testi che mescolano più lingue, giochi di parole saltati, errori nella comparsa dei sottotitoli e dialoghi che evidentemente non sono mai stati nemmeno riletti sono all’ordine del giorno, in Samson. Un dramma che speravamo di vedere sistemato nelle patch pre-lancio, ma che al day one ancora non è stato risolto (anzi, in alcuni casi sembra essere persino peggiorato). Un vero peccato, che sporca ancora di più un titolo con evidenti problemi di pulizia generale.

SAMSON, IL COMMENTO FINALE

Samson è un gioco potenzialmente divertente. Christofer Sundberg e i suoi ragazzi hanno dato vita a un titolo che, se rifinito, potrebbe intrattenere una discreta fetta di videogiocatori. Allo stato attuale, purtroppo, il gioco è ancora carico di problemi sotto quasi ogni punto di vista. Risulta assolutamente giocabile (e per più di qualcuno anche godibile), ma non basta per renderlo un’opera imperdibile. È innegabile, però, che nel lavoro di Liquid Swords ci sia qualcosa di buono. Ci è rimasta la voglia, infatti, di recuperare tutti i collezionabili mancanti e di sfrecciare ancora un po’ per le strade della bellissima Tyndalston. Un risultato tutt’altro che banale, ma che speriamo possa essere accompagnato da un corposo supporto da parte degli sviluppatori. Supporto che, se dovesse avvenire, potrebbe trasformare un titolo problematico in un’opera meritevole di attenzione.

Samson sarà disponibile dal prossimo 8 Aprile su PC.

Samson
Pro
Atmosfera riuscita
Il loop di gameplay funziona e rapisce
Visivamente molto riuscito
Contro
Narrativa blanda
Ogni singolo elemento di gameplay necessita di rifiniture
Il peggior adattamento in italiano di sempre
5.5
Voto

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