Street Fighter, La Recensione del film

Street Fighter è un film di botte che non si prende quasi mai sul serio

Arriva nelle sale Street Fighter, film live action basata sul celebre franchise di Capcom, diretto da Kitao Sakurai. Si tratta del quarto film dedicato al brand, del terzo in live action e del secondo che arriva anche al cinema. Fin dall’annuncio del cast, con poi conferma dal primo trailer, si preannunciava come un disastro ferroviario, l’ennesimo adattamento posticcio di un kolossal ludico ma, in barba a tutti, ci troviamo di fronte a un action comedy che potrebbe trovare facilmente un suo pubblico. Invitato da Paramount Pictures, ho visto Street Fighter in anteprima e posso darvi la mia opinione tra pregi e difetti.

Gli otto lottatori più forti del mondo

L’intero film è ambientato nel 1993 (l’anno di uscita di Super Street Fighter II), e vede Ryu e Ken riunirsi dopo sei anni per partecipare alla seconda edizione del torneo World Warrior, organizzato da M.Bison, il folle capo della Shadaloo con ovviamente un secondo fine. Al torneo parteciperanno gli otto combattenti migliori, pronti a sfidarsi per decretare il più forte lottatore del pianeta. La storia di Street Fighter è semplice, forse troppo, e segue tutti i tropi del genere dei film d’azione anni ’90, condendo il tutto con una moltitudine di battute più o meno riuscite. Ho apprezzato che il film si concentri più sulla rivalsa di Ken (Noah Centineo) e sul suo rapporto con Ryu (Andrew Koji), piuttosto che mettere al centro solo quest’ultimo o nuovamente Chun Li. Il film dura quasi due ore piene, con una parte centrale che ho trovato decisamente allungata, tagliando perfino degli incontri che invece avrei preferito vedere. Inoltre sembra che sceneggiatori e produttori siano sicuri del successo in sala, dato il finale aperto chiaramente a un sequel.

Il cast del film è il più variopinto possibile tra attori, wrestler e figure dello spettacolo. A rubare la scena nel trio di protagonisti è sicuramente la Chun Li di Callina Liang, bella e letale e capace di regalare alcuni dei combattimenti migliori. David Dastmalchian, che interpreta il cattivissimo e bramoso di potere Bison è volutamente esagerato e quello che fisicamente meno combacia con la sua controparte, una scelta curiosa che spezza con il resto dell’adattamento. Molto riusciti invece quasi tutti i comprimari, soprattutto il Guile di Cody Rhodes e il Dan di Andrew Schulz nonostante il poco tempo a schermo. Meno approfonditi invece i seguaci di Bison, con per esempio un Vega (Orville Peck) che rimane misterioso fino all’ultimo e una Cammy (Mel Jarnson) sopra le righe ma mai veramente a fuoco.

Tra cartone animato e videogioco

Guardando Street fighter, si nota costantemente che Kitao Sakurai e gl isceneggiatori sono dei fan, e hanno realizzato questo film per i fan del brand. Sorvolando su camei ed easter egg, c’è un rispetto quasi fotografico per i costumi, per gli stage, e ovviamente, per una pazzesca colonna sonora che, oltre ai brani su licenza, remixa tutti i temi storici dei personaggi.
Una cosa che mi ha lasciato di stucco durante la visione sono sicuramente le tante scene animate che fanno da flashback per i vari personaggi. Le sequenze animate sono state interamente realizzate dal celebre studio americano Titmouse (noto per The Legend of Vox Machina) e sono nettamente più riuscite rispetto ai momenti live action. Questo perché, come sempre, l’animazione permette di rendere più credibile un mondo fantasy e le mosse spettacolari dei protagonisti. Solo che in Street Fighter è un’arma a doppio taglio, e smonta drammaticamente le scene che fanno utilizzo della CGI. Se in alcuni casi, come nelle mosse o in alcuni combattimenti la CGI è passabile e buona, ci sono degli elementi che sembrano sempre più posticci. Il Blanka di Jason Momoa, o l’Akuma di Roman Reigns, sono i principali esempi di dove gli effetti speciali inciampano e rendono il tutto un po’ più trash.

Street Fighter è quindi una divertente commedia d’azione, figlia delle battute moderne e capace di strizzare l’occhio più di una volta ai fan della serie Capcom. La domanda fondamentale durante la visione continua a essere perchè inserire degli innesti animati invece di puntare completamente su un film di quel genere, data l’assoluta maggiore qualità di quei momenti. Quando non si prende sul serio, nonostante la durata forse troppo eccessiva, il film diretto da Kitao Sakurai, colpisce come un Hadoken, grazie a coreografie divertenti e personaggi folli il giusto. Se si chiudono gli occhi su una CGI posticcia (soprattutto su alcuni personaggi) ci si trova davanti a un action comedy meno terribile di quel che sembrava.

Street Fighter è in sala da oggi 15 ottobre

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