Riscropriamo le origini della serie di “Tales of” con la versione rimasterizzata di Eternia!
Bandai Namco da qualche anno ha iniziato un’importante opera di rilancio della saga di “Tales of”, con una serie di versioni rimasterizzate di alcuni dei suoi titoli più famosi e con un ritmo ben sostenuto, proponendo addirittura ben due remastered all’anno. Un’operazione intensiva, volta sia a far conoscere la serie ai più giovani, sia a preservare questi giochi, dato che alcuni di questi titoli, specie quelli meno recenti, non erano giocabili sulle console attuali. Con il ritorno di Xillia, Vesperia e Symphonia, fra i fan è nata una specie di toto-annuncio, ipotizzando quale sarebbe stato il prossimo ripescaggio man mano che la lista dei titoli disponibili veniva sfoltita. E se finora Bandai Namco aveva attinto dalla cesta dei “Tales of” più moderni, oggi tocca ad un ripescaggio che ci riporta indietro nel tempo, quando il caratteristico sistema di combattimento action della serie, il Linear Motion Battle System, permetteva di muoversi unicamente su un solo asse. Stiamo parlando di Tales of Eternia.
Disponibile dal prossimo 16 ottobre, Tales of Eternia Remastered torna su console moderne e PC promettendo diverse novità per modernizzare un classico della serie “Tales of”.
Versione Testata: PlayStation 5
Per quanto fan dei “Tales of”, dobbiamo ammettere che Eternia non era nella nostra bingo card. Non tanto perché il gioco sia brutto, tutt’altro, quanto perché, proprio nell’ottica del recupero, avrebbe avuto molto più senso proporre altri titoli, magari quelli a cui era stata negata un’uscita occidentale, come Tales of Rebirth, il remake del primo Tales of Destiny o Tales of Destiny 2, rimasti esclusivi del Giappone e sconosciuti ai più. Al contempo, Tales of Eternia era già approdato su PSP con un “porting esteso” che migliorava la versione uscita su PlayStation nel 2001, aggiungendo il supporto per il widescreen e aumentando il frame rate grazie alla maggiore potenza di calcolo della console.
Nonostante questo, Eternia resta un capitolo molto amato e, sotto diversi punti di vista, è quello che ha gettato le basi per l’intera serie e i suoi sviluppi futuri. Non solo per la storia e la sua impostazione, come vedremo tra poco, ma anche per una serie di dettagli, come l’introduzione delle Skit, i siparietti fra i personaggi, e la possibilità di sbloccare la modalità manuale per i membri del party, così da controllarli direttamente.
E proprio la storia è uno degli aspetti più interessanti del gioco che, nonostante i suoi 26 anni, appare ancora attuale e ben raccontata.
Tutto ha inizio su Inferia, dove i due amici d’infanzia Reid e Farah conducono una vita abbastanza tranquilla e banale, finché non si imbattono nel relitto di una navicella spaziale precipitata sul pianeta. Al suo interno trovano una misteriosa ragazza, Meredy. Purtroppo però Meredy parla una lingua sconosciuta che rende impossibile comunicare. I due si rivolgono così a Keele, un loro vecchio amico esperto di archeologia e astronomia, che li aiuterà a fare una sconcertante scoperta. Meredy proviene dal pianeta gemello di Inferia, Celestia, un luogo ipertecnologico che fluttua capovolto nel cielo, ed è precipitata lì nell’intento di avvertire gli abitanti di un’imminente catastrofe chiamata Grande Impatto, che vedrebbe Celestia e Inferia scontrarsi fra loro, portando così all’estinzione dell’intera umanità. I quattro, mossi da un impeto eroico, partiranno per un epico viaggio il cui scopo è quello di fermare qualsiasi cosa stia provocando il Grande Impatto, scongiurando così una fine che sembra ormai già segnata.
Il racconto mostra fin da subito una certa maturità nonostante il gruppo di eroi sia composto da poco più che ragazzini, riuscendo a trascinare il giocatore in questa grande avventura. Lo fa anche grazie ai temi affrontati, che spaziano dal classico valore dell’amicizia a questioni sociali come il razzismo e la disparità culturale, senza dimenticare lo spirito di abnegazione che attraversa i protagonisti. Questi ultimi si troveranno a mettere da parte sogni e bisogni in favore di un obiettivo più grande, salvare l’intera umanità. Ovviamente, in questo clima di tensione non mancano i momenti più leggeri, che accompagnano lo sviluppo del racconto e sono spesso affidati a personaggi incredibilmente comici come Chat. Questa giovane piratessa convive con diverse fobie, in particolare quella per gli animali pelosi, da cui deriva la sua avversità nei confronti di Quickie, il compagno di Meredy. Un pretesto per diverse gag che vanno in totale contrapposizione alla sua figura di fiera capitana della sua nave.
Tales of Eternia è un capitolo relativamente breve. Se completata senza distrazioni, la storia permette di arrivare all’epilogo in una trentina di ore. Un tempo tutto sommato variabile, che dipende da quante energie dedicherete all’esplorazione della doppia mappa di gioco, con una zona per Inferia e una per Celestia, e alle attività opzionali, tra missioni, minigiochi e dungeon post-game, di certo le cose da fare non mancano.
Nella timeline dei “Tales of”, Eternia è il terzo capitolo della serie e l’ultimo pubblicato sulla prima PlayStation. Rispetto ai precedenti giochi, qua si iniziava a respirare un’aria di rinnovamento, soprattutto grazie all’originalissimo sistema di combattimento Linear Motion Battle System, che aveva debuttato in Tales of Phantasia su Super Nintendo. Il LMBS nasce come risposta ai classici JRPG a turni, introducendo un sistema di combattimento action, con tutte le limitazioni del caso, dovute sia al periodo storico sia alle possibilità offerte dalla piattaforma. Ed ecco che Eternia, girando su una console più avanzata, permise tutta una serie di modifiche all’LMBS, guadagnandosi il suffisso Aggressive, ad indicare un sistema più improntato all’azione. La velocità degli scontri aumentava, rendendoli giocoforza più frenetici. Le magie potevano adesso essere lanciate senza interrompere l’azione, che continuava anche durante il lancio dell’incantesimo. Veniva inoltre introdotto un basilare sistema di combo, che permetteva di inanellare più attacchi consecutivi, per poi concludere la sequenza con una delle arti. Anche i movimenti diventavano più dinamici, con la possibilità di schivare gli attacchi avversari. Le magie acquistavano inoltre maggiore importanza grazie a una meccanica dedicata, che permetteva di combinare diversi elementi per sbloccare incantesimi unici. Per quanto ad oggi appaia ancora molto basilare, il combat system di Eternia rappresentava un netto passo in avanti nel panorama ruolistico dell’epoca, dividendosi con Star Ocean 2 lo scettro per il ruolo di miglior action rpg.
Ma cosa propone di nuovo questa versione rimasterizzata di Tales of Eternia?
Oltre all’ovvia ripulitura grafica, di cui parleremo tra poco, viene introdotta tutta una serie di migliorie relative alla qualità della vita. Ad esempio sono stati inseriti degli indicatori di missione, che vi guideranno verso il prossimo obiettivo di storia. Trattandosi di un titolo abbastanza “datato”, il sistema di incontri si basava su un modello randomico, e adesso quest’ultimi possono essere disattivati a piacimento, evitando così gli scontri diretti per dedicarsi alle attività secondarie o agli avanzamenti di storia. A questa si aggiunge un’altra opzione relativa alla progressione dei livelli, che permette di ottenere più esperienza dalle singole battaglie, oltre alla possibilità di aumentarne la difficoltà per chi cerca una sfida degna di tale nome. Restando nel campo degli scontri, è stata aggiunta un’opzione di auto-fight velocizzato, che automatizza le battaglie sollevandovi dall’onere di combattere direttamente. In caso di sconfitta, adesso è possibile ritentare il combattimento, evitando così il game over e la necessità di riaffrontare situazioni già superate.
Sono poi state reinserite le Skit originali, eliminate negli adattamenti inglesi per ragioni di budget, così come la traduzione stessa è stata rivista in toto con un adattamento più preciso e affidabile, accompagnato dalla versione italiana e da tutta una sfilza di altre nuove lingue. Anche il dungeon di Nereid, prima appannaggio esclusivo della modalità New Game+, è stato ripensato per essere affrontato come contenuto endgame già dalla prima run, eliminando così la necessità di riaffrontare interamente il gioco per accedere a tutti i contenuti di Eternia.
In ultima analisi, il comparto grafico migliora grazie all’aumento della risoluzione, fino a 4K dove possibile, e a un framerate stabile a 60 fps. È stata anche inserita una modalità che permette di switchare fra la versione rimasterizzata e quella originale, ma sinceramente la differenza è davvero minima, con quella originale che mostra una pixellosità più marcata, soprattutto nelle sfumature e nelle ombreggiature, che con il filtro moderno vengono un po’ appiattite. Il cambiamento riguarda anche l’effettistica sonora e le musiche, mentre il doppiaggio inglese presenta una nuova traccia con un cast completamente rinnovato. È stata inoltre aggiunta la possibilità (ormai presente nella quasi totalità dei giochi) di selezionare il voiceover giapponese, reintroducendo il cast originale della versione nipponica.
Da segnalare anche il prezzo di lancio. In uscita il 16 ottobre, Tales of Eternia è proposto ad un prezzo di 29,99 euro, una cifra tutto sommato “giusta” per il tipo di operazione, in cui l’assenza di nuovi contenuti narrativi è bilanciata da diverse modifiche strutturali che lo rendono più appetibile ad un pubblico moderno.
Tales of Eternia è un altro di quei giochi che ci sentiamo di consigliare per il suo impatto all’interno della serie di “Tales of”. Per quanto il gioco sia una riproposizione 1:1 dell’avventura originale e non presenti nuovi contenuti, questa remastered restaura il titolo non solo nell’aspetto grafico, ma introduce anche tutta una serie di quality of life che migliorano diversi aspetti legati soprattutto alla sfera combattiva. Se siete in fase di riscoperta della serie di “Tales of”, Eternia, nonostante i suoi 26 anni sulle spalle, potrebbe sorprendervi per la sua freschezza e le sue intuizioni, fornendovi un quadro più preciso di come la serie si sia evoluta nel tempo.
