Resident Evil 2, Resident Evil 3 e Resident Evil 4: analisi delle versioni Nintendo Switch 2

I remake dei capitoli più amati di Resident Evil arrivano su Nintendo Switch 2.

Siamo arrivati quasi alla fine dell’anno, ma sembra che Capcom non abbia ancora esaurito le cartucce con Nintendo Switch 2. Dopo aver dimostrato di saper sfruttare a dovere l’hardware della nuova console Nintendo, proponendo alcuni porting “impossibili” come quelli di Onimusha: Way of the Samurai e Dragon’s Dogma 2, Capcom prosegue nel completamento della sua line-up su Switch 2 con la pubblicazione di ben tre capitoli di Resident Evil, ovvero i remake di Resident Evil 2, Resident Evil 3 e Resident Evil 4, nelle rispettive versioni definitive, Deluxe o Gold a seconda della classificazione, comprensive di tutti i contenuti aggiuntivi.

Se dei singoli giochi abbiamo parlato a più riprese, vi rimandiamo alle recensioni dedicate a ogni capitolo. Oggi ci concentreremo maggiormente sulla qualità dei porting e sulle eventuali novità disponibili in queste versioni ripensate per Nintendo Switch 2.

Se c’è una cosa che si nota sempre di più, da insider del panorama videoludico attuale, è quanto l’utenza preferisca prima di tutto la praticità rispetto a questioni più tecniche come grafica, risoluzione e frame rate. Soprattutto chi sceglie una console come Switch ha come obiettivo fisso la portabilità, il gaming on the go, per usare un inglesismo che ben si adatta alla situazione. Io stesso, in questi ultimi mesi trascorsi fuori casa in Giappone, mi sono ritrovato a preferire Switch 2 proprio per la comodità di restare al passo con gran parte delle uscite, pur con qualche rinuncia, e di avere con me una console versatile da portare durante i vari spostamenti, spesso interminabili, come i viaggi in aereo o in treno. Va da sé, quindi, che l’uscita di nuovo software rappresenti un motivo in più per scegliere una console, diventando per il publisher di turno un’occasione ghiotta per trovare nuovo pubblico per i propri giochi.

Questi tre remake arrivano su Switch 2 proprio per questo, sulla scia delle ottime conversioni di Requiem, del 7 e di Village, già disponibili sulla console Nintendo da qualche mese. Si tratta di porting nativi che vanno a rimpiazzare le corrispettive versioni Cloud, inizialmente rese disponibili sulla prima Switch a causa delle modeste prestazioni hardware, che impedivano una conversione diretta. Diverso è invece il caso del remake di Resident Evil 4, che arriva per la prima volta su Switch 2, affiancandosi alla versione rimasterizzata già disponibile.

Ma come girano queste versioni portatili di questi “nuovi” classici?

Partiamo con ordine e concentriamoci su Resident Evil 2. Lo storico secondo capitolo si ripropone in maniera assolutamente fedele rispetto alle controparti per home console, offrendo una resa visiva pressoché identica, sia in modalità docked sia in portatile, e riuscendo a mantenere attiva tutta quell’effettistica che, al lancio, impreziosiva l’immagine a schermo, con l’intero impianto di illuminazione globale in tempo reale, i riflessi e gli effetti volumetrici. Il tutto garantendo una fluidità praticamente fissa a 60 fps.

Un risultato decisamente notevole per un gioco che, pur con qualche anno sulle spalle ormai, quasi otto, grazie all’ottimizzazione di Capcom e a un RE Engine sempre più performante risulta ancora affascinante sia da vedere sia da giocare. Merito anche di un uso massiccio del DLSS, che aiuta la piccola console Nintendo nelle operazioni di pulizia dell’immagine, effettuando l’upscaling della risoluzione di rendering nativa e riducendo quelle seghettature sui bordi delle immagini dovute all’aliasing.

Anche in portatile, l’aspetto che ci interessa maggiormente, il gioco si comporta bene. Nonostante qualche aggiustamento per migliorarne la resa quando la console non è posizionata nella sua base, i risultati sono pressoché indistinguibili. Si nota forse qualche raro fenomeno di immagine “impastata” nelle scene più complesse, ma in generale il gioco non accenna a mostrare la minima fatica neppure in questa modalità. In linea di massima, quindi, ci troviamo di fronte a un porting che, salvo qualche dettaglio minore, non sfigura rispetto alle versioni maggiori, diventando un’ottima soluzione sia per chi si avvicina al gioco per la prima volta sia per chi intende affrontare una nuova run del suo capitolo preferito, magari in viaggio o in tutta comodità.

La versione pubblicata di Resident Evil 2 è la Deluxe Edition, un pacchetto che comprende il gioco base, una manciata di costumi extra per Leon e Claire, alcune varianti per la Samurai Edge, l’iconica pistola utilizzata dai due protagonisti durante l’avventura, e la versione originale della colonna sonora, accessibile dal menu delle impostazioni dedicate alle opzioni audio del gioco. A questi contenuti si aggiungono le modalità extra presenti nella versione originale, come la rivisitazione delle due modalità classiche del capitolo per PlayStation con protagonisti Tofu e Hunk e i Sopravvissuti Fantasma, una collezione di quattro scenari ambientati nella Raccoon City del gioco, dalla quale dovremo fuggire il prima possibile. Questa modalità prevede una serie di sfide dedicate, con tanto di ricompense sbloccabili, per lo più estetiche, al loro completamento.

Resident Evil 3 segue di pari passo i risultati del precedente remake, con gli stessi pregi e difetti evidenziati in Resident Evil 2.

In questa riproposizione del terzo capitolo di Resident Evil, Jill dovrà affrontare una corsa contro il tempo per fuggire da Raccoon City prima della sua distruzione. Essendo ambientato in contemporanea con Resident Evil 2, il gioco condivide molti aspetti e ambientazioni con il precedente capitolo, anche se la città fa da padrona. Qui si assiste a un uso ancora più massiccio dell’illuminazione dinamica, oltre a una maggiore spettacolarità cinematografica e a una maggiore distruttibilità ambientale, dovuta alla costante presenza del Nemesis, la terribile bioarma che ci darà la caccia senza sosta per tutta la durata dell’avventura. Rispetto al capitolo uscito nel 2020, Capcom ha deciso di tagliare la modalità multiplayer asincrona RE:Resistance, una sorta di Dead by Daylight in salsa Resident Evil, concentrandosi unicamente sul porting del gioco. L’assenza di modalità extra e contenuti aggiuntivi rende Resident Evil 3 il capitolo meno ricco del pacchetto sotto questo profilo, giustificando anche il prezzo più basso, pari a 29,99 €, rispetto agli altri due giochi.

Non ha invece bisogno di presentazioni Resident Evil 4. Il remake del gioco “di svolta” della serie, che a sua volta ha ridefinito non solo i capitoli successivi, ma anche il panorama dei remake odierni, sbarca finalmente su Switch 2 nella gloriosa edizione Gold. Rispetto ai due precedenti, qui l’asticella delle prestazioni si alza, avvicinandosi a quella dei capitoli più esigenti sotto il profilo tecnico, come Village e Requiem.

In linea di massima, la conversione è eccellente e la qualità visiva si discosta di poco dalle versioni maggiori, come quella per PlayStation 5, con differenze marcate che emergono soprattutto quando le immagini vengono affiancate. La più visibile però riguarda la qualità dei capelli che, come già evidenziato in altri porting, tra cui quello più recente di Onimusha, appaiono caratterizzati da quell’effetto pagliericcio tipico della “old gen” di console.

Dove Resident Evil 4 fatica maggiormente è nelle sezioni all’aperto, dove il frame rate, al contrario di quanto accade in RE2 e RE3, non riesce a mantenersi stabile a 60 fps, con cali soprattutto quando c’è più azione a schermo. Una situazione prevedibile, considerando la maggiore complessità grafica e il livello di dettaglio, ma che rappresenta comunque un compromesso accettabile per godere appieno di questa versione di Resident Evil 4. Anche la risoluzione dinamica accentua alcuni problemi relativi alla nitidezza dell’immagine durante le varie oscillazioni, con un lieve effetto patinato che sporca la visuale di gioco, in particolar modo in portatile. In generale, però, al netto di tutto, Resident Evil 4 riesce a mantenere intatto il suo fascino originale.

Un’ultima precisazione, che riguarda in qualche modo anche gli altri due giochi, concerne la luminosità, che soprattutto in portatile richiede qualche intervento per migliorare la visibilità. Di base, infatti, l’immagine appare troppo scura e diventa difficile avere tutto sotto controllo, specie se si gioca all’aperto o in un contesto diverso da quello casalingo, dove la luce circostante non permette una visione ottimale dell’azione di gioco.

Come per gli altri porting, anche Resident Evil 4 non presenta aggiunte di rilievo al gameplay. L’unica novità riguarda l’introduzione della mira tramite giroscopio, che soprattutto giocando in portatile permette di aggiustare la mira contro i Ganados semplicemente inclinando la console verso i nemici.ù

Parlando invece di contenuti, la versione Gold di RE4 comprende, oltre al gioco base, anche l’espansione Separate Ways, con protagonista Ada Wong alle prese con la propria missione, che si svolge in parallelo all’avventura di Leon e Ashley. Per chi cerca una sfida aggiuntiva troviamo la modalità di sopravvivenza Mercenari, oltre a una lunga serie di DLC estetici e qualche piccolo extra.

Come abbiamo già accennato, i primi due remake erano già stati pubblicati sulla prima Switch in versione Cloud. Purtroppo, però, se siete in possesso di queste versioni non è possibile importare i propri salvataggi nei giochi per Switch 2. Un problema sicuramente secondario rispetto ad altre situazioni, ma da tenere in considerazione se si valuta l’acquisto pensando di poter sfruttare questa possibilità.

E sebbene non ci siano incentivi particolari per spingere il passaggio dalla versione Cloud a quella nativa, Capcom ha attivato un’offerta per gli acquirenti della prima ora, con sconti interessanti che potrebbero aiutarvi a decidere in caso di indecisione. I giochi sono proposti rispettivamente a 29,99 € (RE2), 19,79 € (RE3) e 39,99 € (RE4), cifre che, considerando la mole di contenuti e la qualità offerta, risultano interessanti, specie se il vostro interesse principale è giocare in portatile.

L’arrivo dei remake di Resident Evil 2, 3 e 4 su Switch 2 completa la ricca line-up di Capcom sulla console Nintendo, rendendo di fatto disponibili tutti i capitoli principali della serie, a esclusione di Code Veronica, che subirà a breve lo stesso trattamento degli altri remake. Come nel caso dei porting dei capitoli in soggettiva, anche qua vale lo stesso ragionamento. Si tratta di alcuni dei capitoli migliori e più iconici della serie, con una lieve flessione qualitativa per il terzo rispetto agli altri, che meritano di essere scoperti, giocati e rigiocati, soprattutto se siete fan affezionatissimi. Queste riedizioni per Switch 2 sono indirizzate a chi cerca un’esperienza portatile di prim’ordine, capace di offrire una qualità paragonabile a quella delle versioni casalinghe anche fuori casa. Fra i tre giochi in arrivo, Resident Evil 4 è quello che richiede più compromessi per quanto riguarda il frame rate e la pulizia dell’immagine, ma riesce comunque a farsi apprezzare per il dettaglio visivo raggiunto, in particolare in portatile.

I porting di Resident Evil 2, Resident Evil 3 e Resident Evil 4 per Nintendo Switch 2 saranno disponibili dal prossimo 15 Ottobre.

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