Onimusha: Way of the Sword – Analisi della versione Nintendo Switch 2

Onimusha: Way of the Sword arriva su Switch 2. Scopriamo insieme come gira!

In questi ultimi mesi Switch 2 ha accolto un sacco di porting “controversi” di titoli usciti sulle altre console che, pian piano, sono arrivati sulla console Nintendo riscuotendo anche un buon successo e dando conferma di quanto il pubblico di Switch 2 sia alla ricerca anche di esperienze al pari delle altre piattaforme. Capcom è una delle software house che più ha creduto nell’ibrida di Nintendo, tanto da rivedere le sue politiche di pubblicazione portando la sua intera line-up direttamente al lancio e non mesi dopo. Già ad inizio anno abbiamo avuto modo di apprezzare su Switch 2 Resident Evil Requiem e successivamente Pragmata, e in entrambi i casi gli ottimi risultati di questi porting così ambiziosi sono stati frutto di un lavoro incredibile da parte dei vari team di sviluppo di Capcom e di un motore di gioco, il RE Engine, che si sta dimostrando sempre più performante e scalabile.

In questa estate dove oltre al caldo asfissiante abbiamo assistito ad un’anomala concentrazione di uscite di alto rilievo, Capcom cala un altro asso in una annata così ricca di hit, con l’arrivo di Onimusha: Way of the Sword.

Abbiamo già avuto modo di analizzare ed apprezzare il nuovo capitolo di Onimusha, di cui potete trovare qua la recensione completa ed approfondita, ma oggi dedichiamo un piccolo spazio alla versione Switch 2 delle avventure dello sprezzante Miyamoto Musashi nella sua missione di salvare Kyoto dall’avanzata di un esercito di genma.

Apriamo questa analisi con una riflessione che abbiamo già fatto in un altro paio di articoli dedicati a due giochi arrivati da poco su Nintendo Switch 2, Final Fantasy XIV Online ed Elden Ring. Una premessa che ci siamo sentiti di fare in occasione dei due giochi, arrivati anni dopo la loro release iniziale, è stata quella legata alle esigenze del giocatore. La particolarità di Switch 2 la conosciamo tutti, ed è quella che ruota intorno alla portabilità, feature che la impreziosisce rispetto alle altre home console dandole un valore aggiunto non da poco. Proprio su questo aspetto si sono quindi concentrate le due analisi, trovando nel gioco in portatile la chiave di volta di due conversioni costrette a dei compromessi tecnici (che fortunatamente non ne compromettono l’esperienza) per far sì che girino nel migliore dei modi.

onimusha

Capcom con Onimusha: Way of the Sword sembra però aver tentato un approccio diverso andando ad assottigliare quel gap creato dal compromesso tecnico che fa sì che questa versione diventi interessante solo per il fatto di poterla giocare in portatile. E ci se ne accorge non appena si inizia questa nuova avventura ambientata nel periodo Edo. Intendiamoci, il compromesso per far girare il tutto in maniera dignitosa è lì davanti ai nostri occhi, e non ammetterlo sarebbe scorretto. Ma quello che è stato fatto da parte del team di sviluppo è stato accorciare le distanze ed ottimizzare al meglio l’esperienza di gioco, sfruttando a pieno tutte le funzionalità che Switch 2 offre, come il DLSS e il VRR.

Contrariamente anche agli stessi Pragmata e Resident Evil, Onimusha offre un’opzione per bloccare il frame rate a 30 fps. Sulla carta un calo drastico rispetto al frame rate che possiamo trovare su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, ma che nell’effettivo uso non impatta assolutamente sul gameplay. Anzi, la solidità granitica dei 30 fps, una volta abituatisi, rende l’esperienza quanto mai godibile, grazie soprattutto ad un gameplay non così action, ma più riflessivo e tattico, che premia il gioco in difensiva fatto di parry e schivate all’ultimo secondo. Si può anche scegliere di giocare con un frame rate sbloccato, con il contatore dei fotogrammi che ondeggia fra i 40 e i 60 al secondo in base all’area in cui ci troviamo, ma in quel caso a trarne vantaggio sarà il gioco in modalità portatile, che sfruttando il VRR offre un’esperienza ancora più fluida. Al contrario, sulla TV, giocando con i frame sbloccati e il mancato supporto alla frequenza di aggiornamento variabile ai pannelli casalinghi, il gioco risente dei continui picchi, preferendo quindi la soluzione bloccata a 30.

Sempre parlando di tecnicismi, ad oliare il tutto ci pensa una risoluzione variabile, che entra in gioco abbassandosi all’occorrenza per agevolare la scena, andando a sporcare un po’ l’immagine con il classico effetto “blurrato” negli elementi più distanti che perdono definizione. Comunque sia, nonostante le fluttuazioni della risoluzione grazie al DLSS la versione docked viene renderizzata a 1080p contro i 900p in portatile.

Mentre la resa visiva al colpo d’occhio è pressoché identica, mantenendosi abbastanza fedele nella composizione poligonale così come nella fisica, le differenze maggiori si hanno nella resa dei capelli e in alcuni dettagli dei modelli. Nel dover andare a limare il più possibile in fase di ottimizzazione si è scelto quindi di ridurre la qualità dei capelli e dei peli facciali, con un effetto “pagliericcio” che ricorda un po’ i modelli di qualche generazione fa. Un aspetto minimale nel quadro complessivo, ma è un elemento che salta sicuramente all’occhio già dai primi momenti, soprattutto nei numerosi filmati, dove i close up della telecamera vanno ad inquadrare maggiormente i volti. Lo stesso si nota nelle ombre e nell’illuminazione, dove una minor definizione delle stesse e un sistema di illuminazione globale che risparmia sull’occlusione ambientale rendono a volte l’immagine a video meno profonda e più piatta rispetto alle versioni maggiori. Anche in questo caso si tratta di dettagli che presi singolarmente si notano per lo più in un confronto diretto side to side, e giocando, specie se lo si fa in portatile, passano decisamente in secondo piano, come ad esempio la densità della vegetazione che, per ottimizzare le risorse, viene ridotta mettendo in evidenza, qua e là, qualche sporadico episodio di pop-up degli elementi del fondale.

Se lato gameplay il gioco si mantiene alla stregua delle altre versioni, qua su Switch 2 abbiamo qualche feature esclusiva, come i controlli di movimento e la mira assistita tramite giroscopio.

Per quanto non siamo grandi fan di questo tipo di controlli, Onimusha si dimostra abbastanza responsivo nel momento in cui andiamo ad impugnare il Joy-con e menare fendenti aerei nel simulare la katana di Musashi. Più utile invece la mira tramite giroscopio, che viene in aiuto per chi non è tanto avvezzo alla mira classica tramite analogico e, grazie ai sensori di movimento integrati, è possibile aggiustare il tiro inclinando la console o il pad, risultando incredibilmente più precisi.

Lato consumi, un altro aspetto fondamentale per chi gioca maggiormente in portatile, c’è da fare qualche distinzione sulle modalità di impiego. Attivando l’opzione di blocco del frame rate a 30, dal 100% la batteria toccherà il fondo in circa 3 ore, una durata più che ottima specie se vi trovate fuori casa e non avete la possibilità di mettere la console in carica. Discorso totalmente diverso se invece deciderete di giocare in versione “sbloccata”. Qua, entrando in gioco il VRR i consumi aumentano inevitabilmente, con un calo prestazionale della batteria abbastanza sostanzioso che porta la scarica completa dopo circa 2 ore di gameplay. Una durata ridotta, ma tutto sommato accettabile per chi non vuole rinunciare ad una maggiore fluidità in gioco.

Con la versione Switch 2 di Onimusha: Way of the Sword Capcom si merita tutti i nostri complimenti. Se con altre edizioni per Switch 2 i compromessi fatti limitavano la scelta a due casi specifici, quello in cui non si possiedono altre piattaforme o la necessità del gioco in portatile, Onimusha diventa invece una valida alternativa alle altre versioni. I limiti e i compromessi ci sono, non possiamo non considerarli, ma nel valutare il gioco nella sua interezza non sono così impattanti da risultare abbastanza secondari. Un applauso quindi alla qualità raggiunta con questo porting e al livello di ottimizzazione ottenuto, segno di un lavoro che non si limita al cercare di allargare la propria utenza a tutti i costi, ma di un’attenzione al proprio pubblico. Una crescita che ci fa ben sperare per i prossimi titoli Capcom in arrivo nei prossimi mesi, come il da poco annunciato Monster Hunter Wilds.

Onimusha: Way of the Sword è disponibile su console e PC.

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