The Wizard – Dark Times: Brotherhood – La Recensione

The Wizard - Dark Times: Brotherhood

The Wizard – Dark Times: Brotherhood è la prova di come alcuni titoli non debbano innovare per risultare accattivanti.

Per chi non lo sapesse, stiamo parlando del sequel di The Wizards, titolo del 2018 che ottenne un notevole successo grazie all’implementazione di meccaniche entrate poi nel lessico dei giochi VR. Sviluppato da Carbon Studio, questo The Wizard – Dark Times vanta inoltre la presenza del DLC gratuito Brotherhood, che introduce un’inedita modalità cooperativa per giocare al titolo insieme ad altri due coraggiosi viaggiatori. Insomma: siamo di fronte alla versione definitiva dell’opera del team polacco, qui spinta anche dalla presenza di un publisher come Vertigo Games, tra le aziende più interessanti quando si parla di opere per la realtà virtuale.

Nelle scorse settimane abbiamo esplorato il Regno di Meliora, rimanendo affascinati dalla comparto grafico dettato da PlayStation VR2. Ma basterà una buona risoluzione a rendere l’esperienza di gioco indimenticabile? Scopritelo nella nostra recensione di The Wizard – Dark Times: Brotherhood.

Versione testata: PlayStation VR2

The Wizard - Dark Times: Brotherhood

UN’AVVENTURA… MAGICA

La trama, come già accennato, è ambientata nel Regno di Meliora. Regno che da tempo è in lotta contro le forze del male e che, recentemente, è stato colpito da un misterioso morbo. Toccherà al nostro stregone partire per un lungo viaggio, con lo scopo non solo di trovare un rimedio a questa terribile calamità, ma anche di uccidere una volta per tute la strega che sembra esserne la causa.

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Nonostante si tratti di un vero e proprio sequel, per godere del comparto narrativo di The Wizard – Dark Times – Brotherhood non serve assolutamente aver giocato il primo capitolo. Questo perché l’intero racconto non è altro che un pretesto per far muovere il nostro protagonista da una zona all’altra. Per trasmettere un maggior senso di avventura, mentre si passa da arene con nemici da sconfiggere a stanze con puzzle da risolvere. Non che questo sia un male, sia chiaro. La trama, seppur semplice, funge da ottimo collante, facendoci respirare un’atmosfera fiabesca in grado di immergerci maggiormente nel mondo di gioco.

The Wizard - Dark Times: Brotherhood

L’INNOVAZIONE NON È UN OBBLIGO

Bastano pochi minuti all’interno di The Wizard – Dark Times: Brotherhood per capire di trovarsi di fronte a un titolo dalla concezione ludica risalente a qualche anno fa. Questo è evidente dalla struttura dei livelli, che alterna corridoi a stanze dove usare la forza o l’intelligenza per poter procedere. Una linearità talvolta eccessiva, che si sposa con alcune sezioni di arrampicata prese di peso da opere come The Climb. Un risultato per certi versi simile a quello visto in Horizon Call of the Mountain, che non innova sotto nessun punto di vista, ma consolida meccaniche già viste in passato.

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I ragazzi di Carbon Studio, però, hanno perfezionato il buon combat system del primo capitolo. Il giocatore è quindi ancora costretto ad agitare le mani per dare vita a potenti incantesimi con cui farsi strada a Meliora. Incantesimi con cui combattere una discreta varietà di nemici, che in alcuni momenti sono riusciti a metterci in seria difficoltà. Non che qualche morte sia davvero un problema, soprattutto visto quanto ci siamo divertiti nel provare e riprovare a sconfiggere i nostri avversari. Il principale punto di forza di The Wizard – Dark Times è proprio il ritmo di gioco. Un ritmo che, pur senza introdurre nuove meccaniche, riesce a dare continuamente al giocatore nuovi obiettivi da raggiungere, evitando così che possa annoiarsi.

Che si tratti di una nuova area, di una nuova tipologia di nemico o di un nuovo enigma poco importa. The Wizard – Dark Times: Brotherhood ha saputo tenerci incollati al nostro visore per tutta la durata dell’avventura. L’aggiunta della divertente modalità multigiocatore, inoltre, garantisce ore di gioco aggiuntive, contribuendo alla buona riuscita di questa ultima iterazione del titolo sviluppato dal team polacco.

The Wizard - Dark Times: Brotherhood

LA FORZA DI PLAYSTATION VR2

Le ultime notizie parlano di PlayStation VR2 come di un mancato successo da parte di Sony, con numerose copie del visore rimaste invendute. Una realtà possibile, ma che non deve celare il fatto che si tratti di uno dei caschetti VR più interessanti sul mercato. Merito soprattutto delle splendide lenti, che hanno reso ogni scenario di The Wizard – Dark Times un vero piacere per gli occhi. Che si tratti di effetti particellari come fuoco e ghiaccio o dell’effetto luminescente di alcuni funghi poco importa. L’opera di Carbon Studio è un vero piacere per gli occhi e siamo certi che il visore PlayStation sia la “piattaforma” migliore sulla quale poter vivere questa meravigliosa esperienza.

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Nella media, invece, il comparto sonoro, che presenta musiche coerenti con l’ambientazione, ma mai memorabili. Segnaliamo, infine, la presenza dei sottotitoli in italiano, una caratteristica da non dare per scontata quando si parla di videogiochi per la realtà virtuale.

In definitiva, The Wizard – Dark Times: Brotherhood non innova, ma intrattiene. Non stupisce per la trama, ma esalta per l’atmosfera. Non sarà certo il titolo VR definitivo, ma è la sintesi perfetta di ciò che cercano gli amanti della realtà virtuale. Un’opera in grado di migliorare sotto tutti i punti di vista il capitolo originale, introducendo anche una divertente modalità cooperativa che permette al giocatore di continuare a giocare dopo le quattro ore necessarie per completare la campagna principale. A questo punto non possiamo far altro che sperare che i ragazzi di Carbon Studio si mettano presto al lavoro su un terzo episodio in grado di introdurre qualche nuova meccanica e una storia più articolata. Una mossa che potrebbe condurre definitivamente la serie verso l’Olimpo dei titoli VR.

The Wizard – Dark Times: Brotherhood è disponibile su Meta Quest 2, Meta Quest 3, Meta Quest Pro, PlayStation VR2 e PC VR.

The Wizard - Dark Times: Brotherhood
Pro
Atmosfera magica e affascinante
Gameplay immediato
Visivamente è uno spettacolo
Contro
Narrativamente poco accattivante
Campagna single player poco longeva
Meccaniche già viste in altri titoli VR
8
Voto