Finalmente protagonisti ad Aincrad: un passo in avanti per la saga tra combattimenti stellari e qualche ombra di troppo
Dopo anni trascorsi nei panni virtuali di Kirito e dei suoi storici compagni, la celebre saga videoludica compie un’inversione di rotta attesa da tempo. Con Sword Art Online: Echoes of Aincrad, Bandai Namco e lo studio di sviluppo Game Studio Inc. scelgono di accantonare i binari narrativi predeterminati dell’anime per mettere finalmente al centro il giocatore. Seguendo un’impostazione che ha già decretato il successo di produzioni come Dragon Ball Xenoverse, il titolo permette di creare un avatar completamente personalizzato attraverso un editor ricco e dettagliato, proiettando chi gioca direttamente al centro degli eventi vissuti dai diecimila utenti intrappolati nel leggendario VRMMORPG. Si tratta di una premessa affascinante che rinnova la formula di gioco, pur dovendo fare i conti con qualche limite strutturale.
Versione testata: PlayStation 5
La tensione della sopravvivenza
L’avventura prende il via con una riuscita fase introduttiva ambientata durante la closed beta di Sword Art Online. Questa parentesi si rivela fondamentale per l’economia della narrazione, poiché consente di familiarizzare con i comandi, muovere i primi passi nell’universo di gioco e stringere legami con altri utenti virtuali che torneranno utili nelle fasi successive. Quando la beta termina e il gioco viene pubblicato ufficialmente, l’atmosfera spensierata lascia rapidamente il posto all’incubo: la funzione di logout viene disattivata e il creatore del sistema impone l’unica drammatica via di fuga, ossia completare tutti i cento piani della gigantesca fortezza volante di Aincrad.

La minaccia della morte reale in caso di sconfitta virtuale infonde alla narrazione una tensione costante, trasformando ogni spedizione nei dungeon e ogni scontro con i boss in un’impresa ad alto tasso emotivo. La campagna principale richiede circa venti ore per essere completata, a cui si aggiunge un quantitativo consistente di contenuti secondari. La tenuta del ritmo narrativo appare tuttavia altalenante.
La prima metà del percorso fatica a decollare, proponendo sequenze fin troppo dilatate, per poi riscattarsi in una seconda parte decisamente più intensa e coinvolgente. Inoltre, mentre i personaggi storici mantengono intatto il proprio fascino, diverse nuove aggiunte faticano a lasciare il segno e il protagonista creato dal giocatore finisce per avere un peso puramente marginale nello svolgimento delle vicende principali.
Gameplay e combat system
Se la trama impiega del tempo prima di ingranare, il sistema di combattimento in tempo reale si attesta da subito come uno degli elementi più riusciti dell’intera produzione. L’azione è immediata, dinamica e sorretta da un’ottima fluidità generale, posizionandosi in linea con i moderni action RPG. L’arsenale a disposizione attinge alla classica tradizione fantasy medievale, offrendo spade, asce e mazze. Ciascuna tipologia di arma possiede un proprio set di competenze che si espande con l’uso continuativo, sbloccando skill devastanti, fondamentali per infliggere ingenti quantità di danni agli avversari più coriacei.

Il sistema premia in modo particolare la precisione e il tempismo. Eseguendo una parata con la giusta sincronia si attivano potenti contrattacchi combinati con il proprio alleato controllato dall’intelligenza artificiale, selezionabile liberamente prima di ogni missione. I compagni di squadra dispongono di abilità uniche, come le preziose aree curative generate da Iori, uno dei personaggi inediti.
L’intelligenza artificiale si comporta in modo sempre coerente ed efficace, sia quando le viene lasciata totale autonomia, sia quando si impartiscono comandi tattici diretti. Pur con qualche occasionale incertezza dell’inquadratura nelle situazioni più caotiche e una leggera tendenza al button mashing contro i nemici minori, le battaglie contro i boss rappresentano il vero fiore all’occhiello del titolo, grazie a scontri articolati su più fasi che richiedono massima concentrazione.
Un loop gratificante
L’intera struttura di crescita del personaggio risulta estremamente gratificante e spinge costantemente a proseguire. Ogni vittoria e ogni missione completata garantiscono punti esperienza utili a migliorare le statistiche fondamentali del protagonista, tra cui forza, destrezza, costituzione e resistenza. A questo impianto da JRPG classico si affianca un sistema di crafting articolato e intelligente. La moltitudine di risorse recuperate abbattendo mostri ed esplorando le mappe non serve solo a creare nuovi equipaggiamenti, ma può essere convertita e riciclata per applicare potenziamenti permanenti alle armi e alle armature già in dotazione.

Questa scelta garantisce che nessun oggetto sia davvero inutile e conferisce valore a ciascun scontro intrapreso. I fabbri dislocati negli insediamenti di Aincrad permettono inoltre di forgiare strumenti sempre più potenti partendo dai progetti recuperati nel corso delle esplorazioni. Mantenere l’equipaggiamento costantemente aggiornato si rivela un requisito imprescindibile per superare i picchi di difficoltà che caratterizzano i piani più avanzati della fortezza.
Comparto tecnico
Sul piano visivo e tecnico, Sword Art Online: Echoes of Aincrad si attesta come uno degli adattamenti più riusciti legati al franchise. Il sapiente utilizzo del cel shading restituisce con grande fedeltà l’estetica dell’opera originale, affiancato da modelli 3D ben dettagliati e da un sistema di illuminazione arricchito dal ray tracing, capace di valorizzare scenari, città e strutture sotterranee. L’esplorazione si articola su mappe spaziose divise per piani, che offrono una buona dose di libertà pur all’interno di una progressione sostanzialmente guidata da checkpoint orientativi.

I limiti principali emergono tuttavia nell’articolazione del level design e nella varietà del bestiario. Diversi ambienti e insediamenti appaiono stranamente vuoti e spogli, mentre ambientazioni come le caverne soffrono di una marcata ripetitività strutturale e visiva che genera spesso un forte senso di déjà vu. Allo stesso modo, il gioco fa un uso fin troppo abbondante del riciclo dei nemici comuni, riproponendo cinghiali, lupi, ratti e insetti in versioni quasi identiche per gran parte dell’avventura. Si tratta di un difetto che smorza parzialmente il piacere della scoperta nelle fasi più avanzate.
Conclusioni
Sword Art Online: Echoes of Aincrad rappresenta un capitolo ambizioso e un netto passo in avanti per le trasposizioni videoludiche della celebre saga. Permettere ai giocatori di vivere la drammatica esperienza di Aincrad attraverso un avatar originale si rivela una scelta indovinata, capace di aumentare il coinvolgimento e l’immedesimazione. La solidità del combat system, l’efficacia del sistema di progressione e un comparto grafico di prim’ordine costituiscono le fondamenta di un action RPG solido e appagante.
Le qualità del titolo sono purtroppo ridimensionate da una narrazione che impiega troppo tempo per ingranare, da un level design a tratti pigro e da un bestiario fin troppo ripetitivo. Nel complesso ci troviamo comunque di fronte a un’opera valida per gli appassionati dell’universo di Reki Kawahara e a un piacevole action RPG per tutti gli amanti del genere, a cui manca solo un pizzico di varietà in più per raggiungere la totale eccellenza.

