Halo: Campaign Evolved – La Recensione

Halo: Campaign Evolved è un remake divertente che celebra i venticinque anni della serie

Nel 2001 Microsoft entrò in scivolata nel mondo del gaming con la sua Xbox, proponendo un nuovo modo di giocare agli sparatutto grazie a Halo: Combat Evolved. A venticinque anni di distanza sono cambiate molte cose, e Halo Studios ha deciso di riproporre la storica campagna del primo capitolo, togliendo il multigiocatore e rifacendo completamente il giococon Unreal Engine 5. Disponibile in Early Access da oggi 23 luglio e per tutti dal 28 su Xbox e PC (e su Xbox Game Pass Ultimate), Halo: Campaign Evolved arriva per la prima volta anche su PlayStation 5.Un remake dedicato a tutti gli amanti della serie, e che, se non avete mai approcciato la serie, potrebbe essere l’occasione perfetta per avvicinarvisi, un po’ come ho fatto io per questa recensione.

Versione testata: PlayStation 5

Campaign Evolved

La storia di Halo: Campaign Evolved è quella di venticinque anni fa: Master Chief viene risvegliato dopo che la razza aliena Covenant attacca la Autumn. L’equipaggio è costretto a un atterraggio d’emergenza sull’Anello, un’immensa struttura creata da un’antica civiltà estinta, che pare custodire un’arma che fermerebbe la guerra tra umani e Covenant. Quello che Chief non sa è che l’Anello nasconde qualcosa di molto peggio. Le cutscene di Halo: Campaign Evolved sono state completamente rifatte in Unreal Engine 5, e ridoppiate da zero anche nella nostra lingua. Un buon thriller Sci-Fi con un paio di colpi di scena ben implementati nella decina d’ore necessarie ad arrivare ai titoli di coda. Alcuni dialoghi sono figli deigli inizi degli anni duemila, soprattutto quelli dei militari e del sergente Johnson.

La colonna sonora fa poi il suo sporco lavoro d’immersione e atmosfera, chi non ha mai sentito il tema principale di Halo non potrà fare a meno di innamorarsene.
Oltre i dieci capitoli rifatti e migliorati, ci sono tre nuovissime missioni, ambientate prima della storia principale, che raccontano una delle prime missioni di Chief e Johnson. Si tratta di un’aggiunta interessante, è che ben si amalgama alla campagna principale, arricchendo le ore di gioco e dando anche uno spunto aggiuntivo a chi già conosce la serie. Potrete anche giocare da subito queste missioni, dato che sono disponibili fin dal primo avvio.

Ci sono quattro difficoltà in Halo: Campaign Evolved e, se le prime tre sono più che fattibili, passando dall’essere praticamente invincibili al dover utilizzare con sapienza quello che ci circonda, l’ultima (Leggenda) cambia completamente il ritmo di gioco. I nemici si fanno più coriacei, con cadenza di fuoco più alta e gli scudi diventeranno facilmente burro. Il ritmo rallenta, e ogni proiettile conta, ma la sensazione è che la difficoltà sia calibrata su una squadra da due a più giocatori.
Halo: Campaign Evolved supporta cross-save e cross-platform, quindi potrete giocare con gli amici su tutte le piattaforme, mantenendo perfino i progressi nel caso acquistiate il titolo in più versioni.

Gameplay Evolved

Appena ci si getta nella mischia, si viene subito travolti da quello che ha fatto il successo di Halo: il mix tra peso delle armi, fisica, ritmo e comportamento dei nemici dà la giusta spinta a completare ogni ondata che ci troveremo davanti. Il feeling delle armi, qui aumentate rispetto alle altre versioni del primo capitolo di Halo, è diverso per ogni tipo di colpo, ed è capace di dare soddisfazioni anche grazie all’implementazione dei grilletti adattivi del Dualsense. Il gameplay è stato ulteriormente rifinito: nell’arsenale di Chief si aggiunge una breve corsa, utile per allontanarci dagli avversari, e sono stati eliminati i medikit a fronte di una cura automatica quando si riesce a stare qualche secondo fuori da un combattimento. Pochi e troppo semplici invece i puzzle ambientali, probabilmente mai stati il fulcro dell’azione concitata della saga.

Anche le sezioni sui veicoli sono fluide e divertenti. È possibile passare da un posto all’altro con la semplice pressione di un tasto, senza dover scendere e risalire dal mezzo perdendo tempo e diventando quindi vulnerabili a eventuali colpi avversari.
Tranne in pochissime occasioni, Halo: Campaign Evolved ha un frame rate solido, e la modalità prestazioni rende ogni scontro una botta d’adrenalina diretta. Se invece volete godervi appieno il make over degli ambienti, è possibile giocare in modalità qualità. Il titolo offre degli scorci superbi, soprattutto nei livelli all’esterno dell’Anello. Tra paludi, montagne innevate, fortezze e spiagge, ce ne è davvero per tutti i gusti. Anche i nemici sono stati aumentati basandosi sui capitoli successivi della serie, aumentando così la varietà e la differenza di approccio con ognuno di essi. Resta un’IA altalenante, che a volte è troppo permissiva mentre in alcuni casi farà di tutto per farvi a pezzi.

Remix Evolved

Nascosti in ogni livello della campagna ci sono tre teschi, ognuno dei quali dà accesso a dei modificatori specifici per poter cambiare completamente gli stage della campagna. C’è un teschio che trasforma il pavimento in lava, e vi manda al creatore appena decidete di saltare. C’è un altro teschio che trasforma l’intero gioco da FPS a TPS, stravolgendo completamente l’esperienza. C’è perfino un teschio che impedisce alle fazioni nemiche di combattere tra di loro, facendoli alleare contro il povero Chief. Insomma ben 42 modi diversi di affrontare il gioco, aumentandone così la rigiocabilità e la varietà. Quando ne avrete raccolti almeno tre, sbloccherete la Campagna Remix, ovvero potrete rivedere e rigiocare le missioni completate con nemici casuali, diverse armi da raccogliere e nuovi effetti visivi e di stile generale.

Sembra tutto superlativo anche se a mio parere i teschi sono nascosti fin troppo bene. Gli ambienti di Halo: Campaign Evolved sono vasti e a volte anche dispersivi, rendendo la ricerca dei teschi (grandi quanto la mano di Master Chief) spesso una sfida alle diottrie del giocatore. Per i cacciatori di trofei va segnalato che alcuni teschi saranno necessari per relativi obiettivi dedicati, oltre ovviamente a quello che ci richiederà di ottenerli tutti indistintamente. Insomma, anche grazie a questi modificatori o semplicemente al doverli trovare per mera curiosità, l’esperienza di Halo: Campaign Evolved potrebbe portarvi via facilmente una trentina d’ore, anche senza la tanto agognata componente PvP.

Nonostante non mi fossi mai avvicinato ad Halo fino alla scorsa settimana, Campaign Evolved mi ha conquistato. Attrarre nuovi giocatori era uno degli obiettivi di Halo Studios con questo remake. Il team è riuscito a ricreare un gioco storico, aggiungendo molti elementi di lore, armi dei sequel e rendendo il tutto adatto all’epoca moderna. C’è qualche incertezza sull’IA nemica e la difficoltà più alta è pensata specialmente per il multigiocatore, ma se vi mancava Master Chief o se non lo avete mai conosciuto, questa è sicuramente l’occasione giusta!

Halo: Campaign Evolved è disponibile da oggi 23 luglio in Early Access e dal 28 luglio per tutti su Xbox, PlayStation 5 e PC.

Halo: Campaign Evolved – La Recensione
Pro
Comparto grafico ottimo
Gameplay divertente
Tanti modificatori per le run...
Contro
... nascosti forse fin troppo bene
IA altalenante
8.7
Voto

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