LumenTale: Memories of Trey trasuda amore per il genere da ogni pixel
Uno sviluppatore di videogiochi è molto probabilmente un appassionato del media. E se è un appassionato di videogiochi c’è una probabilità che sia cresciuto con i monster collector, e che sia amante anche di quel genere. È praticamente la storia di Beehive Studios, team di una decina di italiani che, dopo aver stregato il nostro paese con un gioco fan made di Pokémon, hanno deciso di proporre il loro mondo di creature collezionabili. Così, dopo un Kickstarter e la partnership con Team 17, il team ha finalmente pubblicato il loro primo gioco Lumentale: Memories of Trey. Disponibile da fine maggio su PC e Nintendo Switch per poco meno di venticinque euro, scopriamo insieme pregi e difetti di questo nuovo Monster Collector.
Versione testata: PC
Un nuovo mondo da scoprire
Lumentale: Memories of Trey è ambientato nella regione di Talea, da anni divisa in due grandi zone: a Nord c’è Logos, cittadine moderne e votate allo sviluppo scientifico, a Sud c’è invece Mythos, villaggi e città che pensano più al benessere naturale e alle tradizioni. Le due enormi zone sono accumunate dalla presenza degli Animon, esseri dotati di poteri mistici che possono essere addomesticati dai Lumen, figure autoritarie e incaricate di aiutare la gente comune. Il giovane Ales trova un androide svenuto nel bosco, e decide di portarlo a casa, dal sauo geniale Zio. L’androide fa parte della serie Trey, e una volta risvegliato scoprirà di non avere ricordi del suo passato. A seguito di altri eventi, Trey e Ales partiranno per un viaggio atto a recuperare i ricordi del protagonista e a sconfiggere tutte le squadre della nazione nelle partite ufficiali con gli Animon.

Non voglio fare troppi spoiler sulla trama di Lumentale, ma sappiate che ci sono delle scelte abbastanza originali per i lgenere, e che non si tira indietro nel mettere in pericolo determinati personaggi per il proseguimento della trama. Purtroppo la seconda parte della storia non ha lo stesso impatto della prima, e la ciclicità di alcuni eventi (arrivo in una nuova città, sorge un problema, boss, partita) potrebbe far storcere il naso, ma come primo lavoro originale, si tratta comunque di una buona storia.
Scontri dinamici e QoL
Ovviamente in un monster collector i protagonisti sono i mostri: con 134 Animon, la prima generazione di Lumentale ha qualcosa per tutti i gusti. I design vanno ovviamente a gusto personale, ma Beehive è riuscita a inserire sia mostri antropomorfi che basati su oggetti inanimati, andando ad allontanarsi personalmente anche dall’etichetta Fakemon. Non solo ci sono tante evoluzioni regionali, specie specifiche e così via, che completare la collezione si rivelerà una vera sfida.

Ogni mostro appartiene a una categoria e a un tipo e, raramente, è possibile trovare la stessa bestia in possesso di un secondo tipo segreto, così da migliorarne debolezze e resistenze. I combattimenti tra Animon sono a discrezione del giocatore, che potrà scegliere quanti mostri mandare in campo (da 1 a 4, su una squadra di sei) e in base alle mosse super efficaci, alle abilità e alle diverse sinergie vi dovrete districare in mezzo ai numerosi combattimenti. Ci sarebbe davvero tanto da spiegare sul gameplay di Lumentale, ed è molto più semplice provarlo con mano. I tutorial in-game coprono quasi ogni aspetto, ma alcune sinergie dovrete impararle sulla vostra pelle (o su quella dei vostri Animon). Se non dovesse bastarvi c’è anche un multiplayer online, in cui affrontare gli altri Lumen e ovviamente scambiare gli animon con persone da tutto il mondo.

Posso però parlarvi del QoL che va ad affrontare alcuni dei grossi problemi del genere. Per esempio, attaccando in anticipo un Animon selvatico di livello molto più basso, lo sconfiggerete automaticamente, ottenendo un quantitativo d’esperienza equilibrato. Potrete modificare le statistiche di ogni Animon in base ai punti ottenuti a vostro piacere, in qualsiasi momento dal menù dei mostriciattoli. Anche le mosse potranno essere potenziate fino a tre volte, e ogni tipo di Animon da accesso a un’abilità speciale nell’overworld. Insomma i contenuti non mancano, e vi terranno occupati per minimo una sessantina d’ore.
Talea, una regione viva
Creando Talea, Beehive ha fatto centro. La regione è viva, pulsante, capace di far sfigurare le rivali grazie a un 2.5 D eccellente e una regia dinamica. Regia che segue Trey nei suoi spostamenti modificando ogni volta l’inquadratura, regalando scorci e quadri che ereditano la bellezza di Unima (Pokémon Bianco e Nero). Lo so, avevo scritto non avrei più paragonato Lumentale a Pokémon, ma per l’impianto registico delle città non ho trovato un esempio migliore. Ogni città di Talea, che sia un borgo marittimo che ricorda Napoli nella parte sud, o una metropoli avanzata in quella nord, è facilmente riconoscibile e ricca di interesse. Sebbene poi le interazioni ambientali siano più da percorsi (qui denominati Aree) e per i mini-dungeon, la regione di Talea è sicuramente uno dei motivi per cui provare il gioco di Beehive, con grande possibilità di rimanerne folgorati. Lato tecnico il gioco si comporta molto bene, eccezion fatta per i caricamenti, a volte fin troppo lunghi anche nella versione PC. Purtroppo la versione Nintendo Switch è presenta invece dei bug tecnici, ma il team sta già lavorando per correggere tutti gli errori.

Sempre lato grafico, non posso non spendere due parole sulle carte collezionabili, interamente create da SMILE, e che rappresentano l’oggetto collezionabile più difficile da completare. Gli artwork sono dedicati ai 134 Animon, e vanno a comporre un album digitale dedicato alle bestiole. Forse non avrei collegato alcune carte alla risoluzione di determinate missioni secondarie, perché a causa dell’RNG potreste bloccare la progressione per diverse ore (mi è successo).
Infine un plauso alla colonna sonora composta da Tiziano Bellu, Giovanni Santolla e Lorenzo Variano. La colonna sonora di Lumentale: Memories of Trey è probabilmente uno dei suoi punti di forza, con brani che riescono a insinuarsi facilmente sotto pelle e restano per ore anche dopo aver chiuso il gioco (qui un assaggio).
Quello che colpisce fin dalle prime ore di Lumentale: Memories of Trey è quanto il team di Beehive ami il genere dei Monster Collector. L’intera regione di Talea sprizza vita e diversità perfino in questo 2.5d, grazie alle musiche e alla regia dinamica, i mostri sono tutti interessanti (e alcuni molto belli) e il world building funziona. Certo, la seconda parte della trama principale non è efficace quanto la prima, e ci sono alcuni problemi tecnici (che il team sta già provando a risolvere), ma si tratta comunque di un’opera prima che vi porterà via almeno sessanta ore per essere portata a termine. Se questo è il primo capitolo di una nuova saga, sono molto curioso di sapere cosa ci riserverà il futuro.

