Belmiele – La Recensione

Belmiele di Simone Pace è un’opera visivamente straordinaria che usa la finzione per metterci davanti alle contraddizioni del presente

Negli ultimi anni Simone Pace ha costruito un percorso artistico caratterizzato da una continua ricerca di nuove ambientazioni e linguaggi narrativi. Presentato in anteprima al Napoli Comicon 2026 e disponibile in libreria e fumetteria dal 12 maggio, con Belmiele, pubblicato da Edizioni BD, l’autore compie un ulteriore passo in questa direzione, dando vita a un racconto che fonde suggestioni western, fantasy e steampunk all’interno di una riflessione sorprendentemente attuale sul conflitto, sul potere e sulla ribellione.

Il volto nascosto di Belmiele

Pace sceglie di non presentare immediatamente la propria protagonista. Nelle prime pagine il lettore la osserva attraverso lo sguardo degli altri, raccogliendo frammenti di racconti spesso incompatibili tra loro. Il risultato è il ritratto di una figura sfuggente, la cui identità sembra cambiare a seconda di chi ne parla. È una bandita sanguinaria o una liberatrice? Una terrorista o una rivoluzionaria?

Questa distanza tra percezione e realtà diventa uno degli aspetti più interessanti del personaggio. L’autore sfrutta questa ambiguità per interrogarsi sul modo in cui nascono i simboli e su come una persona possa trasformarsi in qualcosa di più grande di sé stessa. Tuttavia, a differenza dei celebri fuorilegge del Vecchio West, la sua ribellione non nasce dall’avidità né dalla ricerca della gloria personale. Le sue azioni sembrano guidate da qualcosa di più profondo e difficile da definire: una necessità quasi istintiva di abbattere un sistema che considera marcio dalle fondamenta.

La sua crociata prende di mira le banche della Faglia d’Oro, una piccola nazione neutrale che prospera economicamente mentre tutto intorno infuriano conflitti devastanti. Ogni assalto termina con la stessa firma: il fuoco. Gli edifici vengono ridotti in cenere e il denaro, spesso, viene lasciato dov’è. Un gesto apparentemente irrazionale che racchiude il vero significato della sua lotta.

C’è un aspetto molto curioso che rende ancora più complessa la figura di Belmiele: l’antieroina, infatti, non nasce ai margini della società, bensì, cresce all’interno di una famiglia benestante della Faglia d’Oro, protetta dai privilegi e distante dagli orrori che devastano il mondo esterno. La sua esistenza cambia radicalmente quando una misteriosa donna le dona una salamandra chiamata Saragazath. Poco dopo, un incendio distrugge la sua casa e la costringe ad abbandonare tutto ciò che conosce.

L’approdo a Penombra, un insediamento popolato da profughi, disertori ed emarginati, rappresenta una vera e propria perdita dell’innocenza. È qui che la giovane protagonista scopre la brutalità della guerra, che fino a quel momento aveva conosciuto soltanto attraverso la propaganda e i racconti ufficiali. È qui che il viaggio di Belmiele assume i contorni di una formazione dolorosa. Il suo percorso non è soltanto una ricerca di giustizia, ma anche una lotta per comprendere sé stessa e dare un significato alle tragedie che hanno segnato la sua vita.

Un antagonista con dei lati inaspettatamente positivi

Se Belmiele rappresenta la ribellione contro il sistema, Alano ne incarna invece la forza repressiva. In un primo momento sembra incarnare la disciplina e la brutalità dell’apparato militare. Con il procedere della vicenda, però, Pace ne rivela gradualmente le fragilità e le contraddizioni, trasformandolo in qualcosa di più di un semplice antagonista.

La contrapposizione tra i due personaggi diventa così uno degli assi portanti dell’opera. Entrambi sono stati plasmati dalla violenza, ma hanno reagito in maniera opposta. Dove Belmiele cerca di distruggere il sistema, Alano ne rappresenta il braccio armato. Eppure nessuno dei due appare veramente libero dal peso delle proprie scelte e delle proprie ferite.

Belmiele

La caratterizzazione dei personaggi da parte di Pace è un aspetto tutt’altro che secondario e tutti i comprimari riescono ad arricchire la narrazione. Troviamo, per esempio, Caino, ex soldato disilluso dagli orrori commessi dall’esercito, Ninetto, giovane amico conosciuto durante gli anni trascorsi nei campi profughi e Bulenov, geniale costruttore di armi, contribuiscono a dare profondità al mondo raccontato da Pace.

Un mondo sospeso tra fantasy e attualità

Il contesto in cui si muovono i personaggi è dominato da equilibri fragili e interessi economici ben radicati. Uno degli aspetti più interessanti del worldbuilding è il modo in cui la prosperità della Faglia d’Oro viene continuamente messa in discussione. Pace immagina una realtà apparentemente stabile che, osservata più da vicino, rivela la propria dipendenza dalle tensioni e dagli interessi che la circondano.

Si tratta di un’idea narrativa particolarmente efficace perché trasforma la guerra in qualcosa di più di un semplice sfondo. Nell’opera la guerra non viene raccontata soltanto come uno scontro armato. È una presenza che influenza ogni aspetto della vita quotidiana, dai rapporti tra le persone alle scelte politiche, fino alla distribuzione della ricchezza. Anche chi non combatte direttamente ne subisce gli effetti, contribuendo a creare una società in cui le disuguaglianze sembrano inevitabili. In questo contesto, la ricchezza di pochi esiste soltanto grazie alla sofferenza di molti.

La guerra acquista un valore reale e attuale: non distrugge soltanto città e vite, ma anche identità, speranze e prospettive future. I personaggi vivono in un presente continuo dominato dalla sopravvivenza, incapaci di immaginare un domani diverso. Le analogie con il mondo contemporaneo emergono con naturalezza senza mai risultare didascaliche, dopotutto è lo stesso autore che preferisce lasciare che siano le immagini e gli eventi a suggerire riflessioni sul presente, evitando qualsiasi forma di retorica.

Belmiele

Poco prima abbiamo introdotto il concetto di fiamme. Si tratta di elementi simbolici disseminati per tutto il racconto. La loro presenza accompagna l’intera evoluzione della protagonista e scandisce molti dei momenti decisivi della storia. A seconda delle situazioni, il fuoco assume significati diversi: può rappresentare perdita, rabbia, cambiamento o persino speranza. Sono l’arma attraverso cui la protagonista sfida il potere, ma anche il simbolo di un passato che continua a perseguitarla.

Pace utilizza questo elemento con grande coerenza tematica, trasformandolo nel cuore stesso del racconto. Ogni incendio diventa un atto di ribellione ma anche una domanda rivolta al lettore: per costruire qualcosa di nuovo è necessario distruggere ciò che esiste già? L’opera non offre risposte definitive, non genera mai il mito della Fenice, ed è proprio in questa ambiguità che risiede gran parte della sua forza.

Un comparto grafico di grande personalità

Dal punto di vista artistico, Belmiele rappresenta un’ulteriore dimostrazione della maturità raggiunta da Pace, capace di coniugare una forte identità visiva con una narrazione sempre leggibile e coinvolgente. Le tavole alternano momenti di grande impatto dinamico a sequenze più contemplative, dimostrando un notevole controllo del ritmo narrativo e della composizione della pagina. Le sparatorie, gli inseguimenti e gli scontri risultano dinamici e coinvolgenti, mentre i momenti più intimi trovano spazio attraverso una regia attenta e una costruzione della tavola estremamente accurata.

Belmiele

Anche il lavoro cromatico merita una menzione particolare. I rossi incandescenti delle esplosioni convivono con blu profondi, viola malinconici e tonalità terrose che evocano un mondo consumato dalla guerra. Questa continua variazione della palette non svolge soltanto una funzione estetica, ma contribuisce a definire stati d’animo, tensioni e identità dei personaggi.

Particolarmente riuscita è inoltre la fusione tra immaginario western, suggestioni fantasy e dettagli steampunk. Nessuna delle tre componenti prevale sulle altre; al contrario, convivono in equilibrio, dando vita a un’ambientazione originale e dotata di una forte personalità.

Conclusioni

Belmiele rappresenta un’ulteriore conferma della maturità raggiunta da Simone Pace. Attraverso un’ambientazione originale e personaggi sfaccettati, l’autore costruisce una storia capace di affrontare temi come guerra, potere e responsabilità individuale senza rinunciare all’intrattenimento. Il risultato è un graphic novel che riesce a essere spettacolare e riflessivo allo stesso tempo, lasciando al lettore numerosi spunti di riflessione ben oltre l’ultima pagina.

Belmiele è disponibile nelle fumetterie e nelle librerie fisiche e online

Giovanni Arestia
Giovanni Arestia
Ingegnere informatico che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.

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