Tre è il numero perfetto per Monster Hunter Stories!
Nata sulla falsariga di altri progetti crossmediali come Pokémon, Inazuma Eleven o Yokai Watch, la serie di Monster Hunter Stories si distaccava dalla saga principale dell’hunting game di casa Capcom per offrirci una piacevole incursione nel mondo dei JRPG, in particolare in quello dei “monster tamer” alla Pokémon.
Per quanto il primo capitolo fosse ancora acerbo nella sua struttura, la sua semplicità e il buon equilibrio tra gameplay e storia riuscirono comunque a conquistare il cuore di molti giocatori che fino a quel momento conoscevano Monster Hunter solo di nome.
Grazie a Wings of Ruin la serie ha avuto modo di farsi conoscere e apprezzare ancora di più, arrivando a superare i due milioni di copie vendute. Un traguardo davvero notevole se si considerano i risultati del primo capitolo, un successo tale da convincere Capcom a proseguire con il progetto e ad annunciare a sorpresa, nel Luglio dello scorso anno durante l’apertura di un Nintendo Direct, proprio Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, terzo episodio della serie si propone di compiere il grande salto di qualità e puntare ad un pubblico decisamente più maturo rispetto.
Dopo averne parlato approfonditamente nella nostra anteprima, è arrivato il momento di scoprire qualcosa in più su Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection nella nostra recensione.
Versione Testata: PlayStation 5
Nel regno di Azuria, i Ranger lavorano duramente per la salvaguardia dell’ambiente e la conservazione delle specie a rischio. Purtroppo però uno strano fenomeno di cristallizzazione sta colpendo la regione, trasformando tutto ciò che tocca in cristallo e mettendo in pericolo sia gli abitanti che i mostri che la abitano. La situazione non sembra delle migliori, tanto che nel regno confinante di Vermeil, l’invasione della cristallizazione sta mettendo in ginocchio l’intera popolazione. L’istinto di sopravvivenza di Vermeil però porta i due regni a delle forti tensioni politiche legate ad un antico patto stipulato 200 anni prima, dove a seguito di una guerra per spartisti le terre, i due popoli vennero confinati oltre l’Altopiano Celeste, con il divieto assoluto di poterci tornare. Nel tentativo di placare gli animi e scongiurare l’inizio di una nuova guerra che sembra ormai inevitabile, noi, in quanto figli del Re di Azuria, partiremo insieme alla principessa di Vermeil Eleanor e a un gruppo di Ranger con l’obiettivo di scoprire la causa della cristallizzazione e trovare un modo per fermarla, prima che il fragile equilibrio tra i due regni crolli definitivamente.

Come abbiamo già avuto modo di accennare, i toni del racconto di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection sono molto più maturi rispetto ai precedenti capitoli. Non solo la storia si fa da subito tesa, con la minaccia della cristallizzazione, i drammi della guerra e le lotte di potere fra i due regni, ognuno irremovibile nelle sue convinzioni, ma anche con i turbolenti trascorsi dei protagonisti. Da un lato ci siamo noi, ancora segnati dalla perdita di nostra madre molti anni prima, quando la nascita di due Rathalos gemelli, ritenuti un presagio di sventura, spinse la Regina Amalia a tradire il regno di Azuria nel tentativo di salvare uno dei due cuccioli da una morte certa. Dall’altro lato troviamo Eleanor, che vive un rapporto profondamente conflittuale con la sorella, l’attuale sovrana di Vermeil, disposta a mettere da parte perfino i legami di sangue pur di raggiungere i propri obiettivi.
Le similitudini con Game of Thrones non sono poche e si percepiscono nella volontà di romanzare gli intrighi politici e i drammi della guerra, nei rapporti tesi tra due casate che sembrano incapaci di trovare una vera tregua e anche nella presenza dei due Rathalos gemelli il cui destino li porterà a scontrarsi fra loro come nella Danza dei Draghi dei Targaryen.
Nonostante qualche lieve ingenuità nella scrittura, che emerge soprattutto in alcuni colpi di scena piuttosto prevedibili, nel complesso la storia di Twisted Reflection funziona molto bene, con un racconto che riesce a mantenere un buon ritmo per gran parte dell’avventura e ritrova quel brio entusiasmante delle prime ore proprio nella sua conclusione, con un finale che segue inevitabilmente la strada del classico “happy ending”, ma lo fa in maniera epica e con forte coinvolgimento emotivo da parte del giocatore.

Per fortuna, a stemperare un po’ i drammi del racconto ci pensano le storie secondarie dei Ranger, i membri del nostro party. Sebbene anche loro siano spesso figure tormentate dalle ombre del loro passato, queste side quest “ad personam” aiutano a staccare un po’ la spina e concedersi qualche momento in piena leggerezza, come le sfide di Thea, la nuova recluta dei Ranger, intenta nel recuperare quattro Poogie leggendari, fuggiti dalla fattoria di famiglia.
Un merito va fatto anche agli incarichi che potremo affrontare man mano che esploreremo il mondo i Monster Hunter Stories 3. Mantenendosi fedeli alla filosofia dei Ranger e al loro compito di salvaguardare l’ambiente, gran parte di questi incarichi ruota appunto su questa tematica. Spesso dovremo cacciare dei mostri invasivi che hanno messo a rischio alcune specie di monstie, in altre dovremo ripristinare gli habitat o addirittura contribuire alla loro mutazione, le così dette sub spiecies. E non mancano nemmeno delle sfide legate ai draghi anziani, la minaccia più grande che possiate affrontare e che saranno accessibili solamente in determinate condizioni. Nel mezzo c’è anche qualche fetch quest buttata là per allungare il brodo, ma nel complesso non si sente mai la pesantezza di queste attività secondarie, che anzi spingono il giocatore a completarle per avere accesso a nuovi e ben più rari monstie.

Anche il gameplay di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection fa un bel salto in avanti, partendo però dalle solide basi dei precedenti capitoli.
La struttura di gioco segue quella di un JRPG piuttosto classico, a turni, dove per avere la meglio sui mostri bisogna attenersi ad un sistema triangolare basato su tre tipologie di attacco (Tecnica, Velocità e Potenza) che determinano l’esito dello scontro diretto con il nemico e stabiliranno se il nostro colpo andrà a segno o meno.
Da qui si apre una serie di variabili di cui tenere conto durante ogni combattimento. Le debolezze elementali dei vari Monstie influenzano in maniera significativa i danni inflitti, mentre gli attacchi doppi entrano in gioco quando il Rider e il proprio Monstie colpiscono la stessa parte del nemico. In questa situazione l’attacco avversario viene annullato e si infliggono danni molto più consistenti.
Durante la battaglia è inoltre possibile salire in sella al proprio Monstie quando la barra del Legame è piena. Questa meccanica permette di ripristinare i punti vita e aumentare la potenza d’attacco, oltre ad offrire anche l’accesso ad un’Abilità Legame, un attacco combinato particolarmente potente che può mettere in seria difficoltà l’avversario. Questo colpo riduce la barra dello Spirito Wyvern del mostro, e quando questa barra si esaurisce il nemico cade a terra e lascia spazio a un ulteriore attacco chiamato Furia Sincronizzata, che sfrutta la momentanea apertura nella difesa.

Nel caso anche il vostro compagno Ranger abbia carica la barra dell’Abilità Legame, questa potrà essere usata all’unisono con l’alleato, lasciando a voi immaginare gli effetti abbastanza devastanti di questo attacco congiunto.
Come nella serie principale di Monster Hunter, anche in Stories colpire una parte specifica del mostro e distruggerla garantisce diversi vantaggi in battaglia, che vanno dal semplice aumento dei danni inflitti in quel punto fino alla possibilità di interrompere o limitare alcune delle mosse più pericolose del nemico.
Per questo motivo è sempre consigliabile portare con sé armi appartenenti alle diverse categorie di danno che consentiranno di infliggere danni da taglio, contundente o perforazione risultano fondamentali per adattarsi alle varie tipologie di mostri e alle loro parti più vulnerabili.
Sconfiggendo i nemici e raccogliendo i materiali necessari sarà poi possibile forgiare nuove armi tra le sei disponibili nel gioco. Tra queste troviamo equipaggiamenti iconici della serie come lo Spadone, la Spada Lunga, il Martello, il Corno da Caccia, l’Arco e la Lancia Fucile. Una cosa che abbiamo apprezzato molto è come si sia evoluto l’uso delle armi dai precedenti capitoli, portando alcune meccaniche classiche della serie anche in questo spin-off. Soprattutto armi come il Corno da Caccia vantano un rework approfondito permettendo adesso di “suonare” le note su rigo musicale grazie al Trio Armonico, così da attivarne gli effetti in battaglia e risultare la perfetta arma da supporto quale è.

Visto lo snellimento delle battaglie, che possono essere concluse in un’istante se il nostro livello supera di molto quello del nemico, ci saremmo aspettati un maggior numero di armamenti disponibili. Ad esempio in questo capitolo diamo il ben venuto alla Spada Lunga, ma diciamo addio a Spada e Scudo, così come ci sarebbe piaciuto vedere introdotte armi come il Falcione Insetto o la Spadascia, o avere un’alternativa fra quelle a distanza. Capiamo che per mantenere un certo bilanciamento sia stato scelto di contenere il numero di di armi disponibili, ma è altresì vero che le stesse armi sono alla base dell’esperienza classica di Monster Hunter, e meriterebbero uno “spotlight” maggiore anche in questo spin-off.
Rimanendo sempre nell’orbita degli equipaggiamenti, ogni arma potrà essere poi potenziata su più livelli utilizzando i materiali dei vari mostri, ottenendo l’accesso a nuove abilità e slot potenziamenti. Lo stesso vale per i set armatura, la cui rotazione permette di affrontare i nemici con più tranquillità, rispettando le varie debolezze elementali.
E non dimentichiamoci che fondamentalmente Monster Hunter Stories 3 è un monster collector, e i vari Monstie occupano un ruolo di primo piano all’interno del gioco. Abbiamo visto il loro ruolo nelle battaglie e la possibilità di effettuare vari attacchi combinati, ma è possibile sfruttarli anche sul campo, durante le esplorazioni per sfruttare le loro abilità innate. Ad esempio con i wyvern volanti potremo sfruttare le correnti d’aria, planando per raggiungere aree altrimenti inaccessibili, mentre con i monstie più agili come il Canye, permettono di scalare determinate pareti o scavare sottoterra e sfruttare dei tunnel, o ancora, con quelli acquatici nuotare. Ed è possibile passare con rapidità da un monsite all’altro, semplicemente con una rapida selezione da un radiale dedicato.

Il tema portante della serie di Monster Hunter Stories è da sempre quello del rispetto dell’ambiente. E anche in Twisted Reflection ritroviamo un forte messaggio ambientalista, che si riflette nella salvaguardia delle specie a rischio e il reintegro di queste ultime nel loro habitat. Ecco che ci troveremo a visitare le varie tane di mostro alla ricerca di uova per completare la nostra missione e ripopolare le varie zone del gioco. È possibile introdurre anche esemplari non autoctoni in habitat diversi da quelli abituali e questo ha un notevole impatto sul gioco, con la nascita dei Monstie Bielementali. Alla stregua di una sub specie, un mostro nato in un habitat alternativo gli permetterà apprendere l’elemento di quella determinata zona, che sarà distinguibile alla vista da un diverso colore. Per esempio potremo avere Tobi Kadachi di fuoco, una Rathian di ghiaccio o Chatacabra drago, con il secondo elemento che andrà ad affiancare quello caratteristico. Questo permette di avere monstie resistenti ad un certo tipo di elemento o in grado di effettuare mosse che solitamente non gli appartengono, aprendo una maggior personalizzazione al Rituale Sciamanico.
Già visto nei precedenti giochi della serie, il Rituale Sciamanico permette di modificare i geni di un mostro e di passarli ad un altro ricevente, così da migliorare le sue statistiche in base ai geni importati. Più tris di geni riusciremo a creare, maggiori saranno gli effetti attivabili, così come potremo integrare nuove mosse ed abilità. A questa meccanica si affianca anche quella delle Spedizioni, un altro modo per maxare determinate statistiche del mostro in base ai progressi fatti con il ripristino dell’habitat.
Sebbene giocando normalmente non si senta troppo il bisogno di avvalersi del Rituale Sciamanico e di tutte le varie opzioni di miglioramento, diventano una necessità nelle fasi più avanzate o contro particolari sfide più impegnative, come appunto i Draghi Anziani.
E sempre a livello di sfide il gioco poi propone nuove tipologie di mostri, legate allo sviluppo del racconto e delle storie secondarie: i mostri Indomiti e gli Invasivi. I primi sono mostri affetti dalla cristalizzazione, il cui corpo è ricoperto di cristalli che lo rendono decisamente più minaccioso, con combattimenti più lunghi ed impegnativi del normale, stando sempre attenti alle parti da colpire per non incorrere in attacchi extra da parte del mostro nemico. Discorso diverso per gli Invasivi. Si tratta di mostri molto più letali che occupano zone in cui normalmente non vivrebbero e che finiscono per eliminare le specie autoctone. Queste battaglie risultano decisamente più impegnative rispetto agli scontri standard. Non tanto per la forza bruta del mostro quanto per la necessità di studiarne attentamente i comportamenti raccogliendo indizi nell’ambiente circostante e costruire una strategia efficace. Ogni incontro richiede un approccio ragionato e quasi da rompicapo, dove solo comprendendo il giusto schema di azioni sarà possibile respingerlo e accedere alla tana del mostro raro ormai vicino all’estinzione.

Come avete avuto modo di vedere le cose da fare in Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection sono molte, e fra una caccia e l’altra c’è anche spazio per dedicarci a dei collezionabili, come la ricerca di 100 Poogie sparsi per tutto il mondo di gioco, un’attività che, insieme alle richieste e alle storie secondarie, vi farà arrivare tranquillamente a superare le 100 ore di gioco, senza sentire quell’affaticamento tipico di certi giochi di ruolo.
Anche tecnicamente si nota un netto cambio di stile rispetto ai precedenti capitoli di Monster Hunter Stories, proprio a rimarcare questa maturità stilistica che già abbiamo avuto modo di apprezzare nel racconto. Il gioco si avvale nuovamente del cel-shading per dipingere le suggestive ambientazioni delle nostre avventure, che pur aprendosi maggiormente rispetto al passato, mantengono una struttura a mappa aperta, con momenti ben più guidati e lineari, per mantenere quel ritmo sostenuto del racconto di cui parlavamo prima. Anche il design dei personaggi, pur rimanendo nel campo degli RPG di stampo anime, abbandonano quel look più infantile dei primi episodi, con un cast più ridotto che in passato ma ottimamente caratterizzato non solo nell’aspetto ma anche nello sviluppo personale. Le ambientazioni rubano la scena ai monstie, con una varietà di biomi che ricalca quelli della serie principale. Già la prima zona disponibile, la pianura di Azuria, mette le cose in chiaro sulla varietà del mondo gioco, con una vasta distesa esplorabile, fra verdi boschi e ripide montagne, con un ampio specchio d’acqua che abbraccia il castello nella sua interezza.

Il ciclo giorno/notte, che non ha una semplice funzionalità estetica (rendendo alcuni mostri più aggressivi nelle ore notturne) cambia completamente volto al gioco a seconda dell’ora della giornata, regalando scorci veramente suggestivi. Pure i Monstie beneficiano di questo nuovo stilistico, e se i cuccioli appena schiusi dalle uova mantengono quella caratterizzazione “super deformed” per risultare “teneri e coccolosi”, in natura e in battaglia acquistano quell’aspetto più vicino alla controparte della serie principale. In questo capitolo troviamo poi molti dei mostri introdotti con Sunbreak e Wilds ampliando così il numero di Monstie a cui è possibile accedere. Sono presenti anche tre modalità grafiche tra cui scegliere. Ma dove prima privilegia la qualità visiva a discapito del frame rate e la seconda punta tutto sulla fluidità sacrificando parte del comparto grafico, la scelta migliore è risultata essere l’opzione equilibrata, un buon compromesso capace di garantire un’esperienza solida per tutta la durata dell’avventura.
Sulle musiche invece Twisted Reflection vince facile, giocandosela fra i nuove musiche del gioco e i temi classici dei vari mostri. L’uso della musica è determinante poi in molte scene, riuscendo a dare quel “brividino” mentre si assiste alle bellissime cut-scene che ci raccontano la storia, capaci in alcuni frangenti di farvi dimenticare di essere di fronte ad un videogioco.
Ovviamente il tutto è adattato in un ottimo italiano, con gran parte dei termini che riprendono quelli della serie principale, con la possibilità di avvalersi del doppio voice-over, fra l’inglese o il sempre consigliatissimo giapponese.
Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection rappresenta un salto di qualità che difficilmente ci saremmo aspettati per la serie. La serie, di per sè già ottima, con questo terzo capitolo acquista una maggior sicurezza di sé ed una maturità che lo rendono un titolo imperdibile non solo per i fan storici ma anche per tutti gli appassionati di JRPG. Il merito è prima di tutto della storia, che riprende le tematiche ambientaliste già presenti nei capitoli precedenti e le rielabora in una chiave più politica e conflittuale che ricorda le atmosfere di Game of Thrones. Guerra e giochi di potere assumono un ruolo centrale nello sviluppo della narrazione, dando vita a un racconto capace di intrattenere per tutta la sua durata nonostante qualche piccola ingenuità che fortunatamente non intacca la riuscita complessiva di una storia che culmina in un finale dai toni decisamente epici. Anche sul fronte del gameplay il lavoro svolto è evidente. Partendo da basi già solide, il team di sviluppo ha affinato il sistema di combattimento rendendolo più appagante, non solo grazie alla varietà degli scontri ma anche attraverso una maggiore attenzione alla preparazione dell’equipaggiamento e alla gestione dei Monstie. Per quanto ci resti difficile pensare ad un prossimo seguito che riesca ed eguagliare quanto fatto con Twisted Reflections, Monster Hunter Stories 3 ha tutte le carte in regola per diventare uno dei JRPG migliori del 2026.

