MotoGP 26 – La Recensione

Più vicino alla pista che mai: MotoGP 26 affina la formula senza stravolgerla, puntando tutto su realismo, sensazioni e profondità

Per oltre vent’anni, la serie MotoGP sviluppata da Milestone ha rappresentato il riferimento digitale ufficiale per il motociclismo di vertice, un punto d’incontro tra fedeltà simulativa e accessibilità. Con MotoGP 26, questo equilibrio viene rielaborato con maggiore ambizione, dando vita a un capitolo che segna una netta evoluzione rispetto al passato, pur senza rivoluzionare completamente la formula. Inoltre, aspetto non da sottovalutare, è che la versione da noi testata è quella PlayStation 5, piattaforma su cui il titolo è riuscito a esprimere tutto il suo potenziale next-gen.

Versione testata: PlayStation 5

Il Campionato 2026 prende vita, in tutti i sensi

Il contenuto ufficiale continua a rappresentare uno dei pilastri della produzione. L’intera stagione 2026 è presente in modo completo, con squadre, piloti e circuiti riprodotti con grande attenzione. Tracciati iconici come l’Autodromo Internazionale del Mugello e il Circuit of the Americas beneficiano di una ricostruzione ancora più precisa, con un’attenzione particolare alle sezioni tecniche e ai dettagli del manto stradale. Nel complesso ci sono 38 squadre, oltre 70 piloti, tutti i circuiti del calendario, compreso il ritorno del Gran Premio del Brasile e i nuovi arrivati come Toprak Razgatlıoğlu e Diogo Moreira.

A rendere il tutto più vivo interviene il sistema di valutazione dinamica dei piloti, che aggiorna le prestazioni in base all’andamento reale del campionato. È una soluzione intelligente, capace di mantenere la simulazione sempre allineata alla realtà sportiva e di rafforzare il coinvolgimento degli appassionati.

Il cambiamento più evidente rispetto a MotoGP 25, tuttavia, riguarda sempre i piloti, ma in particolare il sistema di guida. Pur non trattandosi di una rivoluzione totale che non vira il titolo verso un simulatore puro, il lavoro sulla fisica è tangibile e rappresenta un vero e decisivo passo avanti nella serie.

MotoGP 26 introduce una nuova tecnologia denominata Rider-Based Handling il cui risultato è un modello più rigoroso e meno assistito, dove il comportamento del pilota, e in particolare la gestione del peso, diventa determinante. La sensazione generale è quella di un’esperienza più esigente e punitiva rispetto al passato, soprattutto per chi proviene da un capitolo più orientato all’arcade.

Rider-Based, in poche parole, porta la gestione della fisica dalla moto al pilota e cambia tutto, dalla velocità alla frenata, a seconda della postura. La moto, però, ha sempre la sua importanza e infatti un altro aspetto particolarmente riuscito è la gestione del grip. Che si tratti di asfalto asciutto o bagnato, le differenze sono ora molto più percepibili.

Sotto la pioggia, la perdita di aderenza si avverte chiaramente, restituendo finalmente quella sensazione di incertezza che mancava nei capitoli precedenti. Su PlayStation 5, tutto questo si traduce in un’esperienza più fisica e coinvolgente, dove ogni errore viene punito e ogni curva richiede attenzione e sensibilità.

Nonostante questa maggiore complessità fisica e gestionale, MotoGP 26 mantiene una certa accessibilità grazie alla presenza delle modalità Arcade e Pro e a un sistema di difficoltà adattiva. Rispetto al passato, tuttavia, anche l’approccio più permissivo appare leggermente più impegnativo. Il gioco resta godibile per i giocatori meno esperti, ma è evidente una volontà di spingere verso un’esperienza più simulativa. In questo senso, MotoGP 26 si posiziona come un capitolo più maturo, meno indulgente ma anche più soddisfacente nel lungo periodo.

Non solo modalità Carriera

La modalità Carriera compie un salto qualitativo significativo, trasformandosi da semplice contorno a elemento centrale dell’esperienza. Il paddock tridimensionale diventa un vero hub interattivo, in cui muoversi e prendere decisioni che influenzano il proprio percorso.

Le conferenze stampa introducono una dimensione narrativa interessante: le risposte fornite ai giornalisti contribuiscono a costruire reputazione, rivalità e rapporti con i team. Non si tratta di un sistema profondissimo, dopotutto nel lungo periodo le risposte risultano abbastanza ridondanti, ma è sufficiente a dare maggiore spessore all’esperienza.

La presenza di un manager personale e di un mercato piloti più dinamico rende inoltre la progressione più credibile. Particolarmente riuscita è la possibilità di riscrivere la carriera di piloti reali, offrendo una componente narrativa e rigiocabile che arricchisce notevolmente il pacchetto.

L’offerta viene completata da modalità alternative che ampliano il contesto sportivo. Gli eventi Race Off includono diverse discipline, pensate per rappresentare le attività di allenamento dei piloti al di fuori dei Gran Premi. Non tutte gli eventi raggiungono lo stesso livello qualitativo: alcuni risultano divertenti e ben integrate, come Minibike e Motard, mentre altri, come il Flat Track, mostrano una fisica meno convincente e un feeling generale meno riuscito.

Rimangono comunque contenuti accessori, utili per spezzare il ritmo delle competizioni principali. Per la prima volta, inoltre, fanno il loro ingresso gli eventi dedicati alle moto stradali da 1000 cc organizzati dai singoli costruttori. Interessante per scoprire cosa gira attorno a un pilota che non vive solo di MotoGP, ma non smette di avere la passione per le moto anche fuori dalla pista.

Tra le attività secondarie spicca anche una componente collezionistica abbastanza curata: nel corso delle varie modalità è possibile sbloccare un ampio set di carte, alcune impreziosite dalle illustrazioni dell’artista Ranka Fujiwara. Non si tratta di elementi che cambiano davvero il modo di giocare, ma funzionano bene come piccole gratificazioni distribuite lungo tutta l’esperienza. Si tratta di un’aggiunta piacevole, soprattutto perché spingono a provare contenuti diversi senza risultare invasive, inserendosi con discrezione nel ritmo generale del gioco.

Presente ovviamente anche il comparto online multiplayer che si conferma solido e ben strutturato. Le gare fino a 22 giocatori, unite al supporto cross-play (con alcune eccezioni), garantiscono un ecosistema attivo e competitivo. Il matchmaking risulta più efficace rispetto al passato, mentre la possibilità di condividere personalizzazioni grafiche amplia ulteriormente l’interazione con la community. Su PlayStation 5, l’esperienza online appare stabile e fluida, contribuendo a mantenere alta la longevità del titolo.

Comparto tecnico e intelligenza artificiale

Dal punto di vista tecnico, MotoGP 26 mostra miglioramenti evidenti, soprattutto per quanto riguarda illuminazione e dettaglio dei tracciati. Le piste risultano più definite, con una resa visiva più pulita anche a distanza.

Le moto sono riprodotte con grande cura e il comparto sonoro si dimostra convincente, restituendo fedelmente il carattere delle diverse categorie. Particolarmente riuscita è la resa delle Moto3, che offrono sensazioni di guida sorprendentemente coinvolgenti.

Permane invece qualche limite nell’atmosfera generale delle gare: le sequenze di contorno, come le celebrazioni post-gara, risultano poco evolute rispetto ai capitoli precedenti e non riescono a trasmettere appieno l’epicità dell’evento, soprattutto se confrontate con altri titoli sportivi più spettacolari sotto questo aspetto. Su PlayStation 5, il gioco mantiene una buona fluidità e una resa visiva solida.

Uno dei limiti più criticati di MotoGP 25, poi, era l’intelligenza artificiale, spesso troppo rigida e poco credibile. In MotoGP 26 si nota un miglioramento significativo: gli avversari risultano più aggressivi, adottano traiettorie differenti e reagiscono in modo più dinamico alle situazioni di gara. Questo rende le competizioni più imprevedibili e realistiche. Permangono sporadicamente comportamenti meno convincenti, ma nel complesso il salto qualitativo è evidente e contribuisce in modo importante all’immersione.

Conclusioni

MotoGP 26 rappresenta un’evoluzione concreta e mirata della serie, più che una rivoluzione. Milestone ha lavorato soprattutto sui punti deboli del capitolo precedente, migliorando sensibilmente fisica, intelligenza artificiale e sensazioni di guida.

La versione PlayStation 5 mette in evidenza questi progressi, offrendo un’esperienza più solida, tecnica e appagante, anche se non priva di qualche limite, soprattutto nei contenuti secondari e nell’impatto scenico.

Il risultato è un titolo più esigente e consapevole, capace di soddisfare gli appassionati della simulazione motociclistica e di offrire una rappresentazione più credibile e moderna del mondo MotoGP, pur senza stravolgerne le fondamenta.

MotoGP 26 è atteso per il 29 aprile 2026 su PlayStation 5, Xbox Series S|X, PC Windows e Nintendo Switch e Switch 2

MotoGP 26
Pro
Sistema di guida convincente e più profondo, con un feeling finalmente più realistico
Intelligenza artificiale migliorata, più aggressiva e meno prevedibile
Modalità Carriera arricchita e più immersiva
Contenuto ufficiale completo e aggiornato, con un forte legame alla stagione reale
Tecnicamente fluido e godibile
Contro
Alcune modalità secondarie risultano poco riuscite
Sequenze di contorno e presentazione poco evolute rispetto ad altri titoli sportivi
Sistema di carriera migliorato ma ancora non profondissimo nel lungo periodo
Sporadici comportamenti poco credibili dell’intelligenza artificiale
8.5
Voto
Giovanni Arestia
Giovanni Arestia
Ingegnere informatico che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.

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