Prendete il vostro amico più fidato e partite all’avventura in Orbitals!
Se c’è una cosa che manca sempre più nel mondo videoludico sono i classici giochi da divano, simbolo di quell’era pre-internet che riempiva i pomeriggi di tantissimi giovani giocatori, creando amicizie o distruggendole a seconda del gioco. Con l’avvento dell’online, la nascita di nuovi generi pensati esclusivamente per il gioco in rete e lo shift del mercato dettato da regole economiche e dai gusti dei giocatori, il fenomeno del couch coop si è pian piano spento.
Fortunatamente, però, molti sviluppatori, per lo più indipendenti, stanno portando avanti una resistenza videoludica mantenendo viva questa tradizione e “costruendo” giochi per essere goduti principalmente con un amico al fianco, comodamente seduti sul divano. Split Fiction, It Takes Two, Reanimal sono nati proprio con quell’intenzione lì. Ma non solo, publisher come Nintendo sono ancora una roccaforte del multiplayer locale, con i vari spin-off di Mario come Mario Party o Mario Kart, il cui ottavo capitolo ha ricevuto proprio in questi giorni un inaspettato aggiornamento per il supporto dello split screen a 8 giocatori.
E sempre da Nintendo arriva Orbitals, un nuovo platform adventure cooperativo da giocare spalla a spalla con un amico fidato, sia in locale che online, in esclusiva su Nintendo Switch 2. Il pedigree di Shapefarm, sviluppatori di Orbitals, nonostante si tratti di uno studio indipendente emergente, è di alto profilo, con alcuni dei membri fondatori provenienti da Hazelight Studios, il team responsabile proprio di It Takes Two e Split Fiction, fra gli altri.
Con queste premesse è facile quindi aspettarsi un titolo in linea con quel tipo di produzione e così è stato. Orbitals non nasconde assolutamente il suo retaggio e lo fa suo nel riproporre un certo tipo di esperienza cooperativa, che qua punta maggiormente sulla risoluzione di enigmi ambientali che sul platforming, che comunque è presente.
Ma partiamo con ordine. Orbitals è ambientato nello spazio, in un futuro remoto, dove anni prima una stazione spaziale è stata colpita da una tempesta cosmica, che ne ha danneggiato gravemente la struttura e messo in pericolo la vita dei suoi abitanti. Nel tentativo di salvarli le loro coscienze sono state preservate all’interno di alcune macchine incubatrici e trasferite all’interno di alcuni corpi sintetici.
Il gioco si svolge molti anni dopo quel tragico evento e si concentra su Maki e Omura, due giovani incaricati di cercare una nuova casa dove portare in sicurezza gli abitanti, prima che la colonia venga distrutta da un’imminente tempesta radioattiva. Una lotta contro il tempo che porterà i due a spingersi verso i confini della zona sicura dove hanno vissuto per anni, alla ricerca di una soluzione a tutti i loro problemi.
Riusciranno nel loro compito? La risposta dipenderà da voi.
Ed è su questa premessa che si sviluppa il gameplay di Orbitals. In maniera analoga a It Takes Two o Split Fiction, i due giocatori dovranno condividere l’avventura tramite split screen, che all’occorrenza si adatterà a quello che avviene a schermo. La comunicazione e il tempismo sono alla base del gioco, e i due giocatori si troveranno spesso a percorrere due strade separate per poter avanzare. Si mescolano quindi cooperazione e gameplay asincrono, dove l’uso combinato di alcuni strumenti come un rampino, un raggio laser o uno spara liquidi diventano gli strumenti necessari per portare a termine la nostra missione.
Come accennato il gioco si concentra maggiormente sulla risoluzione di enigmi ambientali, che nella maggior parte dei casi ci bloccano la strada impedendoci così di proseguire. La difficoltà complessiva è abbastanza accessibile a qualsiasi tipo di giocatore, ed è proprio nello spirito dell’esperienza di creare una progressione fluida e senza troppi intoppi. Se gli enigmi proposti sono abbastanza intuitivi e permettono di capire al volo la sequenza di eventi da completare, la sfida risiede più nella messa in pratica, con i due compagni d’avventura che dovranno dimostrare di avere coordinazione e tempismo nell’esecuzione. Pur non guidando i giocatori verso la soluzione, spesso quest’ultima si trova nell’uso dei gadget che abbiamo con noi e che ci verranno consegnati prima di ogni missione. Rispetto a Split Fiction o It Takes Two, dove i ruoli dei due giocatori erano ben definiti e determinavano due percorsi differenti, qua l’uso degli strumenti è libero lasciando la scelta ai giocatori stessi. Questo si ripercuote solamente nel lungo periodo, una volta terminata l’avventura, il gioco non offre grandi stimoli per riprenderla a parti invertite, per rivivere nei panni dell’altro personaggio.
Anche la durata generale ne risente. Per completare Orbitals serviranno poco più di 6-7 ore. Si tratta di un’avventura molto lineare nella sua struttura, dove tutto è scadenzato con un buon ritmo e la varietà delle situazioni non manca. È vero che principalmente ci troveremo a risolvere enigmi per proseguire, ma non mancano sequenze di fuga dove la sopravvivenza è data dalla cooperazione fulminea dei due giocatori, momenti più action a bordo della nostra navicella impegnati in violente battaglie con droni spaziali e tanto altro da scoprire. C’è quindi poco tempo per i detour, i livelli non offrono grandi momenti esplorativi, se non per trovare e sbloccare alcuni minigiochi e una volta conclusa una determinata situazione, si prosegue a testa bassa verso la prossima. L’unica distrazione sono proprio i minigiochi che si renderanno disponibili negli spazi comuni della nostra base, nella quale sfidare il nostro compagno di avventura in sfide VS o cooperative, il tutto mantenendo la filosofia della cooperazione. Una variazione sul tema che strappa qualche risata ed intrattiene con quello spirito agonistico tipico di questi minigiochi, ma non sufficientemente attrattivi per passarci le ore dopo averli provati e aver piazzato un record nella classifica.
Il discorso sulla durata porta inevitabilmente a quello sul prezzo. Orbitals viene proposto a un costo che non è particolarmente contenuto (40€), soprattutto considerando che l’avventura si completa in una manciata di ore e che, una volta terminata, non offre grandi incentivi per essere rigiocata. È vero che il gioco è pensato per essere vissuto in compagnia e che il suo valore va quindi rapportato anche all’esperienza condivisa con il proprio compagno di avventura, ma il prezzo resta comunque un elemento da tenere in considerazione prima dell’acquisto.
Nel complesso però Orbitals è un’avventura estremamente piacevole da giocare e guardare. La storia è molto semplice, con diversi momenti leggeri che strappano più di una risata e un livello di scrittura che riesce a caratterizzare molto i suoi personaggi, nonostante il risvolto degli eventi sia abbastanza prevedibile a monte. Ma nonostante questo si apprezza lo stile da film anime che Shapefarm ha voluto imprimere al gioco e che è diventato fin da subito il suo tratto più caratteristico fin dall’annuncio.
Orbitals si ispira a quel filone anime degli anni ‘90, il cui design retrofuturista ha fatto da sfondo ad opere come Cowboy Bebop, Akira ed Evangelion. Nell’opera di Shapefarm si riconoscono vari stili ed ispirazioni, su tutte quella dello Studio Ghibli, ma pur abbracciando varie opere riesce a ritagliarsi una sua forte identità, a partire dal design dei due protagonisti fino ai vari comprimari. Il tutto poi è realizzato con la tecnica del cel-shading, soluzione perfetta per dare vita a titoli di ispirazione anime, e quello che si fa apprezzare maggiormente è lo stacco fra le scene animate e la parte giocabile, che pur effettuando una transizione dal 2D al 3D avviene in maniera abbastanza coerente e senza disturbare.
Data la natura del gioco, Orbitals è un titolo che si apprezza maggiormente giocato sulla TV piuttosto che in portatile, dove la necessità di avere lo schermo diviso riduce l’area di gioco ad una piccola porzione. Utile invece l’opzione per aumentare la dimensione dei sottotitoli, che specie in una soluzione tabletop permette una lettura più chiara dei testi (rigorosamente in italiano), soprattutto se si gioca con la traccia audio giapponese.
Se l’aspetto grafico rappresenta il picco di Orbitals, il sonoro non è da meno. A partire dalla opening del gioco, che in pieno stile city pop intrattiene i giocatori nella schermata iniziale con un brano capace di incastrarsi nel cervello per giorni. Anche il resto della soundtrack si avvale di brani per lo più elettronici che riportano ad un synthpop che si sposa molto bene con le atmosfere fantascientifiche di Orbitals, e che sanno ritagliarsi i suoi spazi, “pompando” al momento giusto quando l’azione a schermo letteralmente “esplode”.
Un’ultima considerazione prima di chiudere è giusto rivolgerla alle modalità di fruizione di Orbitals. Di base è possibile giocare in due sulla stessa console tramite split screen, sia in modalità TV che in portatile, a patto di avere a disposizione 2 controller (si poteva forse pensare, data l’esclusività, ad una soluzione che utilizzasse i Joy-Con e abbattere quella barriera). La base del couch coop. È possibile però sfruttare anche l’opzione di Game Share, sempre in locale (utilizzando una Switch primo modello) o tramite Game Chat, consentendo ad un amico lontano che non possiede il gioco di unirsi. Se cercate un’esperienza online ancora più solida e non vincolata dalla qualità della Game Share, che di base si tratta di una soluzione di streaming video, i possessori di Switch 2 possono scaricare gratuitamente dall’eShop anche il Global Friend’s Pass, una versione gratuita del gioco che permette di partecipare alle sessioni degli amici e di sfruttare la coop con una sola copia del gioco, in maniera del tutto analoga a quanto avvenuto con It Takes Two e Split Fiction.
Orbitals è un’avventura piacevole e da tenere in considerazione se cercate un’esperienza cooperativa da condividere con il vostro amico più stretto o il vostro compagno di vita e siete orfani di It Takes Two e Split Fiction. Non brilla particolarmente per originalità e si dimostra molto derivativo, rimandando continuamente a situazioni già viste nei due giochi a cui si ispira, ma riesce comunque a costruire un’esperienza piacevole, soprattutto grazie alla risoluzione dei vari enigmi ambientali, che richiedono cooperazione, buona coordinazione e tempismo. Se siete alla ricerca di un titolo di questo tipo, le alternative sono ancora poche e Orbitals riesce quindi a ritagliarsi il suo spazio, offrendo quei momenti di complicità che rappresentano ancora oggi il vero valore del couch coop. Il problema è un prezzo poco invitante per un’avventura che si consuma in poco più di sei ore e che rende difficile consigliarlo a prezzo pieno. Se però siete alla ricerca di un’esperienza cooperativa da condividere con qualcuno, Orbitals merita sicuramente un’occasione, soprattutto al primo calo di prezzo.
