Rhythm Paradise Groove – La Recensione

Il ritmo si scatena su Nintendo Switch con Rhythm Paradise Groove!

Rhythm Paradise, Rhythm Tengoku, Rhythm Heaven. Questi sono i vari nomi con cui è conosciuta questa bislacca serie di Nintendo. Non è una delle più famose, rispetto ai vari Mario, Zelda e compagnia bella, ma è sicuramente una delle più particolari. Nata su Game Boy Advance in un periodo di forte sperimentazione, la serie di Rhythm Paradise si distinse subito per la particolarità del suo gameplay, che riscriveva le regole dei rhythm game dell’epoca, dominati dai vari Bemani e DDR, rendendole accessibili a tutti. Il twist non fu solo creare un gameplay minimale basato sull’uso di uno o due tasti, ma anche ispirarsi alla struttura ludica di WarioWare, anch’esso nato su Game Boy Advance qualche anno prima, confezionando il tutto come una raccolta di minigiochi musicali dalla difficoltà via via crescente.

Nel corso degli anni Rhythm Paradise è poi sbarcato sulle successive console Nintendo, sfruttandone di volta in volta le peculiarità, come il touch screen di Nintendo DS o il Wii Remote di Wii. A distanza di ben undici anni dall’episodio pubblicato su Nintendo 3DS, Rhythm Paradise torna su Nintendo Switch portando con sé, in questo sfiancante caldo estivo, tutta la sua leggerezza e tanto ritmo con Rhythm Paradise Groove.

Una cosa che vogliamo chiarire fin da subito è che Rhythm Paradise Groove non tradisce le aspettative. Una volta avviato il gioco e introdotti da un sintetizzatore vocale che legge quello che avviene a schermo, ci si ritrova subito catapultati nel mondo di Rhythm Paradise, ad affrontare in successione tutta una serie di minigiochi musicali dalla durata di una manciata di minuti, con lo scopo di ottenere la miglior valutazione possibile, che varia da “Bene” a “Eccellente”, in base a quanti errori e distrazioni commetteremo.

Il minimo comune denominatore che lega i vari giochi è la semplicità con cui si riesce a entrare nelle loro meccaniche e a padroneggiarle fin da subito, coinvolgendo nel mentre uno o due tasti per replicare quello che avviene a schermo. Rispetto a molti altri rhythm game, dove la memoria muscolare entra a far parte dell’esperienza, qua è forse più giusto parlare di memoria uditiva. Il gioco ci propone infatti suoni specifici che si legano a determinate azioni, automatizzando una reazione ogni qualvolta sentiremo un determinato input sonoro.

Rhythm Paradise Groove

Nei vari minigiochi dovremo seguire con assoluta precisione un ritmo costante, spesso intervallato da qualche variante, eseguire azioni con il giusto tempismo o ripetere intere sequenze alla “Simon Says”, cercando di mantenere il ritmo. Se i primi livelli incoraggiano il giocatore e lo premiano, dando l’impressione che quello che sta facendo sia piuttosto semplice, le cose inizieranno a complicarsi con lo sblocco dei nuovi stage.

Man mano che il livello di difficoltà si alza, i minigiochi diventano più impegnativi. Alcuni proporranno cambi di ritmo improvvisi, altri sequenze sonore più difficili da interpretare per capire quando compiere le nostre azioni, altri ancora ci costringeranno ad affidarci esclusivamente al nostro udito, dopo che lo schermo verrà ostruito rendendo difficile capire quando premere i tasti.

Completati tutti gli stage di un livello, si sbloccherà la fase Remix, che mescolerà quelli precedenti in un mix sonoro e visivo che alterna le varie prove in una nuova sequenza ben più impegnativa. E per chi punta alla perfezione, di tanto in tanto il gioco ci proporrà di mettere alla prova le nostre abilità nel tentativo di conquistare un “Perfect“, scegliendo un gioco a caso fra quelli sbloccati e concedendoci tre tentativi per riuscirci. Una sfida nella sfida per i completisti che vogliono puntare al 100%.

Fra i vari capitoli della serie, Rhythm Paradise Groove è quello che offre la selezione più ampia di giochi, con oltre 80 minigiochi pensati per il gioco in singolo e ben 30 per sfogarsi in multiplayer. Fra i nuovi arrivi spiccano sicuramente per originalità Corsa ad Ostacoli, nel quale un bug improvviso corrompe un gioco di atletica sviluppato da una giovane programmatrice, e Luna Colante, uno dei giochi più punitivi, nel quale un gruppo di fantasmi deve scappare dallo sguardo vigile di una Luna raffreddata e pronta a starnutire. Ritroviamo però anche diverse vecchie conoscenze, come la Cipolla da depilare, il Samurai Errante, intento ad affettare spiriti maligni, e Sotto i Riflettori, in cui vestiremo i panni di un ballerino durante lo spettacolo di una idol. Di carne al fuoco ce n’è parecchia, considerando anche le varianti più difficili, che andranno via via a inserire nuovi pattern sempre più complicati.

La presenza di una modalità multigiocatore è un’aggiunta che ritroviamo con piacere e che espande il concetto di raccolta di minigiochi da condividere con gli amici. Il tutto è però limitato al gioco da divano, probabilmente per evitare problematiche legate al lag o alla differenza di sincronia fra il gioco in portatile e quello su TV. Ed è un peccato, perché l’aspetto multigiocatore di Rhythm Paradise Groove funziona, e a volte funziona persino meglio di quello in singolo. Molti giochi sono pensati per la cooperazione, creando un’ottima sinergia fra i giocatori, come nel caso di Tennis Epico, una sorta di RPG a turni nel quale quattro tennisti devono affrontare orde di mostri e salvare un regno. Si parla di esperienze che si rischiano di perdere nel caso non si abbia un amico con cui condividerle. In quest’ottica, una variante online avrebbe di certo giovato al gioco e ne avrebbe allungato la longevità, concedendo magari finestre d’azione più ampie e limitando gli effetti del lag.

Rhythm Paradise Groove

Altra modalità sbloccabile è Beatspell. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una formula da RPG e, nei panni di un’apprendista maga, dovremo sconfiggere il boss di turno che soggioga tutto e tutti. Beatspell espande ulteriormente le possibilità del gameplay di Rhythm Paradise, introducendo un sistema di combattimento basato sul ritmo e sul tempismo, le cui battute serviranno a caricare le magie da lanciare. Se i primi livelli scorreranno senza intoppi, l’aggiunta di nuovi incantesimi, e quindi di nuove sequenze, diventerà un elemento di disturbo, costringendo il giocatore a variare il ritmo per lanciare magie differenti, come quelle curative. Beatspell è un altro esperimento riuscito che dimostra quanto questa formula sia versatile nel lungo periodo e capace di uscire dai semplicistici limiti del minigioco, proponendo qualcosa di più stratificato e profondo.

Sotto il profilo tecnico Rhythm Paradise Groove si mantiene fedele a quello stile caratteristico che lo contraddistingue fin dal suo primo capitolo su GBA. Il design dei personaggi viaggia sempre fra l’adorabile e l’assurdo, mentre la scelta di riproporre una grafica bidimensionale è vincente soprattutto nel mantenere il gioco sempre leggibile e pulito in ogni suo aspetto.

Rhythm Paradise Groove

Chi ha la meglio, però, è il sonoro. Ogni brano è “catchy” nel senso più puro di questo inglesismo. Ogni ritmo si pianta in testa già al primo ascolto e la cosa “peggiora” ulteriormente con la presenza di brani cantati, dove fra i vari artisti che hanno prestato la loro voce troviamo anche l’inarrestabile Ado, qui con uno dei pezzi più belli dell’intera raccolta. Al contrario di quanto avvenuto in passato, i brani sono proposti nella loro versione originale, per lo più giapponese o inglese, con una spolverata di francese tanto per gradire, abbandonando quell’adattamento stridente in italiano che, nonostante tutto, donava al gioco un non so che di comico.

Questo aspetto però adesso lo ritroviamo nel doppiaggio che abbiamo accennato a inizio articolo, che sfrutta la lettura dello schermo per introdurci alle novità del gioco e ai vari minigiochi. Il tutto con una voce sintetizzata e atonale che ha la capacità di rendere buffa ogni singola frase pronunciata durante la navigazione all’interno dei menu.

In ultima analisi, un elemento da non sottovalutare è il prezzo. Rhythm Paradise Groove debutta sul mercato a 39,99 €, una cifra coerente con la quantità di contenuti offerti e con la qualità dell’esperienza proposta. Un prezzo che rende il gioco ancora più facile da consigliare, soprattutto a chi si avvicina per la prima volta alla serie e può fugare ogni dubbio grazie alla demo disponibile.

Rhythm Paradise Groove si dimostra ancora una volta un videogioco unico nel suo genere, capace di catturare i giocatori con la freschezza e la semplicità dei suoi minigiochi. Con oltre 110 minigiochi all’appello, una modalità multigiocatore e altre attività sbloccabili proseguendo nel gioco, è un titolo che consigliamo a tutti i possessori di Switch e Switch 2, indipendentemente dal fatto che siano fan della serie oppure no. Il motivo è semplice. Rhythm Paradise Groove è un titolo estremamente divertente sia in singolo che con gli amici e disponibile a un prezzo particolarmente interessante. Forse mancano novità davvero significative, che speriamo di trovare in un eventuale prossimo capitolo, così come il multiplayer esclusivamente locale che oggi comincia a stare un po’ stretto. Nel complesso, però, ci troviamo fra le mani un ottimo videogioco che fa semplicemente quello per cui un videogioco nasce. Divertire. E se cercate qualcosa con cui spezzare il caldo estivo, accompagnati da buona musica e da una comicità tutta sua, Rhythm Paradise Groove è il titolo che fa per voi.

Rhythm Paradise Groove è disponibile su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.

Rhythm Paradise Groove – La Recensione
Pro
Oltre 110 minigiochi da affrontare da soli e in compagnia.
Il gameplay di Rhythm Paradise Groove funziona perfettamente anche oggi.
Contro
Manca qualche novità di rilievo.
L'assenza dell'online si sente e pesa.
8.2
Voto

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