Da ormai diversi anni il mondo del fumetto e quello del gioco da tavolo hanno trovato un proprio equilibrio al Lucca Comics & Games. Nonostante una (giusta) maggior diffusione degli stand dedicati alla Nona Arte, il Padiglione Carducci da tempo è ormai diventato la patria di chi ama i card/board game, i TTRPG e i librogame. Una zona all’interno della quale poter incontrare gli autori, fare acquisti e testare con mano tutte le nuove uscite, con qualche anticipazione anche sul futuro.
E i videogiochi? Purtroppo da questo punto di vista la fiera lucchese ancora fatica a trovare una vera e propria quadra, relegando i team indie in uno spazio evidentemente troppo contenuto, presentando pochi stand dover giocare ai titoli in arrivo e trattando spesso gli autori come Guest Star da esporre sul red carpet o dai balconi di un palazzo storico. Per fortuna, però, esistono alcune realtà che ancora riescono a presenziare all’evento portando dei giochi da far provare con mano al pubblico. Stiamo parlando, in questo caso, di SEGA e Plaion, presenti al Lucca Comics & Games con ben quattro titoli in uscita nei prossimi mesi.
Che siate amanti dello Xenomorfo ideato da H.R. Giger o delle vibrazioni (musicali e non) emanate dalla serie Persona siete nel posto giusto. Eccovi le nostre opinioni su alcune tra le opere più interessanti in arrivo nel 2027!

ALIEN: ISOLATION 2
Cominciamo con quella che, sicuramente, è stata la punta di diamante di questo Lucca Comics & Games: Alien: Isolation 2. Attraverso una pre-alpha abbiamo potuto testare in prima persona il gioco e, per quanto la build sia ancora acerba, abbiamo già notato diversi elementi interessanti. La demo si può suddividere in due parti: la prima ambientata in una foresta colpita dalla pioggia e la seconda all’interno di un’astronave precipitata proprio nel cuore del bosco. Anche se abbiamo potuto esplorare per poco l’ambiente esterno, è impossibile non rimanerne immediatamente affascinati. Lo stacco rispetto al setting tipico dei vari capitoli di Alien è incredibile e si ha la sensazione di star assistendo a qualcosa di semplicemente “nuovo”. Qualcosa che non vediamo l’ora di approfondire con maggior attenzione in futuro.
La seconda parte, invece, ci è parsa più classica, ma è servita per riportare in scena lo Xenomorfo. Nasconderci dalla creatura, cercare di aggirarne l’IA e allo stesso tempo destreggiarci tra i corridoi della nave ci ha trasmesso note nostalgiche, riaccendendo in noi la voglia di mettere mano sul primo Alien: Isolation di Creative Assembly. In ogni caso è evidente che il titolo sia ancora in fase di lavorazione (la data d’uscita è un generico 2027), ma quanto mostrato lascia ben sperare. Se è ancora presto per valutare l’IA della creatura e la varietà degli ambienti, quello che possiamo già dire è che il tono dell’opera sembra pienamente centrato. Quanto provato è bastato per farci prendere nota mentale dell’effettiva esistenza di questo titolo, posizionandolo immediatamente tra i più interessanti del 2027. Se questo era l’obiettivo della pre-alpha testata, possiamo dire che è stato pienamente raggiunto.

STRANGER THAN HEAVEN
Dopo aver concluso la demo di Alien: Isolation 2 ci siamo quindi spostati sulla postazione dedicata a Stranger Than Heaven, nuova opera sviluppata da Ryu ga Gatoku Studio e in arrivo il prossimo 15 gennaio. Uno degli aspetti più interessanti di Stranger Than Heaven è l’importanza della musica all’interno del gioco. Un’importanza che coinvolge sia la sceneggiatura che il gameplay, ma che purtroppo non abbiamo potuto testare in quel di Lucca. La demo portata, infatti, prevedeva tre diversi scontri di difficoltà crescente con diversi nemici. Una scelta che comprendiamo, ma che vanifica in parte lo sforzo del team nipponico, banalizzando l’esperienza e rischiando di allontanare ipotetici giocatori interessati.
Pad alla mano, Stranger Than Heaven presenta un combat system interessante, che favorisce diversi tipi di approccio agli scontri. Sebbene ci siano stati utenti che hanno vinto le lotte combattendo “a casaccio”, è evidente che il gameplay punti piuttosto sulla scelta dell’arma bianca e sulla corretta alternanza tra parate, schivate e affondi. Il ritmo di gioco risulta quindi simile a quello delle opere di FromSoftware, senza però essere altrettanto preciso e/o punitivo. La sensazione che trasmette il gioco è quella di essere ancora un po’ troppo “rigido”, in aggiunta a una telecamera che in più di una situazione ci ha messi in difficoltà. Allo stesso tempo, però, Stranger Than Heaven riesce a trasmettere una straordinaria soddisfazione nel feedback dei colpi, specialmente quelli “finali” che annichiliscono l’avversario.
Vedremo, a questo punto, se i pregi riusciranno a superare i difetti, consegnando al pubblico una nuova perla firmata dagli sviluppatori di Yakuza.

PERSONA 4 REVIVAL
Ancora carichi dopo aver fatto a botte in Stranger Than Heaven, ci siamo quindi diretti verso la postazione di Persona 4 Revival. Sono ormai diversi anni che la serie Persona continua a colpire i giocatori di tutto il mondo. Che si tratti di nuovi episodi o di rivisitazioni di capitoli più “datati”, Atlus ha ormai trovato la formula corretta per dare vita sempre e comunque a opere imperdibili. Ci siamo quindi approcciati al gioco con una discreta sicurezza, consapevoli di cosa avremmo trovato una volta premuto “START”. E così è stato.
Persona 4 Revival è tutto quello che un fan di Persona vorrebbe da un capitolo di questo franchise. Ottimi dialoghi, uno stile grafico meraviglioso, un combat system ormai rodato e un comparto sonoro da far scorrere i brividi lungo la schiena. L’errore più grande, però, sta nel dare per scontata un’opera come questa. È vero: Persona 4 Revival è tutto quello che vi potete aspettare, ma è grazie a dei piccoli dettagli che si nota l’incredibile lavoro svolto dal team nipponico. Le espressioni dei personaggi, per esempio, non sono mai state così dettagliate ed è possibile vedere delle animazioni inedite che elevano ulteriormente il risultato finale. Risultato che non vediamo l’ora di esplorare a fondo il 18 febbraio, giorno d’uscita del titolo su tutte le piattaforme e nel catalogo del Game Pass.

METAPHOR: REFANTAZIO
Prima di lasciare l’area allestita da SEGA e Plaion, abbiamo avuto l’opportunità di mettere mano anche alla trasposizione per Nintendo Switch 2 di Metaphor: ReFantazio. Del titolo abbiamo già avuto modo di parlarne a suo tempo (trovate la nostra recensione qui), quindi eravamo maggiormente interessati a capire quanto grande fosse il balzo tecnico rispetto alle versioni per le altre console. Nonostante il gioco resti ampiamente giocabile e il frame rate sembri del tutto inattaccabile, lo stesso non si può dire della risoluzione e del generale colpo d’occhio. I bordi dei personaggi risultano frastagliati, le texture sgranate e, in generale, si ha la forte percezione di star giocando a una versione nettamente depotenziata rispetto a quanto visto sulle altre piattaforme.
Questo ovviamente non danneggia l’esperienza finale, che risulta comunque estremamente godibile. Metaphor: ReFantazio era e rimane una piccola gemma dei JRPG che vi invitiamo a recuperare, anche a costo di farlo attraverso una versione meno impattante sul piano grafico. Se siete in possesso esclusivamente di Nintendo Switch 2, infatti, non fatevi fermare dai commenti sulla grafica appena fatti e gettatevi a capofitto in questa incredibile avventura. Potreste trovarvi tra le mani uno di quei titoli così potenti da farvi innamorare di un intero genere videoludico.
L’IMPORTANZA DI CONQUISTARE IL PUBBLICO
La nostra esperienza con SEGA e Plaion al Lucca Comics & Games 2026 ci ha ricordato perché è necessario che i Publisher presenzino alle fiere di settore. Vedere gli utenti spaventarsi mentre lo Xenomorfo li insegue o battere il piede a terra al ritmo del Battle Theme di Persona 4 Revival è qualcosa che rende tangibili i progetti in via di sviluppo. Poterli provare, inoltre, permette di capire se investire o meno il proprio denaro in questo o in quell’altro titolo, rendendo l’acquisto più consapevole e, di conseguenza, i giocatori più tranquilli. Speriamo di vedere più attività del genere nelle prossime edizioni della fiera lucchese. Attività in grado di ricordarci quanto sia bello celebrare i videogiochi nei teatri, ma anche come non debbano dimenticarsi di rimanere un prodotto popolare, in grado di parlare a tutti.

