Aiutate Velvet Crowe nella sua vendetta in Tales of Berseria Remastered.
Bandai Namco sta portando avanti un buon lavoro di preservazione della serie “Tales of“. Dopo aver pubblicato qualche mese fa Tales of Xillia, remastered di uno dei capitoli moderni più amati, non ci aspettavamo che nel nostro personale “toto remastered” il prossimo titolo riproposto sarebbe stato proprio Tales of Berseria.
Prima di tutto per una semplice questione anagrafica, dato che il gioco, classe 2016, risulta ancora facilmente accessibile su console Sony e PC. C’è poi un discorso legato alla timeline della saga. Berseria rappresenta infatti il prequel di Tales of Zestiria, l’ultimo capitolo supervisionato dallo storico producer Hideo Baba. Un titolo che nonostante sia perfettamente fruibile stand alone, rischia in alcuni casi di perdere di efficacia per i diversi collegamenti narrativi che il gioco fa al suo predecessore.
Allo stesso tempo però Berseria rappresentava anche l’inizio di un nuovo corso per la serie, una sorta di anticamera di quello che sarebbe arrivato qualche anno dopo con Tales of Arise. Il gioco aveva inoltre il difficile compito di far rinnamorare i fan dopo lo scivolone rappresentato da Zestiria, uno dei capitoli meno convincenti della serie sia sul piano narrativo sia per quanto riguarda il combat system.
Oggi Tales of Berseria torna su un numero maggiore di console, con una nuova edizione che si presenta come una remastered ma che, almeno sulla carta, assomiglia più a un porting,visto che come andremo a scoprire tra poco nella nostra recensione, le novità che vi aspettano non saranno poi molte.
Versione Testata: PlayStation 5
Tales of Berseria è una storia di vendetta. Quella di Velvet, che dopo aver perso sua sorella 7 anni prima durante un tragico evento chiamato il Varco, nel quale una luna scarlatta trasformò gli umani in creature assetate di sangue, si ritrova a perdere tutto al verificarsi nuovamente di questa calamità. Suo fratello Laphicet viene ucciso da colui di cui si fidava più di chiunque altro, suo cognato Arthur, con la scusa che questo sacrificio avrebbe salvato il mondo intero. Distrutta nell’animo, nel tentativo disperato di salvare il fratello, viene scaraventata nel fondo di un abisso, dove ad aspettarla trova un demone che riversa tutto il suo potere nel copro di Velvet, donandole una forza incredibile. Purtroppo però nemmeno questo serve per fermare Arthur, che la imprigiona impedendole così di fuggire.
Berseria si apre con la nostra fuga da questa lunga prigionia, quando una sottoposta dell’esorcista Artorius, così come ora è conosciuto da tutti, corre in nostro aiuto decisa a donarci l’agognata libertà e attuare così la nostra vendetta.

Tales of Berseria è forse il capitolo più cupo e drammatico di tutta la serie dei “Tales of”, e lo dimostra fin dal prologo, con una storia che sembra abbracciare quasi una vena horror dovuta al tragico epilogo degli eventi iniziali. La morte del fratello, sacrificato per un bene superiore, il tradimento di una persona cara, sono elementi che servono a delineare il profilo psicologico di Velvet, che in questo “one woman show” riesce a catalizzare tutta l’attenzione su di sé e sulla sua vendetta, dando vita ad un personaggio fortemente provato dagli eventi che ha vissuto sulla sua pelle. Nel suo lungo viaggio verso il confronto con Artorius, Velvet troverà preziosi alleati, ognuno spinto a seguirla da un motivo personale, il tutto legato dal filo conduttore della vendetta.
Personaggi come la strega Magilou serviranno invece da figura comica per stemperare di tanto i tanto i toni del racconto, soprattutto nelle numerose skit che faranno da contorno alla storia, e che serviranno per approfondire i rapporti tra i protagonisti. Di fondo resta quell’impronta da anime RPG caratteristico per la serie, ma quello che convince di più del racconto è il distaccarsi, almeno in un primo momento, dal classico clichè dell’eroe predestinato che salva il mondo, concentrandosi soprattutto sul desiderio di vendetta di Velvet, che da quel momento non avrà altro obiettivo se non punire il responsabile della morte del fratello.
Rigiocando oggi Berseria ci si accorge di quanto fosse solido il suo racconto e di quanto funzionasse bene, soprattutto dopo il passo falso rappresentato da Zestiria. Un aspetto che fa riflettere su quanto, al momento della sua uscita, il gioco fosse stato in parte sottovalutato rispetto al suo reale valore.

E anche lato gameplay abbiamo tra le mani un ottimo esponente della serie, che forse in termini di meccaniche ed innovazioni non eguaglia Tales of Xillia, ma nel suo piccolo rappresenta uno dei picchi più alti in termini di combat system.
Tutto si sviluppa dalla classica base del “Linear Motion Battle System” della serie, per prendere poi una deriva molto action e vicina allo stile combattivo da picchiaduro di Gace f. Non è un sistema di gioco così intuitivo, e lo si capisce dagli interminabili tutorial che vi accompagneranno per diverse ore, introducendo man mano tante piccole dinamiche di gioco, che nel loro insieme andranno a costituire il combat system, ma una volta appreso nel suo insieme, diventa un piacere combattere una scontro dopo l’altro.
Sul campo di battaglia potremo muoverci liberamente, scegliendo quale bersaglio attaccare con una delle Arti, che possono essere attacchi fisici o magie, assegnati ad uno dei pulsanti frontali del pad. Queste arti possono essere anche concatenate insieme, creando così delle catene assimilabili in qualche modo a delle vere e proprie combo. Non potremo però attaccare liberamente, ma per farlo dovremo sottostare all’uso della Anima, che determina il numero di mosse eseguibili in successione, recuperabili stordendo i nemici, infliggendogli status alterati e, ovviamente, sconfiggendoli. Nel caso si vada sotto la soglia richiesta, potremo continuare ad attaccare, ma in quel caso i nostri colpi perderanno di efficacia.

Andando avanti il gioco si arricchisce poi di numerose tipologie di arti, mosse per schivare i nemici e parare, fino alle devastanti Arti Mistiche che potranno essere rilasciate non appena l’apposita barra sarà carica. Un sistema di combattimento estremamente gratificante una volta padroneggiato a dovere, che trae beneficio da tutta una serie di accorgimenti, come la gestione dell’equipaggiamento o i titoli, che qua conferiscono una serie di bonus passivi, molti dei quali ottenibili rispettando certe condizioni di sblocco.
Fuori dalla battaglia è proprio l’equipaggiamento trova un ruolo principale nell’economia degli scontri, dando importanza a due nuove funzioni, rappresentate qui da “Scomponi e Migliora”. La prima servirà per distruggere gli armamentari in nostro possesso nell’inventario e recuperarne i materiali, così da ottenerne a sufficienza ed investirli nel miglioramento, appunto, di equip sempre più forti.
La ricerca di materiali è un’attività quindi primaria durante le nostre esplorazioni, durante le quali saremo sempre ben attenti nello scorgere degli spot nell’area di gioco così da non perderci nessun materiale utile.

L’esplorazione della mappa e dei dungeon però non brilla particolarmente, così come non impressionava ai tempi. Colpa di un design abbastanza vecchio concettualmente e blando nell’esecuzione, che si concentra maggiormente in un continuo proporre stanze e corridoi interconnessi, a tratti un po’ confusionari, tanto che, in questa edizione rimasterizzata, sembra che gli sviluppatori non potendo mettere mano alla struttura del gioco, hanno rimediato con l’aggiunta di un pratico indicatore che segnala la strada da prendere per non perdersi. Per muoversi più velocemente fra le mappe, anche a causa di un sistema di fast travel non così “fast”, ad un certo punto del gioco otterremo una sorta di hoverboard, che ci permetterà di muoverci con rapidità e superare ostacoli nelle zone più aperte del mondo di gioco, oltre che a darci il vantaggio di sconfiggere istantaneamente i nemici più deboli, semplicemente investendoli. Oltre ai materiali è possibile collezionare anche delle anime, che potranno essere usate per aprire dei forzieri speciali sparsi qua e là nel mondo di gioco.
Come abbiamo detto fin dall’apertura di questa recensione, siamo di fronte più ad un porting o di una versione definitiva, che non una vera e propria remastered del gioco, il cui obiettivo è quello di approdare su nuove piattaforme come Nintendo Switch e Xbox. E fra le aggiunte di questa nuova edizione, oltre a qualche “quality of life”, come il già citato indicatore degli obiettivi o il ritrovato Grade Shop, nel quale spendere punti per ottenere dei modificatori (come il guadagno di più punti XP, battaglie più semplici e tanto altro) abbiamo gran parte dei contenuti DLC pubblicati all’uscita del gioco, che per lo più si tratta di costumi aggiuntivi, oggetti extra e musiche da usare in game.

Con l’arrivo sulle console moderne, Tales of Berseria Remastered guadagna il supporto al 4K con un frame rate solidamente fissato a 60 fotogrammi, con l’unica accezione nella versione per Nintendo Switch, che per ovvie limitazioni hardware deve accontentarsi di un blocco a 30. Sotto il profilo tecnico però, nonostante il peso degli anni e del suo heritage dell’era PlayStation 3 si sentano in più di un’occasione, ne esce bene, sia grazie alla sua direzione artistica che allo sheder in cel-shading che maschera un po’ il processo di invecchiamento del gioco, risultando ancora piacevole nonostante gli anni passati. Dove cede un po’ il passo è in quel senso di vuoto che hanno alcune ambientazioni, tipo le città o le zone aperte che le interconnettono con i dungeon, che non essendo state toccate in alcun modo, appaiono spesso un po’ spoglie rispetto a quello che dovrebbero essere.
È nei combattimenti però che Berseria da il meglio di sé. Gli scontri sono molto veloci, pieni di effetti dovuti al continuo concatenarsi di arti e mosse speciali, e grazie alla possibilità di ruotare la camera in battaglia, feature introdotta proprio in questo capitolo, si ha sempre l’azione sott’occhio. La colonna sonora come sempre quando si parla di un capitolo di Tales of è ad opera di Motoi Sakuraba,, che firma con il suo stile inconfondibile una serie di splendidi brani orchestrati che danno il meglio di sé proprio durante i combattimenti, il cuore pulsante del gioco.
Come nella versione originale è presente l’adattamento in italiano, così come è possibile scegliere la doppia traccia audio per quanto riguarda il doppiaggio, disponibile sia in inglese che in giapponese.
Tales of Berseria salta la fila superando il suo “sequel” Zesteria e si ripropone sulle console di nuova generazione, riportando a schermo quello che è uno dei capitoli più sottovalutati della serie di “Tales of”. La storia punta tutto sul tema della vendetta e su una protagonista tormentata, in quello che è a tutti gli effetti uno degli episodi più cupi di sempre. A questo si affianca un ottimo gameplay, uno dei punti più alti della serie, forse secondo solo a Xillia, che ci regala accese battaglie alla stregua di un picchiaduro. Se di per sé il gioco è un ottimo esponente della serie, il termine remastered calza largo, dato che oltre ad una manciata di aggiunte e l’inevitabile miglioramento grafico per le nuove console, il gioco si ripresenta esattamente come nell’originale, diventando quindi interessante solamente per chi non ha giocato l’originale e vuole recuperarsi un buon capitolo della serie di “Tales of”.

