The Rogue Prince of Persia – La Recensione

The Rogue Prince of Persia è un ottimo entry level per il genere

Evil Empire è un team indipendente che è riuscito a farsi notare grazie a Dead Cells, piccola gemma del panorama rogue lite che ha permesso agli sviluppatori di avvicinarsi anche a una saga storica come Castlevania. Prima di vederli in azione il prossimo novembre su Castlevania: Belmont’s Curse però, potete gettarvi nelle lande a due dimensioni di The Rogue Prince of Persia, già disponibile su console e PC. Scopriamo insieme pregi e difetti di questo divertente rogue lite, divorato dalla marea di uscite degli scorsi mesi.

Versione testata: Nintendo Switch 2

Unno, due, tre

Il Principe è a capo della difesa dell’amata città di Tisfun, presa di mira dagli Unni utilizzatori di magia oscura. Dopo un primo tentativo coraggioso ma purtroppo fallito, il Principe viene riportato in vita da una misteriosa sciamana in un accampamento fuori città, un’oasi esterna a tutto e dove il tempo pare essersi fermato. Da qui, il nostro eroe partirà per tentare più volte di sconfiggere i generali unni e salvare il suo popolo. Evil Empire cerca di dare più sostanza al racconto, lasciandolo sviluppare attraverso i vari tentativi del giocatore.

Un elemento chiave dello sviluppo narrativo di The Rogue Prince of Persia è infatti legato alla Mappa Mentale, una sorta di costellazione che tiene traccia degli eventi principali, dei personaggi e degli oggetti chiave, facilitando la scelta delle aree da esplorare. Quando si arriva in un’area, ci si può imbattere in un personaggio o in un oggetto che fornisce informazioni utili a far progredire la storia, sbloccando una nuova zona da esplorare nella run successiva o offrendo un indizio per risolvere un enigma. Questo porta la storia ad essere davvero sotto i riflettori, e dà una sorta di continuità ai diversi tentativi.
The Rogue Prince of Persia è tradotto e adattato in un ottimo italiano, non ci sono strafalcioni e la storia è godibile e intrigante, tanto da non sfigurare con gli altri capitoli della saga pur essendo un episodio stand alone.

Chi non muore si rivede

L’esperienza pregressa di Evil Empire con Dead Cells è invece immediatamente evidente nel gameplay, che è rapido, avvincente e impegnativo. Ogni partita inizia con un’arma e uno strumento secondario a uso limitato, offrendo al giocatore opzioni sufficienti per sentirsi in grado di affrontare qualsiasi sfida, ma non così tante da permettergli di adagiarsi sugli allori. Il Principe è un combattente agile e scattante, che cammina sui muri, salta tra le travi e scavalca i nemici per poterli colpire alle spalle. È importante imparare a schivare e muoversi velocemente tra i nemici, perché bastano pochi colpi per mandare a monte una run e ritrovarsi all’oasi a leccarsi le ferite. Ovviamente, da buon rogue lite, ci sono delle spille che aggiungono dei bonus, e le armi sono migliorabili grazie a fabbri o posti precisi.

C’è un’enorme varietà di armi, che rende gli scontri dinamici e sempre diversi. Ogni arma ha una sensazione diversa e ha il proprio stile di gioco, ognuna ha poi attacchi speciali unici e diverse condizioni per infliggere colpi critici. Imparando a schivare, troverete il momento giusto in cui infligger eil danno massimo con ogni arma. Gli scontri (escludendo i boss) raramente durano più di un paio di secondi, ma son oquasi sempre stimolanti, soprattutto una volta trovato il ritmo giusto.

Questo commento si estende anche alle sezioni platform, che riescono a essere impegnative senza essere però eccessivamente punitive. Finché c’è un muro sullo sfondo, il Principe può fare un paio di passi correndoci sopra per superare i dislivelli tra pali e sporgenze, il che aggiunge una dimensione interessante in cui bisogna prestare costantemente attenzione allo sfondo oltre che al terreno sotto i piedi. C’è poi una barra secondaria, il Respiro di Vayu, che aumenta la velocità del Principe e garantisce altri vantaggi passivi se ci si muove bene nell’ambiente.

Ovviamente, a ogni run diventerete sempre più forti, e potrete usare le ceneri dei nemici per migliorare le abilità innate del principe o sbloccarne di nuove. Il team è riuscito a indovinare il gameplay loop, e ogni partita si aggancia facilmente alla successiva. Inoltre è presente anche un utile cross-save, così che possiate continuare una partita da una versione all’altra.
Bisogna quindi ammettere che Evil Empire non ha perso un colpo nel passaggio a questo nuovo progetto: The Rogue Prince of Persia è un rogue lite accessibile e avvincente, con una progressione crescente adatta anche a chi non è mai entrato a contatto con il genere.

Quel principe era Violaceo

Nel lungo early access su PC di The Rogue Prince of Persia, il principe ha cambiato colore della pelle. Inizialmente era viola (ora è diventata una skin) e questo lo contraddistingueva dagli altri protagonisti della saga. Il team è venuto incontro ai commenti del pubblico e ha ridato all’eroe un colorito comune, anche s eper me questo ha tolto un pelo di originalità alla produzione. Ottima la scelta musicale, dal brano cantato nel menù principale al misto dubstep delle zone unne. Il gioco è fluido e tecnicamente è sempre solido, sia in portatile che in modalità docked.
Mi ha stupito invece trovare dei lunghi caricamenti (da 15 a 30 secondi) nella versione Nintendo Switch 2, considerando appunto come si comporta il gioco durante il resto del tempo. Spero in qualche patch correttiva nei prossimi mesi, perché al momento è un odei pochi difetti che attanagliano questa versione.

The Rogue Prince of Persia è un capitolo eccellente e capace di dare una nuova veste alla serie, grazie all’egregio lavoro e all’esperienza di Evil Empire con il genere. L’azione fluida, la grafica a due dimensioni pulitissima e il gameplay avvincente si fondono per creare un gioco a cui è difficile smettere di giocare. Si tratta poi di un ottimo entry level per i rogue lite, sebbene i giocatori più esperti possano essere un po’ scoraggiati dalla difficoltà relativamente bassa rispetto agli standard del genere, c’è una curva di apprendimento non eccessivamente ripida. Evil Empire ha fatto un ottimo lavoro nel creare un gioco d’azione impressionante e al tempo stesso accessibile per tutti. E personalmente non vedo l’ora di vedere cosa hanno combinato con Castlevania.

The Rogue Prince of Persia è disponibile su PC e Console.

Pro
Un rogue lite accessibile
Gameplay loop assuefacente
Sistema di movimento ben pensato
Contro
Caricamenti su Nintendo Switch 2 troppo lunghi
Potrebbe essere troppo facile per gli esperti del genere
8.8
Voto

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