Wolf and Revolver – La recensione dei due volumi

Wolf and Revolver è un thriller in due volumi da divorare tutto in un colpo.

Il 2026 di J-Pop Manga si è riempito di tante mini-serie che si concludevano in un massimo di tre numeri, adatta tutti i tipi di lettori e comodi se si volesse leggere qualcosa di non troppo impegnativo. Wolf and Revolver, disponibile dalla fine di agosto, fa proprio parte di questa categoria: una storia di intrighi e misteri sui lupi mannari, scritta e disegnata da Yu Suzuki. I due volumi di Wolf and Revolver sono già disponibili in fumetteria e online, per 6,50€ l’uno e oggi ne parliamo insieme, tra pregi e difetti.

Lupi vestiti da umani

Otogi, la protagonista di Wolf and Revolver, è una giovane e determinata agente di polizia che indaga su inquietanti crimini commessi dai terribili e pericolosi Lupi Mannari, enormi mostri capaci di rubare i volti delle proprie vittime. Mentre prova a salvare un gruppo di bambini, Otogi viene aggredita da un Lupo Mannaro, ma viene salvata da un altro mostro di nome Luke, che le dona un volto per mantenerla in vita. Inizia così l’indagine di Otogi per svelare il travestimento del lupo nemico, accompagnata dalla polizia e dallo stesso Luke, che sembra avere più di un motivo per proteggerla. I nove capitoli che compongono la storia di Wolf and Revolver coprono due casi principali che si completano a vicenda perché raccontano la maggior parte dei segreti di Otogi e Luke. Dico la maggior parte perché, come rovescio della medaglia, la brevità della storia non lascia spazio a sviluppi specifici, e tante cose restano all’oscuro per il lettore.

Il punto di forza principale di Wolf and Revolver però è il portare su carta una rilettura del mito del lupo mannaro, ora in grado di infiltrarsi tra gli umani rubandone i volti. È un po’ quello che succede in Lupus in Tabula, dove i giocatori devono allearsi per trovare il predatore che si nasconde tra di loro. La sensazione di sospetto è ben diffusa in entrambi i volumi, soprattutto nei confronti dell’atteggiamento di Luke e di come si relaziona con Otogi. Purtroppo anche in questo caso, lo sviluppo del rapporto tra i due si interrompe per far concludere il manga, rimanendo aperto a nuove indagini o avventure che non leggeremo mai.
Con così pochi capitoli, anche il cast di contorno e il mondo di wolf and revolver non ha tempo per farsi apprezzare a pieno, forse un terzo volume questa volta avrebbe aiutato la mini-serie, che pur con le ottime premesse, non riesce mai a ergersi tra le letture di genere.

Nero come la notte

Ho particolarmente apprezzato i disegni di Wolf and Revolver, soprattutto le tavole con i Lupi Mannari. Yu Suzuki li ingigantisce, facendoli diventare delle bestie nere e tenebrose. Alcuni di questi lupi sono scheletrici, altri hanno un folto pelo, ma in ogni caso ogni volta che appaiono prendono il sopravvento sulla gabbia e diventano veri protagonisti della tavola. Ammassi di nero che si muovono velocemente e sbranano senza pietà chi si trovano davanti. A un primo sguardo durante la lettura, alcune scene d’azione sembrano più confuse, proprio per l’alta presenza di neri. Fortunatamente il tratto diventa più dolce quando è presente Otogi e l’intera miniserie è scorrevole e si lascia divorare in un’oretta e mezza. Nulla da dire sull’editing e sul formato compatto con sopracoperta scelto da J-Pop manga, anche questa volta degno del prezzo a cui il titolo viene offerto.

Nonostante una trama che non lascia un attimo di respiro, Wolf and Revolver è un thriller simpatico e senza troppe pretese. I disegni di Yu Suzuki danno vita a una storia d’identità e appartenenza, anche se forse avrei gradito qualche approfondimento di più su alcuni personaggi. Forse non tra le pubblicazioni più memorabili di quest’anno, ma una lettura comunque piacevole e d’intrattenimento.

Wolf and Revolver è già disponibile in fumetteria e nei negozi online

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