Audience è il piccolo gioco di carte che trasforma ogni partita in una guerra per gli ascolti
Ci sono giochi da tavolo che richiedono una serata apposita, tutto il tempo necessario per sistemare i componenti e prepararsi alla partita e di conseguenza un tavolo ben organizzato. Audience, edito dalla Pick ‘N’ Roll Games Lab, appartiene a una categoria decisamente diversa: la sua scatola compatta, il numero contenuto di componenti e una durata che si aggira intorno ai 20-30 minuti lo rendono un titolo particolarmente facile da portare e da intavolare. Ed è proprio in uno dei contesti meno convenzionali per provare un gioco da tavolo che abbiamo deciso di metterlo alla prova: la spiaggia. Tra una pausa e l’altra, con il rumore del mare come sottofondo e molto meno spazio a disposizione rispetto a un normale tavolo da gioco, Audience si è dimostrato sorprendentemente adatto alla situazione. Ma dietro questa apparente semplicità si nasconde un gioco competitivo decisamente più cattivo di quanto la confezione possa lasciar pensare.
Unboxing, componenti e materiali
Audience si presenta, quindi, in una scatola di piccole dimensioni, ma ben curata graficamente, robusta e resistente. Una volta aperta, spicca subito un comodo organizer in cartoncino utile a contenere i componenti di gioco. Questi sono:
- 39 carte Audience (12 Generiche, 6 Leader, 6 Fanatici, 7 Star, 8 Evento)
- 36 carte Speaker (6 per ogni Giocatore)
- Blocchetto Segnapunti
- Carte Reference (per aiutare i giocatori)
- 6 carte Influenza
La qualità generale dei materiali è buona, anche se abbiamo una piccola riserva sulla protezione delle carte. Considerando il numero di mescolamenti a cui saranno sottoposte durante le partite e l’assenza di una telatura, consigliamo di utilizzare delle bustine protettive se si prevede di giocare Audience con una certa frequenza.
Dal punto di vista artistico il lavoro di Ilaria Rizzini si sposa bene con il tema. Le illustrazioni richiamano la Pop Art e l’estetica degli anni Ottanta, con colori vivaci e rappresentazioni che restituiscono efficacemente l’idea di un mondo nel quale la radio è protagonista della quotidianità.
Le carte Audience, infatti, riprendono momenti di vita quotidiana dove la radio rappresenta un buon elemento di accompagnamento, mentre le carte Speaker mostrano le varie radio e i relativi conduttori. Il gioco è totalmente indipendente dalla lingua poiché tutto ruota attorno a dei simboli abbastanza espliciti nel significato. Alcune carte Evento, tuttavia, non sono di immediata comprensione sia per simbolismo che per illustrazioni e necessitano della spiegazione presente nel regolamento. In particolare stiamo parlando di Circus, General Strike, Boxing Match ed Economists’ Meeting il cui effetto di fine partita non si riesce a evincere dalla visione della carta.
Riguardo al regolamento, questo è comodo, semplice e ricco di esempi sia testuali che visivi. Interessante la divisione delle tematiche per colorazione dei riquadri, così da avere un riferimento visivo immediato. Da segnalare anche che il regolamento è sia in italiano che in inglese, mentre le carte Reference sono in italiano, tedesco, francese e inglese, a voler sottolineare l’universalità del titolo.
Setup e meccaniche di gioco
Audience è un card game competitivo che prende ispirazione dal mondo delle radio private e dall’atmosfera degli anni Ottanta, trasformando la competizione per gli ascolti in una sfida tra giocatori. Ognuno assume il controllo di una propria emittente e deve cercare di conquistare i diversi segmenti di pubblico disponibili sul tavolo. Il gioco è stato realizzato da Giorgio Castiglioni, Carlo Alberto Iocco e Alessio Landi, si può giocare da 2 a 6 giocatori di età superiore agli 8 anni.
Il setup di gioco è molto rapido: basta semplicemente formare il mazzo Audience con l’aggiunta di carte Evento scelte casualmente, nella distribuzione di un mazzo Speaker e di una carta Influenza a ogni giocatore e nella preparazione del Pubblico Attivo al centro del tavolo (tante carte Audience girate a faccia in su quanti sono i giocatori a formare una riga). A questo punto ha inizio la partita!
Il cuore del gameplay è rappresentato proprio dalle carte Audience, che costituiscono contemporaneamente il principale obiettivo della competizione e una delle fonti di punti a fine partita. Ogni carta rappresenta un determinato segmento di pubblico, come sportivi, viaggiatori, artisti, generalista, spirituali e intellettuali. Oltre a fornire un valore in punti, le carte riportano anche simboli legati alle varie categorie: raccoglierne il maggior numero possibile sarà fondamentale quando arriverà il momento di calcolare le maggioranze.
Per conquistare queste carte bisogna invece utilizzare i propri Speaker. Ogni giocatore dispone di sei carte Speaker, con mazzi equivalenti per effetti e valori, differenziati principalmente dall’identità grafica della propria radio. Gli Speaker hanno una Potenza d’Onda pari a 1 oppure 2 ed è proprio la gestione di questi valori a costituire una parte fondamentale della strategia.
Le carte con Potenza d’Onda 2 sono preziose quando si vuole aumentare rapidamente la propria presenza in una determinata colonna. Quelle con Potenza 1, invece, hanno accesso a effetti speciali che possono modificare sensibilmente la situazione sul tavolo. Ed è qui che Audience smette di essere un semplice gioco di maggioranze.
Lo scopo di ogni giocatore è quello di saturare una colonna e recuperare la carta Audience o la carta Evento. Ma cosa significa “saturare”? Semplice, durante il proprio turno bisogna scegliere quale Speaker giocare e sotto quale carta Audience posizionarlo. Quando la somma della Potenza d’Onda presente in una colonna raggiunge almeno 4, quella colonna viene considerata satura e si procede all’assegnazione della relativa Carta Audience. A vincerla è il giocatore che possiede la maggiore Potenza d’Onda nella colonna. In caso di parità, viene premiato chi ha la carta Speaker visibile più in alto nella colonna.
Non è finita qui perché le quattro carte con Potenza d’Onda 1 permettono anche di utilizzare abilità differenti. Si può per esempio spostare una carta già presente in un’altra colonna, rendendo inutile una giocata preparata dall’avversario; si può anche mettere uno Speaker sul lato OFF, impedendogli temporaneamente di contribuire alla maggioranza; inoltre si può giocare immediatamente una seconda carta in una colonna differente oppure modificare la posizione di due Carte Audience. Queste abilità trasformano ogni turno in una piccola occasione per modificare gli equilibri del tavolo.
Una colonna che sembrava ormai nelle mani di un giocatore può cambiare proprietario in pochi secondi. Un avversario può essere costretto a rivedere completamente il proprio piano e, in alcune situazioni, è possibile addirittura manipolare la situazione affinché sia un terzo giocatore a conquistare una carta che apparentemente si stavano contendendo due giocatori. È una forma di interazione molto diretta e rappresenta uno degli aspetti più curiosi del gioco.
Un aspetto da non sottovalutare è il modo in cui Audience costringe a gestire con attenzione le sei carte Speaker iniziali. Quando viene giocata una carta possono succedere due cose: se si riesce a recuperare la carta Audience, il giocatore è costretto a mettere nella pila degli scarti tutte le carte usate. Se invece si è tra quelli rimasti “delusi”, le carte restano sul terreno e concorreranno per la nuova carta Audience che rimpiazza quella precedente. Utilizzare una carta potente nel momento sbagliato può, quindi, lasciare senza strumenti per reagire alle mosse successive. Al contrario, conservare troppo a lungo le carte più incisive potrebbe significare perdere occasioni importanti.
La differenza tra una Potenza d’Onda 1 e una Potenza d’Onda 2 non è quindi soltanto numerica. Le prime offrono possibilità di manipolazione, mentre le seconde permettono di aumentare rapidamente il valore di una colonna. Bisogna capire quando sia più importante costruire una maggioranza e quando, invece, sia preferibile alterare quella degli altri.
Durante il proprio turno, il giocatore può eseguire una di due azioni: giocare una carta ed eventualmente attivare l’abilità, se presente, o ripescare la pila degli scarti ed eventualmente le proprie carte coperte (girate sul lato OFF). Questa dinamica consente di ristabilire gli equilibri, evita che un giocatore possa avere una mano più debole degli altri a lungo andare e introduce un ulteriore elemento di pianificazione.
La partita termina quando il mazzo Audience non permette più di rimpiazzare una carta conquistata e, a quel punto, arriva il momento di fare i conti. Innanzitutto vengono rivelate le Carte Influenza, che aggiungono un simbolo alla categoria indicata. Successivamente si sommano i punti riportati sulle Carte Audience conquistate.
La parte più interessante riguarda però le maggioranze. Per ogni categoria bisogna verificare chi possiede il maggior numero di simboli, considerando anche quelli ottenuti attraverso le Carte Influenza. I punti assegnati dipendono dal numero di partecipanti e vengono distribuiti in base alle posizioni raggiunte (per esempio primo posto 5 punti, secondo posto 2 punti e terzo posto 1 punto). A questo si considerano le carte Evento che danno vantaggi o punti speciali a fine partita come per esempio “vincere tutti i pareggi” (Boxing Match), “un punto per ogni simbolo diverso” (General Strike) o “2 punti per ogni icona Fama” e altro ancora.
È quindi possibile arrivare alla fine della partita con una collezione apparentemente più ricca di un avversario e scoprire che, grazie alle maggioranze e agli obiettivi aggiuntivi, il risultato è completamente diverso da quello che ci si aspettava. Ovviamente vince chi ottiene più punti.
Le modalità avanzata e a squadre
Audience propone anche una modalità avanzata e delle modalità a squadre. La prima merita di essere utilizzata fin dalle prime partite perché oltre alle carte Audience disponibili formanti il Pubblico Attivo, viene mostrata una seconda fila, denominata Pubblico Futuro, che permette di conoscere in anticipo quali saranno alcune delle carte destinate a entrare successivamente nella partita. Potrebbe sembrare una modifica marginale, ma cambia sensibilmente il modo in cui si affrontano le proprie mosse.
Sapere quale pubblico arriverà dopo permette infatti di pianificare le proprie azioni con maggiore consapevolezza. Non necessariamente conquistare la carta disponibile in un preciso momento rappresenta la scelta migliore e non è raro trovarsi in situazioni paradossali dove conviene sacrificare una vittoria immediata per prepararsi a quella successiva.
Oppure ancora si è costretti a giocare di strategia saturando deliberatamente una colonna, anche sapendo di non avere la maggioranza, semplicemente per liberare rapidamente lo spazio e arrivare alla Carta Audience successiva. In questo modo gli Speaker del vincitore vengono recuperati e la situazione sul tavolo cambia, permettendo di preparare una nuova contesa. È un piccolo elemento che aggiunge una componente di pianificazione sorprendentemente interessante per un gioco dalla durata così contenuta.
Il gioco a squadre, invece, può essere effettuato 2vs2, 3vs3 o ancora 2vs2vs2. Ogni partecipante controlla una singola emittente con proprio mazzo Speaker, tuttavia tutte le carte Audience raccolte vengono date a un solo giocatore. Ciò che cambia è il conteggio dei punti, le regole e la preparazione della partita: 2vs2 utilizza setup e regole per 4 giocatori, ma punteggi per 2 giocatori, 3vs3 setup e regole per 6 giocatori ma punteggi per 2 giocatori e 2vs2vs2 setup e regole per 6 giocatori, ma punteggi per 3 giocatori. Il risultato sono partite ricche di risate, ma anche di strategie condivise tra mosse quasi telepatiche e spiacevoli malintesi.
Pro e Contro
Uno degli aspetti più interessanti di Audience è la sua capacità di adattarsi a gruppi di dimensioni differenti. La possibilità di giocare da due fino a sei partecipanti offre una buona flessibilità, anche se il numero di giocatori modifica sensibilmente il modo in cui si affronta la partita. In due si ha una visione molto più chiara della situazione: seguire le carte dell’avversario è relativamente semplice e diventa più naturale provare ad anticiparne le intenzioni. Con l’aumentare dei partecipanti, invece, cresce anche la componente di imprevedibilità.
In tre o quattro il quadro rimane ancora abbastanza leggibile, mentre con cinque o sei giocatori diventa inevitabilmente più difficile tenere sotto controllo contemporaneamente maggioranze, carte raccolte e possibili strategie di tutti. Non è necessariamente un difetto, soprattutto per chi apprezza partite più caotiche e meno calcolabili, ma è un elemento da considerare nella scelta della configurazione e nell’eventuale opzione gioco a squadre. Nel corso dei vari testi, abbiamo potuto osservare come quattro giocatori sia il compromesso migliore, perché consente di mantenere un buon livello di pianificazione senza rinunciare all’interazione e a quella dose di imprevedibilità che rende le partite più movimentate.
Ed è proprio l’interazione uno dei punti di forza più evidenti del gioco. Gli effetti degli Speaker fanno sì che raramente si possa giocare ignorando completamente ciò che accade agli altri: una maggioranza apparentemente consolidata può essere messa in discussione, una carta può essere spostata o resa temporaneamente inutilizzabile e una situazione che sembrava già definita può cambiare nel giro di un turno. A questo si aggiunge una profondità tattica superiore a quella che ci si potrebbe aspettare da un titolo capace di concludere una partita in circa mezz’ora.
La gestione delle sei carte a disposizione, la scelta del momento in cui sfruttare determinati effetti e l’eventuale possibilità di conoscere in anticipo parte del mercato futuro nel caso della modalità avanzata offrono infatti diversi livelli di lettura, senza appesantire eccessivamente il ritmo. Anche la presenza delle Carte Evento contribuisce alla rigiocabilità: la selezione variabile degli eventi modifica di volta in volta alcuni obiettivi e criteri di punteggio, evitando che ogni partita segua esattamente lo stesso percorso.
Come accennato nell’introduzione, abbiamo avuto modo di giocare questo titolo all’aperto apprezzando particolarmente la sua portabilità. La scatola compatta e il numero contenuto di componenti permettono di trasportarlo facilmente e di organizzare una partita anche lontano dal classico tavolo da gioco. È una caratteristica che lo rende adatto non soltanto a una serata tra amici, ma anche a situazioni più informali come un picnic o una pausa durante una gita.
Sul fronte dei contro, il principale riguarda proprio la gestione delle informazioni nei tavoli più numerosi. Con cinque o sei partecipanti può diventare complicato ricordare con precisione le maggioranze nelle diverse categorie e, allo stesso tempo, valutare cosa potrebbero fare tutti gli avversari. Per alcuni gruppi questo maggiore grado di imprevedibilità potrebbe essere addirittura un valore aggiunto, mentre chi preferisce un’esperienza più controllabile potrebbe trovarsi maggiormente a proprio agio con un numero inferiore di giocatori.
Un secondo elemento da considerare è il livello di attenzione richiesto: Audience è rapido e relativamente semplice da spiegare, ma non è un titolo da giocare senza ragionare. Per sfruttare davvero le possibilità offerte dagli Speaker bisogna osservare il tavolo, tenere d’occhio le maggioranze e scegliere con una certa cura quando utilizzare le proprie carte. È un impegno che non rappresenta un vero e proprio limite, ma può fare la differenza per chi cerca un filler estremamente leggero e privo di particolari esigenze tattiche. Infine alcune carte Evento potevano essere studiate meglio: non essendo immediate nel significato, bisogna tenere accanto il regolamento quantomeno per le prime partite.
Conclusioni
Audience è un titolo che sorprende in positivo perché è la chiara dimostrazione di come l’apparenza inganna totalmente. Il formato compatto, la durata ridotta e il numero limitato di componenti fanno pensare a un filler semplice da intavolare e adatto alle occasioni più leggere. E sotto questo aspetto il gioco mantiene le promesse: si prepara rapidamente, dura circa mezz’ora e può essere trasportato senza problemi.
Ma fermarsi solo a queste caratteristiche è un vero e proprio errore. Dietro la struttura essenziale si nasconde un sistema nel quale gestione della mano, maggioranze, abilità speciali e l’eventuale pianificazione del Pubblico Futuro si intrecciano continuamente. La possibilità di intervenire direttamente sulle giocate degli altri rende inoltre le partite tutt’altro che passive.
Audience è, quindi, uno di quei giochi che possono trovare facilmente posto nello zaino durante una giornata fuori casa, ma con una profondità che emerge soprattutto quando si comincia a leggere il tavolo e a pensare non soltanto alla carta che si sta giocando, ma anche a ciò che succederà dopo.
