Splatoon Raiders è un’ottima opportunità per avvicinarsi alla serie e non andarsene più.
Se c’è una serie Nintendo che rispecchia a pieno l’estate, è proprio Splatoon. Non c’è da stupirsi quindi se la casa di Kyoto ha deciso di pubblicare il primo capitolo single player della serie proprio lo scorso luglio in esclusiva su Nintendo Switch 2. Splatoon Raiders è considerabile a tutti gli effetti uno spin-off, anche se riprende gran parte del gameplay (e della lore) delle Salmon Run, la modalità PVE introdotta con il secondo capitolo nel 2017. Dopo aver passato un mese asconfiggere salmonoidi a fianco del Trio Triglio, sono finalmente pronto a raccontarvi pregi e difetti di Splatoon Raiders.
Isole, musica e Salmonoidi
Dopo un atterraggio d’emergenza sulle misteriose Isole Spirhalite, il/la Macchinista e il Trio Triglio, si ritrovano a dover collaborare per trovare un modo di ritornare a casa. I quattro stavano indagando su un misterioso tesoro e, dato chele risorse per tornare a casa scarseggiano, decideranno di mettersi alla ricerca anche di preziosi manufatti sulle isole inesplorate. Si imbatteranno in un misterioso robot, che nasconde un segreto legato proprio ai membri del Trio Triglio, e il fortunato incontro sarà la goccia decisiva sulla loro scelta di esplorare le case dei Salmonoidi e scoprirne i misteri. La storia di Splatoon Raiders è in perfetta linea con quelle della trilogia originale: lineare con momenti musicali imperdibili e con quel velo di futuro post apocalittico che ha fatto la fortuna della serie. Nascosti in ogni livello ci sono uno o più documenti, che aumentano come sempre il world building della serie, aggiungendo questa volta le origini dei Salmonoidi e il passato del Trio Triglio (solo accennato in Splatoon 3). Veramente pregevole anche quanto fatto con il “bestiario” dei Salmonoidi, tra schizzi a matita e descrizioni che si arricchiscono man mano eliminerete esemplari della stessa specie.
Splatoon Raiders è la diretta evoluzione delle Salmon Run: ogni volta che andremo all’avventura dovremo affrontare ondate di Salmonoidi e salvare la pelle guadagnando più tesori possibile. Ogni stage vi chiederà di raggiungere il tesoro finale in modi diversi, a volte potrete esplorare per raccogliere risorse, altre dovrete completare il livello in cento secondi, e altre volte ancora dovrete affrontare i divertentissimi boss. Ovviamente l’arsenale di Splatoon Raiders pesca le sue armi dalla serie originale, arricchendole con degli accessori inediti e altri modificati. Il gameplay loop è eccezionale e data la velocità degli stage, difficilmente riuscirete ad abbassare il controller per una sessione breve.
Splatta, Esplora, Ripeti
La novità più grossa a livello di gameplay è sicuramente la presenza di tre serbatoi diversi, ognuno che avvantaggia una determinata caratteristica. Il modo di affrontare gl istage cambia quindi totalmente, non solo a seconda del vostro serbatoio, ma anche a seconda dell’arma che deciderete di imbracciare. Oltre ai tre alleati del Trio Triglio, ognuno con la propria mossa speciale, potrete equipaggiare dei gadget specifici del vostro serbatoio (e potenziandolo potrete espandere ulteriormente la scelta). Questi gadget poi potranno essere personalizzati con degli accessori specifici che aggiungeranno bonus vari e vi renderanno sempre più potenti. L’enorme ventaglio di combinazioni tra armi, congegni e serbatoi d’inchiostro premia la sperimentazione e offre molta libertà di approccio, adattandosi a come volete giocare.
Ci sono poi dei livelli speciali dove vi verrà chiesto di utilizzare un determinato serbatoio o gadget: questi livelli sono i più simili a quelli puzzle della modalità single player della trilogia originale, e personalmente avrei preferito ce ne fossero stati di più.
Comunque non mancano i contenuti extra, oltre ai collezionabili già menzionati, potrete cercare di battere i record dei giochi arcade, oppure cercare di trovare l’arma migliore di tutte, affrontando la temibilissima Mensa Infinita, o riaffrontare i livelli già completati a difficoltà più alta. È qui che purtroppo il gioco inizia un po’ ad arrancare e dove la formula inizia a essere ripetitiva: fortunatamente, avrete già accumulato abbastanza ore per decidere se Raiders si è ritagliato un posticino nel vostro cuore o meno.
Al momento non riesco a immaginare uno Splatoon 4 che non adotti la diversificazione del serbatoio o il gadget multiplo. Ovviamente, se si deciderà di utilizzare queste varianti nel prossimo capitolo multiplayer il team dovrà trovare il modo per bilanciare il tutto e non rendere ogni giocatore una one-squid army come in questo capitolo (dove era necessario).
Nonostante le ottime idee però, le campagne single player della trilogia classica (e il dlc rogue lite di Splatoon 3) offrono un’esperienza più variegata e che mischia ancora meglio il platform, al puzzle e allo sparatutto in terza persona. Invito chiunque abbia apprezzato Raiders, a dare una possibilità al terzo capitolo di Splatoon (nonostante la storia online degli Splatfest sia purtroppo conclusa).
Leggermente meno colorato
Tecnicamente, Splatoon Raiders è fluidissimo, sia in modalità portatile che in docked, offrendo probabilmente la miglior esperienza della serie. Purtroppo le isole Spirhalite sono per questioni narrative poco colorate, piene di sale e di paesaggi spenti. Questo potrebbe quindi straniare rispetto alle coloratissime arene di Splatville, ma è tutto coerente con l’avventura single player. I modelli poligonali di salmonoidi e protagonisti non sono mai stati così belli, e soprattutto le animazioni rendono tutto più “vivo”.
Nonostante come da tradizione i personaggi si esprimano a versi, Splatoon Raiders è tradotto e adattato in un ottimo italiano. I nomi dei Salmonoidi e dei tesori seguono la formula della trilogia originale, e i (pochi) filmati in grafica di gioco sono davvero piacevoli. Forse si poteva fare qualcosa di più per la colonna sonora, solitamente uno dei punti cardine della serie, che questa volta non è al massimo della forma.
Se non vi siete mai avvicinati al mondo di Splatoon perchè non eravate interessati alla componente multiplayer, Splatoon Raiders è l’occasione giusta per infilarvi nel coloratissimo mondo di Nintendo. Spingendo sul single player, e portando al livello successivo la modalità Salmon Run dei giochi originali, Splatoon Raiders sarà in grado di acchiapparvi per decine d’ore grazie a un gameplay loop riuscito e divertentissimo. I primi segni di stanca si notano infatti solamente nel post game e, una volta raggiunta la modalità Mensa Infinita, avrete abbastanza ore sulle spalle per capire se tornare per Splatoon 4, o se addirittura recuperare il terzo capitolo (aggiornato per Nintendo Switch 2). Splatoon Raiders è un’altra esclusiva da non perdere e probabilmente il gioco dell’estate, in attesa che questo settembre massacri i nostri portafogli di videogiocatori.
