Ultimate Exorcist Kiyoshi – La Recensione

Quando l’esorcista più forte del pianeta è anche il più spaventato, nasce uno shonen ricco di potenziale che deve ancora trovare il giusto equilibrio

Da sempre il conflitto tra bene e male rappresenta uno dei capisaldi della narrativa popolare. È una formula semplice ma estremamente efficace: mettere gli eroi di fronte a una minaccia oscura e apparentemente insormontabile consente al pubblico di schierarsi immediatamente dalla loro parte. Quando poi gli antagonisti assumono le sembianze di demoni, creature che incarnano paure ancestrali e pericoli soprannaturali, il coinvolgimento diventa quasi automatico. È proprio su queste basi che si sviluppa Ultimate Exorcist Kiyoshi, manga scritto e illustrato da Shoichi Usui, che combina combattimenti ad alta intensità, umorismo e suggestioni sovrannaturali in una storia dedicata a un gruppo di esorcisti impegnati a contrastare le minacce demoniache che infestano il loro mondo. Il primo volume arriva in Italia grazie a J-POP Manga ed ecco a voi la nostra recensione.

Un protagonista potente, ma dominato dalla paura

La storia è incentrata su Kiyoshi Harai, un ragazzo che, dopo aver assistito alla morte di persone a lui care per mano dei demoni ed essere stato salvato da un esorcista, decide di dedicare la propria vita alla lotta contro queste creature. Anni di allenamento e sacrifici lo portano a raggiungere un traguardo straordinario: diventare l’esorcista più forte del pianeta. Tuttavia, dietro questa immagine eroica si nasconde una contraddizione tanto semplice quanto interessante: Kiyoshi continua a essere terrorizzato dai demoni.

Questa debolezza rappresenta l’elemento più originale dell’opera e costituisce il motore principale della sua caratterizzazione. Nei momenti migliori, il manga sfrutta efficacemente il contrasto tra la sua immensa forza e la paura che continua a tormentarlo. In altre occasioni, però, questo tratto viene utilizzato soprattutto come espediente comico, riducendo l’impatto emotivo di alcune situazioni che avrebbero potuto approfondire maggiormente il personaggio.

Sul piano concettuale, il manga non si allontana particolarmente dalle convenzioni dei battle shonen. Il tema della paura, però, rappresenta un elemento potenzialmente molto interessante all’interno di una storia che ruota attorno alla lotta contro creature demoniache. Nel corso della lettura emergono inoltre alcuni indizi che suggeriscono una realtà più complessa rispetto al classico schema “umani contro mostri”. Alcuni demoni sembrano infatti mostrare comportamenti e sentimenti che mettono in discussione la loro natura puramente malvagia. Si tratta di una direzione narrativa che potrebbero aggiungere sfumature morali e maggiore profondità all’universo dell’opera.

L’uso del condizionale non è casuale perché, purtroppo, per il momento, questi spunti restano sullo sfondo e vengono rapidamente accantonati per lasciare spazio a nuove sequenze d’azione. L’impressione è che il primo volume introduca numerosi accenni interessanti senza però esplorarli fino in fondo. Considerando che si tratta soltanto dell’inizio della serie, resta comunque ampio margine per un’evoluzione futura.

Inoltre, vi è un altro aspetto che fa storcere non poco il naso, anzi si tratta proprio di uno degli aspetti più divisivi dell’opera: il ritmo. Gli eventi si susseguono con estrema rapidità e raramente viene concesso il tempo necessario per assimilare quanto accade o per approfondire le dinamiche tra i personaggi.

L’azione beneficia certamente di questa velocità, risultando vivace e spettacolare. Tuttavia, quando la narrazione prova a costruire momenti emotivi o a sviluppare i protagonisti, la fretta diventa un limite evidente. Molte sequenze sembrano procedere da un punto chiave all’altro senza soffermarsi sulle conseguenze degli eventi o sulle reazioni dei personaggi. Questa impostazione rischia di compromettere il coinvolgimento del lettore, che arriva alla conclusione del volume con la sensazione di aver trascorso troppo poco tempo insieme ai vari protagonisti della storia per sviluppare un reale legame emotivo.

Uno stile grafico energico e ricco di personalità

Sfogliando le prime pagine del volume, emerge immediatamente una forte identità visiva. Potreste iniziare a farvi fin da subito delle domande e quindi sì, Shoichi Usui ha lavorato per circa cinque anni come assistente di Eiichiro Oda, autore di One Piece. L’influenza di quest’ultimo è evidente in diversi aspetti della messa in scena: anatomie volutamente esagerate, espressioni facciali estremamente dinamiche e un tratto deciso che trasmette costantemente energia e movimento.

Pur richiamando alcune caratteristiche del maestro, Usui riesce comunque a costruire una propria estetica. I personaggi sfoggiano look ricchi di dettagli, tra piercing, catene e accessori che evocano l’atmosfera ribelle e stilizzata di molti manga d’azione dei primi anni Duemila. Anche i demoni beneficiano di design riconoscibili e fantasiosi, contribuendo a rendere il mondo narrativo immediatamente distinguibile. Il risultato è un’opera che punta molto sull’impatto visivo e che riesce a catturare l’attenzione grazie a una forte componente stilistica.

Dal punto di vista della costruzione delle tavole, Ultimate Exorcist Kiyoshi segue i canoni più tradizionali dello shonen moderno. La lettura risulta generalmente chiara e i combattimenti mantengono una buona fluidità visiva. I problemi emergono soprattutto nelle transizioni tra una scena e l’altra. Capita spesso che alcune azioni vengano mostrate in modo frammentario: un personaggio viene scaraventato contro un edificio e, nella vignetta successiva, è già pronto a combattere senza che venga mostrato alcun passaggio intermedio.

Questa scelta accelera ulteriormente il ritmo, ma allo stesso tempo sottrae peso e credibilità agli eventi. È una questione di percezione narrativa: molte situazioni non hanno il tempo necessario per sedimentarsi e produrre il loro effetto sul lettore. Di conseguenza, anche gli scontri più spettacolari finiscono talvolta per apparire meno incisivi di quanto potrebbero essere.

L’edizione italiana, infine, è curata, compatta e proposta al prezzo classico di 6,90 euro anche se si tratta di un volume con sovracopertina e le classiche prime pagine a colori.

Considerazioni finali

Ultimate Exorcist Kiyoshi si presenta come uno shonen dinamico, leggero e fortemente orientato all’intrattenimento. Il comparto artistico è il suo punto di forza più evidente, grazie a uno stile espressivo e a design capaci di lasciare il segno. Anche l’umorismo funziona spesso bene e contribuisce a mantenere alta l’energia generale della narrazione. Al tempo stesso, il volume soffre di una gestione del ritmo eccessivamente accelerata, che limita lo sviluppo dei personaggi e riduce l’impatto di molte situazioni narrative. Le idee interessanti non mancano, ma al momento sembrano soltanto accennate.

Chi cerca una lettura veloce, ricca di combattimenti e caratterizzata da un tono spensierato troverà comunque numerosi motivi per apprezzare quest’opera. Resta ora da vedere se i volumi successivi sapranno rallentare il passo quel tanto che basta per valorizzare il potenziale mostrato in questo promettente esordio.

Ultimate Exorcist Kiyoshi è disponibile in libreria e fumetteria e sugli store online.

Giovanni Arestia
Giovanni Arestia
Ingegnere informatico che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.

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