Marvel’s Wolverine – La Recensione

Marvel’s Wolverine non merita tutto l’odio ricevuto in queste due settimane.

Nelle ultime due settimane il popolo dell’internet ha deciso di prendersela con Insomniac, sfruttando l’uscita di Marvel’s Wolverine, probabilmente anche per sfogarsi delle ultime azioni generali di Sony PlayStation, dall’annuncio dell’abbandono del disco fisico all’allontanamento di Hideo Kojima. Ipotesi complottistiche a parte, il web si è scatenato contro Marvel’s Wolverine per i motivi più vari: dal fatto che non fosse open world, al prezzo, passando per dei Quick Time Event decisamente evitabili e un esplorazione fin troppo guidata. Solo alcune di queste polemiche però vengono da persone che hanno davvero giocato al titolo, mentre la maggior parte sono al solito fate per sentito dire (o per l’aver visto dei video).
Dopo cinque anni di sviluppo, un cambio di director, e chissà quanti altri casini dietro le quinte, Marvel’s Wolverine è finalmente disponibile in esclusiva per PlayStation 5 a partire dallo scorso 15 settembre. Ho completato il gioco nella sua interezza in una ventina d’ore e, per quanto alcune scelte di gameplay siano inconcepibili, ho decisamente apprezzato questa inedita avventura di Logan. Se volete approfondire, potete continuare a leggere qui sotto, vi darò il parere di un lettore di fumetti cresciuto con mutanti e Wolverine, mischiato a quello di un giocatore che ha vissuto in pieno l’era dei Tie-In degli anni 2000.

Il migliore in quello che fa

Marvel’s Wolverine racconta una storia originale sui mutanti della Casa delle Idee. La visione di Insomniac sul mondo X, così come è successo nei tre giochi dedicati a Spider-Man, pesca dai fumetti ma mette in scena qualcosa di totalmente nuovo. Nell’universo di Insomniac, i mutanti non sono ancora usciti allo scoperto, e i pochi che lo hanno fatto vengono inseguiti e imprigionati da Bolivar Trask. L’avventura di Logan lo vedrà da prima affrontare proprio la minaccia di Trask, per poi scoprire di più sul proprio passato dimenticato e infine fare i conti con il suo destino. Una storia matura, che tocca tutti i punti forti delle avventure di Logan. Il dramma di essere un uomo immortale senza ricordi, il razzismo contro i mutanti, l’amore per Jean sono solo alcuni degli ingredienti di questa storia che farà la gioia degli appassionati del mutante.

I personaggi rimaneggiano la loro vita editoriale, creando una versione ex-novo che rispetta i canon idei fumetti. Così a Essex viene dato il ruolo di un moderno Charles Xavier, che utilizza il Team X per impedire a Trask di mettere le mani sui mutanti. Ma Essex ha anche qualche tratto dell’ideologia di Magneto, e infine, nasconde più di un segreto agli occhi della sua squadra. Certo, i lettori di fumetti sanno già di che si tratta, ma il racconto è adatto anche al grande pubblico, e varia abbastanza rotta rispetto ad altre produzioni sui mutanti.
A uscirne vincente però è il legame tra i personaggi, in particolar modo quello tra Logan e Jean, capace di brillare fin dal primo istante e di crescere fino a un inevitabile destino. Spazio anche per il world building, tra dialoghi opzionali, poster, registrazioni e bottiglie di whiskey, ci verrà dato modo di scoprire di più non solo su Logan, ma anche su chi lo circonda.
E infine ci sono le Cabine dell’Incubo, luoghi nella mente di Logan in cui poter sbloccare dei ricordi specifici dell’artigliato tramite delle prove. Le prove vanno dal dover sconfiggere nemici in un determinato lasso di tempo al dover correre verso l’uscita, fino a delle arene a ondate dove avremo a disposizione dei perk a scelta (simile a un rogue lite) per sopravvivere a un vero e proprio esercito di nemici.

A fronte di tutto ciò, senza girarci attorno, ci troviamo di fronte alla miglior interazione di Wolverine fuori dal media cartaceo, un’operazione simile a quella fatta con Spider-Man.
A differenza dei giochi sul ragno però, credo che Marvel’s Wolverine sia pensato principalmente per chi conosce bene il personaggio. Gli easter egg presenti in grande quantità, sono pensati quasi solamente per i fan, e non gli viene dato quasi mai un contesto (come accadeva invece in Spider-Man). Ci sono diversi layer di apprezzamento che vanno dal collegamento con gli altri giochi, a citazioni palesi fino a quelle più oscure che titilleranno i sensi dei fan più duri e puri. Non che non possiate giocare comunque l’ultima produzione di Insomniac, ma se siete fan di Logan tenderete a chiudere un occhio su molti degli aspetti negativi di cui parleremo a breve.

Il mutante

Wolverine ha il volto di Liam McIntyre (Spartacus), che fa una perfomance notevole: le urla, i grugniti, le movenze e gli sguardi, sembrano usciti dalle pagine dei fumetti. Contro di lui l’ormai onnipresente Troy Baker, che dà il suo bell’aspetto a Essex. Baker è sempre molto bravo, ma questa volta potrebbe non trovare il favore di molti, soprattutto nell’estetica (fatta esclusione per il terzo atto). Ottime anche le performance degli altri personaggi, sia quelli principali che quelli minori, ognuno in grado di aggiungere un tassello ulteriore al mondo mutante di Insomniac.

Per chiudere il discorso sul cast, non posso non parlare dell’ottimo doppiaggio italiano. Tutte le voci sono adatte al ruolo, ma quello che davvero dà una spinta di più a Wolverine nella nostra lingua è proprio Francesco Rizzi, che gli presta nuovamente le corde vocali dopo la già ottima performance in Marvel Tokon. La performance di Rizzi è probabilmente tra le migliori di quest’anno, e dà il meglio nella già citata Cabina degli Incubi, dove Logan ricorda il suo passato con tono calmo e razionale. Sicuramente un doppiaggio che non dimenticherò facilmente nei prossimi anni (eravamo già stati abituati bene con Spider-Man).

In ogni caso, i modelli dei personaggi sono tutti di alto livello, ed è rientrato il pericolo della realizzazione tecnica non all’altezza, anche su PlayStation 5 base. Visivamente Marvel’s Wolverine è appagante, capace di convincere data la decisamente meno amplia mappa di gioco. Essendo tutto chiuso (per quanto largo), texture, illuminazione e abitanti dei vari posti sono ben curati, capaci di far immergere nelle atmosfere del mondo Marvel fin dal primo istante. Nella mia esperienza non sono incappato in bug grafici, e sono riuscito a godermi tutti i dettagli del titolo. Parlando dei costumi di Logan, sebbene non ci sia una varietà eccessiva come nel caso dei due Spider-Man, sono presenti tutti gli outfit più famosi, compreso l’ultimo di Marvel Tokon o il temibile Hellverine. Anche qui, come dicevo più in alto, è una chicca che vizia i fan dell’artigliato canadese che andranno in brodo di giuggiole cercando il proprio costume preferito. Per tutti gli altri è qualcosa di meramente estetico e che non aggiunge abilità particolari come succedeva invece nei giochi del ragno.

L’arma

Marvel’s Wolverine non ha mai voluto essere un titolo Open World. Forse c’è stato un momento in cui è stato Open Map, ma nel corso dei cinque anni qualcosa è cambiato e si è preferito un approccio più diretto, una storia a capitoli dritta e senza deviazioni secondarie, un action vecchia maniera com’era piena l’epoca PlayStation 2 e PlayStation 3, ma nel 2026. Marvel’s Wolverine non perde tempo, ci butta in mappe molto ampie ma comunque chiuse, piene di vicoli ciechi e muri invisibili.
Il sistema di combattimento è immediato, ed è potenziabile salendo di livello e sbloccando nuove mosse per il nostro artigliato canadese. Alternando la pressione di quadrato e triangolo concateneremo i colpi, atti a stordire o a colpire i nemici con raffiche letali. Fare danni, sia con le mosse di base sia con gli attacchi speciali, ci aiuterà a raggiunger ei diversi livelli di rabbia. Ogni combattimento è sanguinolento, sia per noi che per, soprattutto, gli avversari, e qualora dovessimo finire a terra, potremo rialzarci se avremo della rabbia da parte. Questo è un buon stratagemma per rappresentare in gioco la coriaceità di Logan e per gamificare il suo fattore di guarigione.

Affronteremo orde su orde di nemici, di tre eserciti diversi, ma che alla lunga ripetono sempre le stesse tipologie. Le unità più pesanti sono state dotate di fin troppi punti vita e, soprattutto in alcune prove delle Cabine dell’Incubo, diverranno più snervanti da mandare giù per l’alto quantitativo di danni da infliggere. Il feeling dei colpi è tra gli aspetti migliori del gameplay, anche grazie a un comparto sonoro che enfatizza ogni Snikt! (il rumore degli artigli di Wolverine) e una regia cinematografica che accentua gli squartamenti. Il lavoro migliore lo fa però il Dualsense, dai grilletti adattivi alle vibrazioni, il controller di PlayStation 5 diventa vero e proprio co-pilota dell’esperienza, riproducendo anche suoni e dialoghi in più di un’occasione. In definitiva comunque non è un gameplay troppo complicato (se cercate qualcosa di più profondo potete gettarvi su Onimusha) ma qualcosa che riesce a fare il suo nell’interezza del gioco.

Per chiudere il ventaglio di abilità di Wolverine, c’è il tanto criticato olfatto, con conseguenze striscia d’odori da seguire che accompagna il giocatore “passo passo”. Anche questa storia è stata ampliata oltre il vero: la scia è presente solo in determinati momenti di trama, mentre è veramente invasiva solo nel caso dei collezionabili (i whiskey già menzionati e le casse per sbloccare i costumi). Insomniac è però venuta incontro alle critiche e ha pubblicato questo week end una patch che ne riduce la visibilità, come potete vedere a questo link. Nella mia personale esperienza, non l’ho comunque trovata fastidiosa.

L’Umano

Ed eccoci qui, dopo aver parlato degli aspetti riusciti, bisogna per forza di cose scoperchiare il vaso di pandora e affrontare tutti i mali che attanagliano Marvel’s Wolverine. Partiamo dalla già accennata esplorazione: le mappe del gioco sono si grandi, ma si rivelano degli enormi piazzali, spesso con vicoli ciechi e prive di cose veramente interessanti da trovare. Questo perché il level design si adagia fin troppo sulla scia olfattiva, non nascondendo davvero mai troppo bene i collezionabili. La natura di gioco lineare ha quindi messo i bastoni tra le ruote all’esplorazione degli ambienti e, soprattutto nel secondo atto, si notano tutti i limiti. Ci sono alcuni palazzi su cui Wolverine può arrampicarsi tranquillamente, altri invece lo vedranno scivolare al suolo per colpa di un muro invisibile che va a uccidere sia la verticalità della mappa sia l’immersività nella stessa.

Passiamo poi ai protagonisti di numerosi reel delle scorse due settimane: i Quick Time Event che se falliti non portano a conseguenze. Non credo che la scelta di Insomniac di inserire i QTE sia del tutto sbagliata, aiuta in questo genere di giochi ad aumentare l’immersività nel momento cinematografico. È però sbagliato che, se falliti, non penalizzino il giocatore: nella battaglia finale mi è capitato di sbagliare tasto e il colpo è andato comunque a segno. Bastava inserire un’animazione di fallimento, o mandare direttamente in Game Over come durante i numerosi inseguimenti sparsi nel gioco. Se si depenalizza l’errore, tanto vale non mettere proprio la prova, no? Lo stesso si può dire per le meccaniche stealth, che sembrano appiccicate un po’ casualmente e solo perché bisognava inserire qualche sessione al fianco di Mystica.

Infine, il vero e proprio nemico di Logan: una telecamera non proprio certosina, soprattutto per un titolo action. Capita sempre più spesso, quando i mob sono abbastanza grossi o contro i boss, che la telecamera di Marvel’s Wolverine si inceppi, bloccando la visuale in un angolo o contro un muro. Un difetto che si fa via, via sempre più pesante, e che mi ha stupito non venire riportato da quelli che si lamentano del gioco (forse perché dai video non si può provare con mano la bruttezza di certe inquadrature).

Marvel’s Wolverine ha un’ottima storia di mutanti ambientata in un gioco a tratti mediocre. Mi è impossibile però scindere i due aspetti. Da fan ultra-ventennale di Logan, non posso bocciare il lavoro di Insomniac, anche a fronte di scelte di level design incomprensibili (e il voto qua sotto rispecchia in parte quel che sto scrivendo). Questo è il Wolverine più fedele al materiale originale che ci sia mai stato nei diversi media, e al contempo riesce a raccontare una storia tutta sua. Esattamente come fece con Spider-Man, Insomniac riesce a dare vita al personaggio, con un nuovo contesto e rispettando comunque tutti i canoni della controparte cartacea. Per come si conclude il gioco, spero vivamente che dai piani alti arrivi preso l’ordine di un sequel, così da poter rivedere sia Logan che Jean il prima possibile. Marvel’s Wolverine è un gioco che farà immensamente felici i fan dell’artigliato canadese, tagliando fuori praticamente chiunque altro. Per loro, mai come in questo periodo, il mercato ha sicuramente qualcosa di più affine ai vostri gusti.

Marvel’s Wolverine è disponibile in esclusiva su PlayStation 5

Pro
La trama è l'ideale per un fan di Wolverine
Utilizzo del dualsense
Ottimo doppiaggio italiano
Contro
Quick Time Event da rivedere completamente
Muri invisibili che rompono l'esplorazione
Telecamera fastidiosa durante gli scontri coi nemici più grossi
7.8
Voto

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