WandaVision, la Recensione dei primi tre episodi

La recensione senza spoiler dei primi tre episodi di WandaVision

Wandavision

Il futuro delle serie TV Marvel Studios parte da WandaVision.

Il 2020 ci ha privato di tante cose, tra cui il cinema e di conseguenza anche le produzioni Marvel Studios. Sebbene lo scorso anno nonostante la pandemia globale, siano uscite numerose serie TV,  i cinefumetti di Kevin Feige si sono presi una pausa forzata di un anno. Pausa che terminerà domani mattina alle 9 con le prime due puntate di WandaVision.

WandaVision è importantissima per i Marvel Studios. Per prima cosa, segna il ritorno sulle scene e l’inizio ufficiale della Fase 4, una fase che dovrà partire quasi da zero, cercando di creare un arco narrativo allo stesso livello dell’Infinity Saga. Si tratta poi di un doppio debutto: è la prima serie Marvel Studios e al contempo il primo contenuto originale inedito Marvel ad arrivare su Disney+.

Sulle spalle di Elizabeth Olsen e Paul Bettany gravano quindi più pesi di quanto sembra.

Grazie a The Walt Disney Company Italia ho visto in anteprima i primi tre episodi di WandaVision e posso finalmente parlarvene. Ovviamente non ci sarà alcuno spoiler relativo alla trama (ci ritroveremo a fine serie in un articolo apposito), se non quel poco di già visto nei trailer o rivelato nelle numerose interviste passate.

 

Proprio come ci è stato promesso nei mesi passati, il primo impatto con WandaVision è straniante.

Non sappiamo quanti mesi sono passati dal funerale di Tony Stark, ma ritroviamo Wanda (Elizabeth Olsen) e Visione ( Paul Bettany) felicemente sposati nella loro nuova casa nella piccola cittadina di Westview. Straniante perché il duo sta conducendo la propria vita mondana e soprattutto perché il tutto è in 4:3 e in bianco e nero.

In tutti e tre gli episodi infatti si cita una diversa decade televisiva, con tanto di sigla e di pubblicità d’intermezzo. E proprio come in una puntata di una sit-com, c’è una trama semplice che porta i protagonisti a interagire col quartiere per risolvere piccoli o grandi problemi mondani. Ovviamente, nonostante le risate di sottofondo, non stiamo guardando una sit-com degli anni ’60 ma il primo show dei Marvel Studios. Ogni episodio ha quel tocco di realtà e quella piccola rivelazione che porta avanti gli eventi che andranno a giustificare l’attuale status quo di Wanda (e di conseguenza di Visione).

WandaVision

WandaVision è straniante anche perché nel Marvel Cinematic Universe non c’è mai stato niente del genere. Certo ci sono state le illusioni di Mysterio, le stranezze di Doctor Strange, lo spazio dei Guardiani e il mondo quantico, ma a Westview la sensanzione è diversa. Ed è difficile spiegarla a parole: lo show sembra uscito davvero dalla decade televisiva a cui si ispira, ma allo stesso tempo è familiare nei dialoghi tra i due protagonisti e nel loro approccio ai problemi.

Ci sono poche situazioni da super eroi in questi tre episodi, ma al momento non servono, perché la serie deve introdurre la nuova vita dei due sposini. Luci, costumi, suoni e soprattutto colori sono tutti al servizio di quanto accade a schermo, protagonisti intangibili di omaggi a un’era cinematografica che non c’è più e che non può far a meno di cambiare. Anche la CGI è adattata al contesto, giocando molto su accelerazioni e interruzioni di riprese, rewind e stop motion.

WandaVision

 

Ed è proprio la chimica tra Wanda e Visione l’altro punto di forza di questi primi tre episodi. Elizabeth Olsen è padrona della scena, capace di imitare quando serve la mogliettina svampita dei serial anni 60 e nell’attimo immediatamente successivo tornare forte e determinata qualora l’occasione lo richiedesse.

Ma il più versatile è sicuramente Paul Bettany che riesce finalmente a dare altre sfaccettature al suo Visione, pescando anche dalle ultime run (e dall’imprescindibile storia scritta da Tom King). La mia speranza è che ci sia un modo per vederne di più anche al termine di questa serie, ma dovremo aspettare per scoprirlo. Il resto del cast per ora mi è parso abbastanza convincente, con una Kathryn Hahn vicina impicciona, che ruba la scena ogni volta che entra nell’inquadratura. Per la Monica Rambeau di Teyonah Parris invece giudizio parziale positivo, ma per il resto rimandato in vista dei prossimi episodi.

 

WandaVision brilla soprattutto per la messa in scena, proprio perché riesce a cambiare coerentemente da un episodio all’altro. È un’evoluzione costante che cita lo spettacolo di un tempo (come a esempio Vita da strega o The Brady Bunch) e di cui sono curioso di vedere lo sviluppo, sia visivo, sia per l’appunto a livello di trama vera e propria. Se tutta la stagione si manterrà sulla stessa qualità dei primi tre episodi, il debutto nelle Serie TV di Marvel Studios potrà essere considerato un successo.

WandaVision sarà disponibile da  domani 15 gennaio, in esclusiva su Disney+, puoi abbonarti qui!